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NBA WEEK – WESTERN RECAP – LAKERS VERSO L’INFINITO, NUGGETS SOLIDI, CALO ROCKETS

I Los Angeles Lakers sembrano davvero non avere rivali nella difficile e competitiva Western Conference. La squadra gialloviola, trascinata ancora e sempre dal duo James-Davis (circa 25 punti di media a testa con anche 11 assist di media per Bron) non accenna a fermarsi e, dopo 17 partite, sfiora il 90% di vittorie, con 8 in fila, striscia al momento aperta. Le uniche due squadre che tengono il ritmo sono i Denver Nuggets di Nikola Jokic, che forse hanno impressionato di più, con vittorie prestigiose contro Rockets e Celtics e una striscia aperta di 5 gare vinte. Il Joker non sta collezionando numeri forse quanto l’altro slavo Luka Doncic (ancora da menzionare, con i Dallas Mavericks che con lui e Porzingis si issano 11-6 in stagione) ma ha certamente migliorato il proprio impatto a livello di gioco di squadra, dimostrando un’intelligenza cestistica – se ancora ce ne fosse bisogno – fuori dal normale nella lega. L’altra sponda di Los Angeles, i Clippers, non mollano comunque il colpo, con le prime partite giocate assieme da Leonard e George – sei le partite vinte consecutive per loro, l’ultima stanotte contro i Mavericks per 114-99 – e giocatori come Harrell e Lou Williams che si sono alternati come top-scorers in settimana, a dimostrare la profondita’ del team di coach Rivers. Giu’ i Rockets, che nonostante siano ancora in ottima posizione (11-6 assieme a Jazz e Mavs) si sciolgono nel momento della verità, con tre sconfitte in fila contro rivali dirette come Clippers, Mavs e Nuggets. Down anche i Memphis Grizzlies che ne perdono 4 consecutivamente e si trovano al penultimo posto (5-11) appena sopra i disperati Warriors (3-15).

UP:

LOS ANGELES LAKERS

Una costanza impensabile prima dell’inizio della stagione, quella tra LeBron James e Anthony Davis. Il primo che continua la sua mutazione a giocatore sempre più completo, e in settimana diventa il primo nella storia a totalizzare almeno una tripla doppia contro tutte le squadre NBA proprio contro il nostro Gallo e i Thunder (25+11+10). Il secondo con una maturità e un piacere nel gioco che l’anno scorso si era vista molto più a sprazzi ai Pelicans, continuo sia a canestro che a rimbalzo. Attorno a loro, tra gli altri, un divertitissimo Rajon Rondo, non eccelso nei numeri come un tempo ma sempre pronto a spezzare la partita con assist da highlights, e con quel talento e quei due ci va a nozze. L’appuntamento della settimana per loro e’ contro Doncic e i Mavericks, Domenica notte allo Staples Center. In volo.

DENVER NUGGETS

Jokic, ma non solo Jokic. La maturazione di Jamal Murray in cabina di regia, l’esperienza di Paul Millsap e la conferma di Will Barton aprono ufficialmente la dinastia di questi Nuggets, pronti a restare ai piani altissimi della conference, con un’intelligenza e soprattutto intensità difensiva marchio di fabbrica di coach Malone. In settimana hanno tenuto a 95 punti gli esplosivi offensivamente Houston Rockets e a soli 92 punti i Celtics, in una lega dove i punteggi tra i 120 e 130 non sono più una rarità. Sapranno mantenersi a questi livelli? Dipende dal Joker e forse anche da un po’ di fortuna, ma le carte in regola questi Nuggets sembrano averle. Coriacei.

LOS ANGELES CLIPPERS

Non mollano un centimetro i Clippers di Doc Rivers, che pur limitando sensibilmente l’impiego dei due mostri Kawhi Leonard e Paul George hanno saputo vincere sfide fondamentali (soprattutto quella in overtime coi Celtics) con l’apporto preziosissimo di Montrezl Harrell e Sweet Lou Williams, insieme ad un cane da strada come Patrick Beverley, forse vera anima della parte più combattiva di Los Angeles, ad immagine del colorito proprietario della franchigia, Steve Ballmer. Ripetiamo, questi Clippers saranno lassù fino alla fine coi Lakers, e saranno dei derby infuocati come mai nella storia prima – tenete le cinture allacciate, l’appuntamento e’ per il giorno di Natale allo Staples Center per lo scontro frontale. Sicuri.

DOWN:

HOUSTON ROCKETS

Nei down non per il loro record, ma per la settimana deludente che i texani hanno offerto ai propri tifosi. Le sconfitte contro Nuggets, di misura coi Clippers e, peggiore delle tre, in casa coi Dallas Mavericks di un Luka Doncic da 41 punti ridimensiona notevolmente il duo Harden-Westbrook, che pur produce sempre ottimi numeri (59 punti in due) ma forse non e’ attorniato da giocatori di livello sufficiente per rimanere lassù, a parte un ottimo Clint Capela che si attesta su quasi 15 rimbalzi a partita conditi da 14 punti. Mike D’Antoni sapra’ rinnovare entusiasmo e spingere la squadra a raddrizzare il record e colmare la distanza che sembra già essersi inesorabilmente scavata con le primissime? Importante vincere Martedì in casa con gli Heat, gara tutt’altro che facile. Fiatone, di gia’?

MEMPHIS GRIZZLIES

Certamente una stagione transitoria per i Grizzlies, e il puntare sul rookie Ja Morant (che si sta difendendo benissimo con quasi 20 punti a partita) e’ li’ a dimostrarlo. Pero’ per perdere in casa coi Warriors ci vuol tanto coraggio con la Golden State di questi tempi. Valanciunas non sta facendo sotto canestro quello che ci si aspettava, e sulle rive del Mississippi probabilmente guardano già al prossimo draft e alla prossima stagione. Acerbi.

GOLDEN STATE WARRIORS

Sostenere che potesse essere una stagione transitoria per i Warriors poteva non essere un azzardo. Chiaramente gli infortuni di Klay Thompson e Steph Curry hanno contribuito negativamente, ma una squadra allenata da Steve Kerr e con mostri sacri come Draymond Green o giovani rampanti come De’Angelo Russell non può giacere miseramente in fondo alla conference con un record di 3-15. Male, malissimo e i veterani sembrano ritirarsi tutti senza nemmeno metterci la faccia, con anche Russell rimasto fuori ultimamente per far spazio al positivo rookie Eric Paschall. Ormai alla deriva, si guarda alla stagione prossima, a meno di miracoli di mezza stagione – comunque possibili, volendo. Dalle stelle alle stalle in un amen.