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Ale Gentile: “Faccio volentieri l’estate con la Nazionale”. Hackett? “Vedremo, il rispetto è alla base di tutto”

alessandro gentile, nazionaleAlla vigilia delle fondamentali qualificazioni per Eurobasket2015 e mentre Milano sta completando il roster, Alessandro Gentile ha concesso un’intervista a tutto tondo a La Gazzetta dello Sport.

 

La Nazionale “Faccio volentieri un’estate di lavoro per la Nazionale. Qui c’è un gruppo bellissimo, che sta bene insieme. Ho giocato 5-6 Europei giovanili, è da un po’ che passo l’estate in Nazionale. Non nascondo che 15 giorni di riposo, dopo una stagione massacrante, li considero pochi ma è un sacrificio che faccio senza problemi. Essere professionisti significa anche avere certi obblighi. Dobbiamo essere d’esempio per i più giovani.”
“Io, Aradori, Datome siamo quelli con un po’ più di punti nelle mani, ma il nostro è un sistema che non può prescindere dal gruppo. Cinciarini ha un ruolo fondamentale. Mio fratello Stefano e Luca Vitali sono risorse che escono dalla panchina. Cusin poi, quando è in Nazionale, alza il proprio livello ed è imprescindibile.”

Caso Hackett. “Il senso della lettera è molto semplice: siamo un sistema che ha delle regole. Chi non le rispetta offende gli altri: staff tecnico, medico, giocatori. Tutti vengono in Nazionale facendo sacrifici. Per questo meritano rispetto. Volevamo puntualizzarlo, tutto qui.”
Petrucci dietro la lettera. “Falsità. Ho sentito giudizi di gente che non conosce nemmeno i fatti e ha tentato di strumentalizzare la nostra iniziativa. Petrucci non c’entra nulla, siamo adulti e abbiamo preso noi la decisione. Anche per rispondere a chi suggeriva di lascaire la Nazionale in blocco per protesta. Follia pura.”
Il rapporto con Daniel. “Ero presente quando ha lasciato il ritiro. Ci sono rimasto male. Ci siamo sentiti per messaggio e gliel’ho ribadito. Non so, il rispetto è la base di tutto. Il suo atteggiamento non mi è piaciuto. Vedremo. È un pensiero che non mi pongo adesso.”

La Milano dell’anno prossimo e l’NBA. “È un obiettivo, un’esperienza che prima o poi farò, ma non nell’immediato. Ora penso a Milano e al percorso che ho cominciato due anni fa, culminato con lo scudetto che per me è un punto di partenza: voglio alzare il livello e migliorare con la squadra anche in Eurolega.”
“La Serie A sarà combattuta con tante belle realtà che vogliono emergere: Sassari, Reggio Emilia, Venezia. E poi ci saranno le sorprese. Di certo sarà strano non vedere più Siena, la regina degli ultimi dieci anni.”

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