Preview NBA 2018-2019 – Parte la caccia ai Golden State Warriors.

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Questa notte ritorna il campionato di pallacanestro più spettacolare al mondo, la stagione NBA 2018-2019 sta finalmente per cominciare. Si comincia subito forte con Philadelphia 76ers @Boston Celtics e Oklahoma City Thunder @Golden State Warriors!
Golden State la favorita n°1 per il three-peat e per il 4° titolo in 5 anni, Houston a Ovest e Boston a Est gli sfidanti principali. Ma anche i Lakers con LeBron James, Luka Doncic a Dallas, i “nostri” Gallinari e Belinelli rispettivamente con Clippers e San Antonio. Ecco l’analisi e il preview dell’NBA stagione 2018-2019, naturalmente a cura di BasketItaly.it!

WESTERN CONFERENCE

-Pacific Division.

I strafavoriti, la squadra più forte in circolazione che ha aggiunto il 5° “Monstar” alle 4 bocche di fuoco. I Golden State Warriors, i vincitori in carica. A uno dei migliori attaccanti al mondo (Kevin Durant), due tiratori da sballo (Stephen Curry e Klay Thompson), e uno dei migliori difensori e trash-talker della Lega (Draymond Green), ecco DeMarcus Cousins, centro fatto apposta per integrarsi nei giochi di coach Steve Kerr. Però Cousins starà fuori sino a Febbraio-Marzo per rottura del tendine d’Achille e dovrà integrarsi giusto per i Playoffs. Roster profondo e collaudato, qualche punto debole? Se lo spogliatoio sarà ben saldo, sarà servito il three-peat. Ma nella stessa Division c’è anche il RE, LeBron James, giunto in California per far tornare i Los Angeles Lakers ai Playoffs visti in Tv dai giallo-viola negli ultimi 5 anni. “The Chosen One” guiderà insieme al play esperto Rondo in un piano pluriennale un gruppo giovane con Kuzma, Ingram e Lonzo Ball (LaVar permettendo…) nel selvaggio West per un futuro radioso contando anche sull’aiuto di teste calde e distratte come McGee, Beasley e Stephenson. A L.A. i Clippers con il “nostro” Gallinari vogliono far bene, con Danilo atteso a un anno importante: se sano, il Gallo è un giocatore dal ventello facile anche in NBA, ma dopo 10 anni costellati di infortuni è difficile prevedere il contributo che potrà offrire. Accanto a lui, Tobias Harris, un 6°uomo eccellente come Lou Williams, il genio di Milos Teodosic; non è più Lob-city data anche l’addio di Deandre Jordan e l’assenza di una stella offensiva forse manca troppo alla francigia, ma se ci sarà la salute (mancata nella scorsa stagione), occhio a non dare i Velieri morti prima del tempo. I Phoenix Suns l’anno scorso furono i peggiori della Lega, quest’anno miglioreranno sicuramente con un talento offensivo come Devin Booker e la 1° scelta del Draft DeAndre Ayton, ma non chiedete a loro i Playoffs: giovani, coach esordiente come Igor Kokoskov e, ad ora, senza una point-guard di riferimento. Concludono la Division i Sacramento Kings, zero chance di post-season e ancorati a una ricostruzione continua, anche se la nuova speranza si chiama Marvin Bagley.

-Northwest Division.

