Casarin: “A Cremona non siamo stati all’altezza. Da capire che ai playoff i dettagli fanno la differenza”.

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Si aprono riflessioni profonde su come l‘Umana Reyer Venezia sta arrivando alla post-season. Nello scontro diretto al PalaRadi contro la Vanoli Cremona ha perso la seconda posizione nella griglia, una sconfitta che ha confermato un momento negativo degli orogranata, 4ko nelle ultime sei partite.
Al quotidiano Il Gazzettino ha parlato Federico Casarin, presidente della squadra veneta.

“Secondo o terzo posto cambia poco? La differenza c’è. Magari a livello di griglia non molta ma è sempre una partita persa. Contro una diretta avversaria, una gara che poteva dare consapevolezza. Dispiace ma non si può sempre essere solo positivi, serve obiettività. Una volta sopra abbiamo perso il momento positivo, l’inerzia. Noi abbiamo sbagliato troppe cose facili. Troppi errori, a questo livello si pagano caro. Sbagliato scelte e situazioni, perso energia e fiducia, ci siamo intristiti. Il 20-7 dell’ultimo quarto è figlio di questa situazione. Va bene guardare il bicchiere mezzo pieno dei prim i 35′ ma è corretto analizzare anche il resto e non siamo stati all’altezza. Ai playoff bisognerà capire che i dettagli fanno la differenza. La determinazione deve durare 40′, ogni partita sarà una finale nella serie”.

Su molti giocatori fuori condizione, fisica o psicologica che sia, come Haynes, Biligha, Stone e Kennedy con Cerella e Vidmar ormai fuori del tutto dalle rotazioni di coach Walter De Raffaele. “Si gioca di squadra e ci sono situazioni diverse. Si può essere più o meno in condizione ma tutti devono portare acqua al mulino. Serve equilibrio, chi gioca un minuto deve garantire la stessa intensità, voglia e caparbietà che avrebbe scendendo sul parquet 40’”.