#TeamNba – Charlotte Hornets, si cambia per confermarsi: il miglior attacco… è la difesa!

Photo: Geoff Livingston
Photo: Geoff Livingston

Altro giorno ed altra squadra NBA che finisce sotto la nostra lente d’ingrandimento in vista del via della regular season 2016/17: oggi è il turno di analizzare quanto succede in casa Charlotte Hornets.

LA STAGIONE 2015/16

Quella appena trascorsa vuole diventare l’annata di partenza verso i piani alti della Lega per i nuovi Hornets di Michael Jordan: sesto posto ad Est, ma con lo stesso record della terza (48-34), ed eliminazione al primo turno di playoff per mano dei Miami Heat in Gara 7. Il tutto con l’ascesa del talento di Kemba Walker, autentico trascinatore della franchigia della Carolina del Nord con ben 20,9 punti a partita, ed un etichetta da “All Star” che gli sembra sempre più cucita addosso. Merito, soprattutto, della gestione di quel coach Steve Clifford che siederà per la quarta stagione di fila sulla panchina dei “Calabroni”: è proprio l’ex head coach dei Panthers di Garden City, assieme al GM Cho, l’autore della rinascita di Charlotte (124 vittorie su 246), capace di creare uno spirito di squadra ed una coesione mancanti nei primi anni della gestione societaria di MJ.

IL RITORNO DI KIDD-GILCHRIST E L’ARRIVO DEL BELI 

Osservando il mercato messo in piedi dal GM degli Hornets, Rich Cho, i cambiamenti effettuati hanno avuto come obiettivo quello di mantenere in buona parte l’ossatura del roster precedente: in quest’ottica sono da segnare i ritorni di Nic Batum e Marvin Williams, mentre hanno dovuto salutare la Carolina Courtney Lee (New York), Jeremy Lin (Brooklyn) e soprattutto Al Jefferson (Indiana). Proprio i suddetti addii rischiano di veder diminuire il potenziale offensivo di Charlotte, appannaggio della nuova fisionomia difensiva che intende instaurare coach Clifford: “Magari non avremo lo stesso talento offensivo dello scorso anno, ma difensivamente dobbiamo essere meglio” ha commentato l’ex vice allenatore di Lakers e Knicks. E’ da considerarsi a tutti gli effetti un nuovo acquisto anche Michael Kidd-Gilchrist (solo 7 partite disputate prima dell’infortunio), mentre tra gli arrivi dalla free agency, spicca la firma di Marco Belinelli (alla settima squadra NBA): il nativo di San Giovanni in Persiceto sarà il sesto uomo designato ed avrà l’incarico di portare punti pesanti in uscita dalla panchina. Il compito di rimpiazzare Jefferson, invece, spetterà all’ex Indiana Roy Hibbert: il centro, che ha trascorso l’ultima stagione in maglia Lakers tra luci (pochissime) ed ombre, proverà a guadagnarsi i gradi da titolare nel confronto con Cody Zeller, senza dimenticare la crescita dell’ex Wisconsin Frank Kaminsky.

LA STELLA: KEMBA WALKER

In una squadra che fa del collettivo il suo punto di forza, c’è comunque un giocatore che si è messo in luce più di tutti nell’ultima stagione: parliamo di Kemba Walker. Il prodotto di UConn è stato il punto di riferimento, in termini offensivi, degli Hornets, chiudendo la stagione con 20.9 punti di media ed un picco di 52 (career high e record di franchigia, superando i 48 punti segnati da Glen Rice nel 1997) nella vittoria al doppio over time contro gli Utah Jazz. Quello che inizia potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione: sta nascendo una nuova “stella” nel firmamento dell’NBA?

ASPETTATIVE

Dopo aver raggiunto il primo turno playoff contro Miami ed aver centrato le 48 vittorie in stagione regolare (il massimo dal lontano 2000), la speranza è confermare quanto di buono fatto vedere in quest’annata e cercare di passare almeno un turno nella post season. Occhio però che la concorrenza ad Est si preannuncia agguerrita e potrebbe essere un attimo a ritrovarsi addirittura esclusi dalla Top 8: molto dipenderà da quanto tempo Belinelli e compagni ci metteranno a calarsi in questa nuova realtà “difensiva” richiesta da coach Clifford…

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