Il terzo incomodo dietro a GSW e Rockets si chiama Oklahoma City Thunder. L’uomo delle triple-doppie Russell Westbrook attorniato da stelle come Paul George e Steven Adams deve portare OKC a un livello superiore, data anche l’aggiunta di Schroeder e Noel, per dirne due, e migliorare il record di 48 vittorie della scorsa annata. Si lascia guardare l’interessante roster degli Utah Jazz di Donovan Mitchell che sfodera un’attenzione difensiva (la coppia di lunghi Derrick Favors-Rudy Gobert su tutti) da primato della Lega; esplosa l’anno scorso on il 4° posto a Ovest, creerà grandi grattacapi a tutti. Poi c’è questo quartetto: Butler, Gibson, Rose, Deng con coach Thibodeau. Remake dei Bulls 2011 si direbbe. No, invece: Minnesota Timberwolves 2018. Sarebbe buono, con la crescita di Karl Anthony Towns e Andre Wiggins, se non esistesse un piccolo problema ancora irrisolto chiamato Jimmy Butler, che non ha nessuna intenzione di restare e che parrebbe vicino a Miami. I Portland Trail Blazers l’anno scorso furono terzi nella Western per poi implodere nei Playoffs con un 0-4 contro i Pelicans. Ripetersi è difficile, ma Damian Lillard è nel pieno della maturità tecnica e con CJ McCollum dovrà lottare con il sangue agli occhi per conquistarsi un posto ai Playoffs a Ovest. Infine i Denver Nuggets; dopo la post-season sfuggita per un soffio lo scorso anno, in Colorado sono consapevoli di avere una squadra competitiva e che darà filo da torcere a tutti. Il potenziale c’è con Nikola Jokic fiore all’occhiello, pivot e play in un uomo solo. Dietro i giovani Harris e Murray, c’è Isaiah Thomas, pronto a tornare quell’Mvp romantico di due stagioni fa.

-Soouthwest Division.

Nella scorsa stagione gli Houston Rockets sono arrivati a una sola vittoria, con fattore-campo a favore, dall’eliminare gli Warriors e ritornare alle Finals dai tempi di Hakeem Olajuwon. James Harden, Chris Paul e Carmelo Anthony, da qui si lancia la sfida nuovamente a Golden State. Con un pivot come Clint Capela, una squadra tanto votata al tiro da tre, un coach offensivo come D’Antoni. E da come Mike gestirà Anthony (può essere un bene farlo partire dalla panchina?) dipenderà molte fortune dei Rockets, e forse non basterà. I San Antonio Spurs hanno dovuto fare atto alla fine di un’Era per l’addio di Manu Ginobili e le partenze di Tony Parker e Kawhi Leonard; ma gli Spurs hanno coach Gregg Popovich, sinonimo di carisma per accedere nuovamente alla post-season, la stella di DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge, veterani come Pau Gasol, Patty Mills, Rudy Gay e il nostro Marco Belinelli, pronto a portare dalla panchina tiro, esperienza e quel pizzico di sfrontatezza dimostrata negli ultimi playoffs con Philadelphia. Dopo un’incredibile semifinale di Conference, i New Orleans Pelicans, rimasti orfani di Cousins e Rondo, puntano tutto su Anthony Davis per ritornare alla post-season, ma difficle ripetere la scorsa annata. I Memphis Grizzlies, dove balla la ricollocazione altrove della franchigia, hanno pochissime speranze di accedervi con i suoi uomini migliori, ma ormai logori, Marc Gasol e Mike Conley; di certo il 2018-2019 non sarà la loro stagione. Infine, i Dallas Mavericks: squadra che tutti guarderanno con estrema attenzione per il 40enne Dirk Nowitzki (all’ultima stagione?), per un pivot fisico come Deandre Jordan e, soprattutto, la presenza del talento cristallino dello sloveno Luka Doncic alla stagione d’esordio. Se trovano la chimica di squadra, faranno decisamente bene.

EASTERN CONFERENCE

-Atlantic Division.

