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Nba, Marco Belinelli: ‘Sono felice. Voglio essere quel giocatore prezioso che può portare la sua esperienza al servizio del gruppo’. Il made in Italy atterra a Sacramento

marco belinelli, foot locker, three point contest Il talento Nba made in Italy è pronto per dare avvio ad una nuova avventura e sono proprio le sue parole a spiegare i motivi della scelta. Marco Belinelli, in una lettera a La Gazzetta dello sport, ha raccontato le sue ambizioni ai Sacramento Kings, squadra di cui farà parte per la prossima stagione. Futuro, ma anche passato: i ringraziamenti per le esperienze di nove anni e in modo particolare per gli insegnamenti ricevuti soprattutto dal coach e dai «tre mostri sacri» del basket, Popovich, Duncan, Ginobili e Parker nelle ultime due stagioni occupano le righe conclusive della sua ‘dichiarazione’.

Ecco la lettera:
«Eccomi qui. Nona stagione NBA e sesta città: Sacramento. Partiamo subito col dire che sono contentissimo. Sono davvero felice perché questa dei Kings è una grande sfida. È come ripartire da zero, raccogliere tutte le energie per una grande scommessa: portare in alto un team che ha ambizioni. Quando a cercarti sono Vlade Divac e Coach Karl che fai? Quando l’offerta è quella che finalmente senti di meritarti, ricompensa per tutti i sacrifici che hai fatto, che fai? Sono felice. La mia carriera e le mie scelte mi stanno ripagando. Dopo le delusioni Golden State e Toronto, dopo il riscatto di New Orleans, dopo la grande scuola di Chicago e i due indimenticabili anni a San Antonio dove ho coronato tutti i miei sogni di carriera con il titolo NBA e la vittoria della Three Point Contest all’All Star Weekend ora mi serve una sfida.
Voglio essere quel giocatore prezioso che può portare la sua esperienza al servizio del gruppo per arrivare a traguardi importanti. Non ho mai avuto strade facili da intraprendere, ogni volta ho sempre dovuto abbassare la testa e lottare. Sono pronto a farlo anche questa volta. Non posso però non ringraziare e abbracciare gli Spurs, un’organizzazione e una vera e propria famiglia che mi hanno fatto vivere il momento più alto e più emozionante della carriera di un giocatore.
Devo ringraziare coach Popovich che ha creduto in me, che è stato un padre. Ho avuto il privilegio di giocare insieme a tre mostri sacri del basket mondiale come Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker. Ho imparato tanto da ogni elemento degli Spurs e porterò qualcosa di loro per sempre con me. Ora sono pronto per conquistare una nuova città e raccogliere una nuova sfida. Sacramento Kings: nice to meet you».

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