Avellino, presentati coach Sacripanti e il ds Alberani: “Felici di essere qui”

Reyer - Cantù: Stefano Sacripanti

Sono stati presentati questo pomeriggio presso la sala stampa del PalaDelMauro Nicola Alberani e Pino Sacripanti, rispettivamente nuovo ds e nuovo coach della Scandone Avellino.

A fare gli onori di casa, il patron Gian Andrea De Cesare: “Alberani è stato il primo ad essere stato proposto anche se poi siamo andati su Spinelli. Sacripanti ci ha invece stupito per la sua spontaneità che ci ha letteralmente spiazzato. Ho parlato del lupo e del suo spirito, dello spirito di Avellino. Prima ancora di vincere, l’importante sarà combattere”.

In seguito ha invece preso la parola coach Sacripanti: “Con De Cesare abbiamo avuto subito sintonia. Sono contento, ho grandi stimoli. Avellino è una piazza piena di passione e con grande voglia di far bene. Con Alberani ci siamo rimessi subito al lavoro. Dobbiamo allestire un roster dal nulla. Abbiamo una serie di giocatori sotto occhio: per quanto riguarda gli italiani sappiamo che sono merce rara e che vanno via specie in A2. Gli americani? Sono finite le Summer League, c’è un’ampia scelta, dobbiamo essere abbastanza pronti a dare una scaletta di gerarchia per allestire la squadra. Obiettivo? Provare a entrare nelle final eight di Coppa e nei playoff”.

Ha concluso il ds Alberani: “Quando sono stato convocato da De Cesare, lui mi ha dato un elenco di priorità. L’obiettivo, nell’allestimento del roster, è quello di creare un senso di famiglia con persone che abbiano, innanzitutto, il piacere di giocare con questa squadra. L’ingegnere De Cesare mi ha dato delle priorità e la prima è quella di rendere consapevoli tutti gli atleti che verranno del peso della maglia che indossano. Penso di essere la persona giusta per Avellino. Non abbiamo contratti da gestire, non abbiamo scorie nel bene e male che vengono dal passato. Partire da zero può avere i suoi aspetti positivi. Adotteremo il 3+4+5. Abbiamo individuato dei giocatori che ci piacciono. Non credo che andremo su giocatori di Roma o Cantù, almeno in un primo momento.”

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