Recuperate le superstar Kyrie Irving e Gordon Hayward, fatto “esplodere” i giovani Tatum, Brown e Rozier, oltre a Smart e il centro Al Horford, i Boston Celtics si pongono come candidati numero uno nella corsa delle Finals a Est. Coach Brad Stevens ha per le mani un frutto ormai prossimo alla maturazione, e se l’unione d’intenti sarà completa e non ci saranno ostacoli sulla strada (leggasi infortuni), il ritorno alle Finals per Boston potrà essere cosa fatta. E anche perchè LeBron a Est non c’è più… I Toronto Raptors puntano anch’essi al trono della Eastern grazie all’arrivo di Kawhi Leonard in luogo di Derozan formando la nuova coppia con Kyle Lowry, e un duo sotto canestro come Valanciunas e Greg Monroe facendo dei canadesi una squadra ben attrezzata per togliere ai Celtics la certezza delle Finals, ma le incognite sono la salute di Leonard e il nuovo coach Nick Nurse (con la presenza del “nostro” Sergio Scariolo a dargli una mano da vice). I Philadelphia 76ers hanno il duo Ben Simmons – Joel Embiid tra le migliori coppie della Lega. Per Markelle Fultz sarà il primo anno pieno, Wilson Chandler e Mike Muscla danno profondità, ma la perdita di un GM come Jerry Colangelo oltre a quelle di Belinelli e Ilyasova che l’anno scorso ne avevano accompagnato il salto di qualità, rischiano di nuocere molto, così la vera stagione potrebbe essere la prossima. I New York Knicks sembrano sulla buona strada per costruire un roseo futuro grazie al rookie Kevin Knox: la sfortuna è stata però inclemente con la Grande Mela, dato che ha tolto dai giochi Kristaps Porzingis per un tempo indefinito. Ma i Playoffs sembrano essere distanti per la città della Grande Mela, Brooklyn Nets compresi; 69 vinte nelle ultime tre stagioni e un roster che non promette molto, anche se con una linea giovane, senza grandi giocatori protagonisti se la stella si chiama D’Angelo Russell.

-Central Division.

Dici Milwaukee Bucks e subito pensi al “Dio greco” Giannis Antetokounmpo, principale candidato per essere l’erede di LeBron nella Eastern. L’arrivo di un pivot come Brook Lopez e un rookie come DiVincenzo possono far salire di tono i “Cervi” che ambiscono a essere la classica mina vagante ai Playoffs, ma sono nel limbo di squadra troppo forte per perdere e troppo debole per vincere. Indiana Pacers allo stesso livello, chiamati alla stagione della conferma e della speranza con Victor Oladipo All-Star conclamato, un centro di fisico come Myles Turner, un play tutto sostanza come Collison. Grazie anche a una lunga panchina con Tyreke Evans e Domantas Sabonis, possono sorprendere. I Cleveland Cavaliers, gli orfani di LeBron ed è tutt’altra vita. Non è più la squadra che ha giocato le ultime 4 Finals. Kevin Love ritorna leader di una squadra dai tempi dei T-Wolves e Collin Sexton può essere una piacevole sorpresa. In bilico tra 8°/9° posizione a Est. Come i Detroit Pistons, che ha chiuso l’era Van Gundy dopo 4 anni e spera con coach Dwane Casey di tornare a disputare la post-season, traguardo fattibile e tutto dipenderà dalla front-court Griffin-Drummond. Infine i Chicago Bulls, che stanno trovando in Lauri Markkanen un uomo-franchigia e in Jabari Parker un innesto che serve eccome. Faranno meglio del record 27-55 della scorsa stagione?

-Southeast Division.

I Washington Wizards restano sempre gli eterni incompiuti nonostante un potenziale ottimo con le stelle John Wall e Bradley Beal, un pivot come Dwight Howard all’ultima occasione della sua carriera. Washington ha tante certezze da costruire, con una foschia che si chiama “alchimia di squadra”. Sulla carta è 4° forza della Conference. Già, sulla carta. Dietro, i Miami Heat con “The Flash” Dwyane Wade all’ultimo ballo di chiusura della carriera, con l’ossatura Dragic-Whiteside per cercare di far il meglio possibile. E se arrivasse Jimmy Butler? Vedremo. I Charlotte Hornets del patron Michael Jordan che punteranno sull’esperienza di Tony Parker e il talento offensivo di Kemba Walker. Gli Orlando Magic che ripartono per l’ennesima volta con il “dunker” Aaron Gordon, Evan Fournier e Nikola Vucevic. E il rookie pivot Mo Bamba pronto a sorprendere. In coda, gli Atlanta Hawks, squadra candidata n°1 per essere l’ultima della Lega dove crescere conta più che vincere, che sperano tanto in Trae Young come novello Stephen Curry. Atlanta per averlo ha lasciato andare un certo Luka Doncic nell’ultimo Draft…

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