Vendetta Warriors. Cavaliers abbattuti 126-91.

Photograph: Ben Margot/AP
Photograph: Ben Margot/AP

Come un anno fa, tanto a poco. Il 18 Gennaio 2016, sempre nella festa del Martin Luther King day, i Cleveland Cavaliers vennero sconfitti dai Golden State Warriors campioni in carica 98-132 nella Quicken Loans Arena in Ohio. Quasi 365 giorni dopo, il copione si è ripetuto a Oakland stanotte con la netta affermazione della compagine allenata da Steve Kerr per 126-91. La partita, inutile dirlo, è stata a senso unico. Un monologo dei Warriors, un dominio. La rivincita servita da Stephen Curry e compagni dopo il k.o. subito a Natale sul filo di lana per 109-108 segnato dalla prodezza di Kyrie Irving a pochi secondi dalla sirena finale. Golden State ha imposto il classico gioco in transizione. E Cleveland è finita a pezzi, 3a sconfitta in queste 4 trasferte a Ovest dopo quelle con Utah e Portland. I Warriors, col miglior record assoluto della lega ulteriormente migliorato a 35-6, avevano vinto dopo il big-match di Natale 7 delle ultime 8 con l’unica sconfitta contro Memphis al supplementare; avevano segnato sul calendario questa data, e hanno portato alla Oracle Arena la testa giusta e il loro gioco migliore. Ed è appunto finita tanto a poco.

CRONACA_ Come c’era da aspettarsi, in quintetto per i Cavs ci sono i big-three, nessun risparmio quindi da parte di coach Lue. Subito pronti via ed il 7-0 Golden State dopo 1 minuto e 34 secondi di gioco faceva capire che piega avrebbe preso il match, time-out immediato dei Cavaliers. I californiani tirano 4/14 dal campo ma sono più intensi degli avversari tra le due metà campo. Irving commette il suo secondo personale ed è costretto a sedersi in panchina per il resto del quarto. GSW arriva al 7′ sul +9 con Durant, poi piccola reazione Cavs guidata dalla tripla di Korver e da Tristan Thompson, ma è solo un’illusione; Igoudala e Curry con le triple infilano il +10 sul 24-14, poi i GSW volano con due azioni di pick and roll Durant to McGee, ancora Iggy a segno da tre (5/5 dal campo totale per l’MVP delle Finals 2015) e Curry chiude per il 37-22 dopo 12′, 13 assist a 1 per i californiani. Il secondo periodo si apre con l’11-4 di break per i Warriors con Green, Livingston e Igoudala per il +22 al 15′, i GSW hanno segnato gli ultimi otto tiri presi, una sentenza. Sul 52-35 arriva un fallo duro di Draymond Green su LeBron James che cerca di involarsi in contropiede, Jefferson cerca il contatto con Green che torna verso la panchina a far capire che il 23 dei Cavs abbia fatto un flop: dopo due minuti gli arbitri esaminando il replay assegnano un flagrant foul a Green e tecnico allo stesso Green e a Jefferson. La partita riprende, i Cavaliers provano a farsi vedere per il -14 sul 56-42 con LeBron che trasforma un gioco da tre punti, ma è un attimo che i Warriors prendano di nuovo il largo con la tripla di Thompson e la schiacciata di Durant per il +19 sul 65-46 al 21′, time-out Lue. I californiani chiudono il primo tempo alla grande, 13-3 di un nuovo break con la tripla di Stephen Currry a fil di sirena per il +29, 78-49 alla pausa. Per il 30 della squadra della Baia 14+10 assist e zero palle perse. Intanto Kevin Love deve dire addio alla gara chiusa con 3 punti e 1/6 dal campo per problemi alla schiena. Insomma, piove sul bagnato per i Cavs. Che a 1’12” di inizio ripresa vedono i GSW volare sul +35, 84-49, con le triple di Thompson e Curry, altro time-out speso da Lue. I Warriors sembrano in missione e amministrano il massimo vantaggio di +36 al 33′, 94-58. Il 15-1 di break Cavs per il 95-73 di fine terzo quarto scalfisce un po’ la partita dei Warriors e a più di qualcuno fa venire in mente la rimonta subita contro Memphis di dieci giorni prima dopo aver sprecato 24 punti di vantaggio. Ultimi 12 minuti di gioco: Golden State segna solo ai liberi con Thompson e Green, i Cavs rimangono a -22, ma Igoudala rompe la siccità dei canestri dal campo per i Warriors segnando dall’area, intanto Draymond Green arriva alla tripla doppia (chiuderà con 11-13-11 e 5 stoppate). I Cavaliers mollano, i californiani con un 14-0 di break ritoccano il +36 al 42′ sul 113-77. E’ game, set and match, la vendetta è compiuta. Entrano le riserve per il garbage time. Golden State tocca con McCaw a 3’21” dalla sirena finale il +39 che Jefferson abbasserà al +35 finale. Finisce 126-91. Di positivo per Cleveland c’è che siamo solo a Gennaio e che a Giugno – si spera per LeBron e compagni – si racconterà un’altra storia se come in previsione ci saranno le Finals tra loro due per il terzo anno consecutivo, altre squadre naturalmente permettendo. Ma questa notte i Warriors hanno mandato un chiaro messaggio al resto dell’NBA.

GOLDEN STATE: Thompson 26, Durant 21, Curry 20. Rimbalzi: Green e Pachulia 13. Assist: Green e Curry 11.
CLEVELAND: James 20, Irving 17, Shumpert 15. Rimbalzi: Shumpert 9. Assist: Felder 3.

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