Capo d’Orlando da sogno. Olimpia Milano al tappeto

Esultanza finale, Capo d'Orlando

In una di quelle domeniche da incorniciare, l’Orlandina Basket scrive un altro pezzo della sua storia e vince contro l’Olimpia Milano 78-71: anche se la matematica non lo conferma, Capo d’Orlando ha fatto un altro passo decisivo verso la conquista dell’obiettivo di inizio anno, la salvezza, nonostante le contemporanee vittorie di Torino e Pesaro.

Milano scende giù in Sicilia senza Lafayette e Cinciarini, con Barac lasciato fuori per la solita questione del turn over; Capo d’Orlando, invece, è priva di Stojanovic, ma al suo posto viene convocato Perl, che è rientrato a pieno regime nelle rotazioni anche grazie agli infortuni delle ultime settimane.

Di Carlo schiera a sorpresa Boatright in quintetto, e Repesa risponde subito a questa mossa tattica piazzando Jenkins incollato su di lui. Ed in effetti l’ex stella di Uconn ci mette un po’ ad entrare in partita, infatti nel primo quarto sono Nicevic e Bowers a trovare fra tutti la via del canestro. Milano risponde bene con Kalnietis, ruota tutti i suoi uomini e comincia gran parte dei suoi attacchi andando sotto canestro da McLean e Macvan. Di Carlo, quindi, attua le dovute contromisure e porta l’altro lungo in aiuto a raddoppiare: questo produce qualche palla persa dell’Olimpia o un tiro forzato, e può essere classificata come una delle chiavi della partita.

Il primo tempo si chiude sul 40-38, sintomo che la gara si sta giocando con grande equilibrio, ma è proprio nel terzo quarto (quando Repesa perde Gentile per un infortunio alla mano) che l’EA7 trova la spinta decisiva fino a portarsi al +10 (58-68) grazie soprattutto al contributo di Rakim Sanders, mortifero da dietro l’arco dei 3 punti.

Di Carlo chiama timeout, ferma l’emorragia e trova in Jasaitis e Bowers l’energia per rimontare con due triple consecutive.

Il PalaFantozzi si riscalda e diventa una bolgia, ed ogni attacco di Milano finisce con una palla persa o con un tiro infranto sul ferro, che come dimostrano le statistiche di fine gara, il più delle volte viene catturato da Bowers (9 rimbalzi) e Oriakhi (9). Il conteggio finale dice 44 a 31, ma il dato che bisogna sottolineare con maggiore evidenza è il 18-0 di parziale col quale la Betaland arriva addirittura al +8 in soli 5 minuti.

Il finale è uno show, anzi un Boatshow, con il folletto americano che ruba il pallone e va ad inchiodare la schiacciata della staffa.

Milano può avere qualche rimpianto per aver sciupato un discreto vantaggio, ma resta comunque al comando della classifica con 2 punti di vantaggio su Reggio Emilia.

Capo d’Orlando, come detto prima, non è ancora salva matematicamente,  ma può guardare con tranquillità alle prossime 4 gare con un occhio al treno playoff che, in fondo, non è così distante.

BasketItaly.it MVP: Laurence Bowers. 13 punti, 4/8 da due, 1/3 da tre, 2/2 ai liberi, 9 rimbalzi e 2 stoppate. Partita di una consistenza enorme per l’ex Missouri. Segna, difende, stoppa, ruba palloni, capisce con largo anticipo cosa sta facendo l’attacco avversario. Bowers sta vivendo un momento magico da un po’ di tempo a questa parte, così come tutta l’Orlandina. Il suo contributo e la sua positività sarà fondamentale per questo finale di stagione.

Upea Capo d’Orlando – EA7 Emporio Armani Milano 78-71 (20-15, 40-38, 56-62)

Capo d’Orlando: Galipò G. n.e., Basile 3, Ilievski 5, Laquintana 6, Perl, Nicevic 6, Boatright 20, Jasaitis 13, Munastra n.e., Bowers 13, Oriakhi 8, Nankivil 4. Coach: Di Carlo.

Milano: McLean 8, Gentile 4, Cerella, Kalnietis 14, Macvan 8, Pena n.e., Magro n.e., Vecerina n.e., Sanders 17, Jenkins 6, Simon 8, Batista 6. Coach: Repesa

Tiri da due: Capo d’Orlando 17/37, 46% ; Milano 16/31, 52%

Tiri da tre: Capo d’Orlando 10/24, 42% ; Milano 7/29, 24%

Tiri liberi: Capo d’Orlando 14/18, 78% ; Milano 18/21, 86%

Rimbalzi: Capo d’Orlando 44 (30 dif., 14 off.) ; Milano 31 (22 dif., 9 off.)

Assist: Capo d’Orlando 20 ; Milano 11

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