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NBA WEEK – EASTERN RECAP – I Bucks se ne vanno, Boston da urlo, Cavs e Knicks senza vergogna

Jimmy Butler, protagonista ad Est la settimana scorsa
Credits: Issac Baldizon/Getty Images

I Milwaukee Bucks sembrano pronti per il titolo quest’anno, con una settimana ancora da copertina e ben 15 vittorie consecutive fino a questo punto (mai cosi’ bene dal 1973, i tempi di Kareem Abdul-Jabbar) che li lanciano davvero come antagonisti ai Lakers con il miglior record nella NBA (21-3). Inutile soffermarci ancora a parlare di Giannis Antetokounmpo, sempre in forma straordinaria (30 di media in settimana), Milwaukee ha impressionato soprattutto contro l’altra pretendente dei Los Angeles Clippers, schiantati per 119-91 Venerdi’ scorso. Ancora in altissimo i Boston Celtics, tre su tre anche per loro e un record di 17-5, che si fregiano di due prestigiose vittorie in casa contro Miami e Denver, confermando che l’aria del Garden per la squadra di coach Stevens e’ magica e questa squadra ha ritrovato la quadratura senza Kyrie Irving, vista anche la crescita esponenziale di Jaylen Brown e una difesa super dei biancoverdi (8.6 recuperi a partita, quarti nella NBA). Se Boston corre, Miami non cammina e rimane alle sue caviglie, con un record di 18-6 e una terza posizione nella conference, nonostante la battuta d’arresto contro i Celtics. Spicca la W ottenuta Martedì’ scorso in Canada contro i Raptors, con un maestoso Jimmy Butler da tripla doppia (22+13r+12a), sempre più protagonista della compagine della Florida. Efficacia assoluta per gli Heat, al quarto posto assoluto come percentuale al tiro (47.4%, grazie anche alla crescita di Bam Adebayo vicino al ferro) e una panchina ben fornita (Tyler Herro su tutti, 13.9 punti a uscita dalla panca). Molto male i Washington Wizards, che vincono bene contro Philly Giovedì’ ma ne perdono 6 nelle ultime 7 e rimangono dietro a squadre meno talentuose (come Charlotte e Detroit), nonostante la crescita dell’ex Olimpia Milano Davis Bertans a quasi 16 punti a gara per lui e il quinto miglior attacco dell’NBA (!!!) controbilanciato dalla peggior difesa (122 subiti a partita). Malissimo, sempre più giu’, i Cleveland Cavaliers ormai alla settima sconfitta consecutiva (5-18 per loro) e poca, pochissima intensità difensiva (26.2 assist subiti a gara, secondi solo agli Hornets nella speciale classifica) con l’onta della sconfitta di 47 punti subita a Philadelphia Sabato notte. Impossibile non inserire nelle peggiori della settimana ancora una volta i New York Knicks, che dopo la cacciata di David Fizdale (ahimè dovuta visti i risultati), sostituito da Mike Miller, non accennano a mostrare segni di vita, con 9 partite perse consecutivamente.

UP:

MILWAUKEE BUCKS

Mai cosi’ bene dal 1973. Quando i Bucks vinsero il loro unico titolo NBA con un certo Lew Alcindor tra le loro fila (poi diventato Kareem Abdul-Jabbar dopo la conversione all’Islam). Giannis come Kareem, e una squadra che unita sotto il proprio condottiero Mike Budenholzer sembra davvero pronta a fare il salto di qualità. I Bucks dimostrano consapevolezza come non ne mostravano lo scorso anno (vedi vittoria perentoria sui Clippers) e delle percentuali al tiro mostruose (48.2%, secondi nella lega) oltre ad raccogliere quasi 52 rimbalzi a partita e tenere gli avversari al 41.2% al tiro (primi nell’NBA in entrambe le classifiche). Solidi.

BOSTON CELTICS

Eh gia’, il fattore Garden non e’ da poco. Come anticipato sopra, due vittorie fondamentali in settimana per i Celtics contro i diretti concorrenti Miami Heat e Denver Nuggets, e un trio Walker-Tatum-Brown da 62 punti a sera (più 18 da Gordon Hayward) che hanno preso in mano la squadra. I Celtics non hanno particolare peso sotto canestro, soprattutto dopo la dipartita di Horford, e questo potrebbe rappresentare un problema nei playoff, ma la seconda miglior difesa del campionato e il fattore Garden, appunto, potrebbero rappresentare la differenza. Orgogliosi.

MIAMI HEAT

Sempre sette uomini in doppia cifra, un Jimmy Butler che si sta prendendo la franchigia sulle spalle e una squadra che da sorpresa ormai si candida fortemente nelle prime quattro ad Est (che significa fattore campo a favore e non e’ poco). La vittoria all’overtime a Toronto, con la scioccante tripla doppia di Butler, ha confermato che la strada e’ quella giusta per la squadra di Spoelstra. La sconfitta sul campo dei Celtics non deve preoccupare troppo gli Heat, vista la difficolta’ del Garden e la forza dell’avversario. Dotati.

DOWN:

WASHINGTON WIZARDS

Una squadra paradossale, a partire dal contrasto attacco-difesa (quarto miglior attacco con 117 punti a sera e peggior difesa con 122 subiti) e la capacita’ di vincere partite difficili (come contro i Sixers) per poi perdere in casa con Charlotte. Alla fine sempre deludente la loro stagione, 7-16 il record e 30% di vittorie, mentre si aspetta ancora John Wall. Deludenti.

CLEVELAND CAVALIERS

Che dire, sette sconfitte in fila e terzultimo record in NBA (peggio di loro solo Warriors e Knicks). Secondo peggior attacco, seconda peggior percentuale concessa (49.2% dal campo), una stagione fallimentare per loro e ancora un futuro abbastanza incerto. Davvero poco da dire per loro, si attendono tempi migliori sulle rive del Michigan. A tentoni.

NEW YORK  KNICKS

L’allontanamento di David Fizdale e l’avvicendamento con Mike Miller difficilmente cambierà la loro stagione (4-20 il record). Altra striscia negativa, ora sono dieci le sconfitte consecutive, con il -28 di stanotte a Portland. Una squadra che alimenta solo la rabbia dei tifosi e l’ilarita’ degli avversari, assolutamente non degna di una città come New York. Randle fa il suo ma sarebbe a malapena titolare in squadre di mezza classifica, Barrett e Knox da super promesse sono gia’ scomparsi, Morris Jr lo vedremo altrove a fine stagione. Servirebbe un cambio nella dirigenza, ma finche’ la società del Madison Square Garden sara’ profittevole come e’, difficilmente gli azionisti richiederanno a James Dolan di cedere. Condannati.