Bologna, le prime parole di Pittman, il texano con l’Anello al dito: ‘Bologna è un gran bel posto per giocare a basket’

dexter pittman «Sapere che stai andando in un posto dove ti aspettano perché ti ritengono la persona giusta per un certo progetto ti da una carica ulteriore. Sono pronto a mettermi in gioco»: sono queste le prime parole (svelate a Marco Tarozzi) di Dexter Pittman, texano classe 1988, che nella stagione 2015-2016 indosserà la maglia di Bologna. «Il coach mi ha confermato che mi seguiva da tempo e che un giocatore con le mie caratteristiche è proprio quello che gli occorre per il tipo di basket che ha in mente, – ha continuato – non vedo l’ora che arrivi quel momento. Nel frattempo ho avuto modo di documentarmi su Bologna e sulla Virtus. Me ne ha parlato al telefono Abdul Gaddy, proprio mentre la trattativa era in corso. Tempo fa ho conosciuto suo fratello Donald, che ha fatto da tramite. Le sue parole sono state importanti: mi ha detto che arriverò in una grande società, mi ha parlato dello staff tecnico e dei compagni di squadra, di una tifoseria che ti sospinge e ti fa moltiplicare le forze. E mi ha raccontato della città, bella e al tempo stesso tranquilla. Insomma, mi ha fatto capire che stavo facendo la scelta giusta perché Bologna è un gran bel posto per giocare a basket». Pittman porta a Bologna l’esperienza Nba, e in particolare quella stagione, la 2011-2012, quando ha vestito la maglia Miami, la stagione dell’anello: «È stata ovviamente la più grande soddisfazione della mia carriera. Anche se non voglio prendermi più meriti di quelli che effettivamente ho, i campioni erano altri. In quella squadra io ero un outsider, ancora giovane perché ero uscito dal draft l’anno precedente. Ho fatto la mia parte, quando mi è stato chiesto. Ma alla fine, è vero, ho indossato l’anello alla mia seconda stagione Nba, e questo è stato fantastico. Ho giocato con campioni come LeBron James, Wade, Bosh, mi hanno insegnato tanto. Se hai la fortuna di giocare accanto a giocatori così, devi sfruttarla. Un’esperienza che mi ha aiutato a crescere». Nba un po’ nel destino, capitano dell’Obiettivo Lavoro sarà Alla Ray, che ha militato in Usa a Boston: «Non lo conosco personalmente, non ci siamo mai incontrati. Ma ho sentito parlare di lui da molti, non a caso. E’ considerato un giocatore di grande esperienza, e per guidare un gruppo giovane quello che occorre è un leader esperto». Quindi cosa aspettarsi da quest’avventura? «Tanto, – ha detto – so che è una bella vetrina e che arrivo in una squadra con tanta storia e trionfi alle spalle. Motivo in più per cercare di dare il massimo fin da subito». Per il centro texano ora qualche giorni di relax dopo l’ultimo impegno, conclusi da pochissimi giorni, con la maglia dell’Atleticos San German: quarti di finale del massimo campionato della Puerto Rican BSN League e uscita a testa alta contro i campioni i Leones de Ponce, campioni in carica. Risultato della sua seconda esperienza in questa squadra: 16.3 punti, 10.9 rimbalzi e 1.6 assist per gara in 15 apparizioni.

Photo: Aaron Vazquez

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