NBA – Love in, Wiggins e Bennett out: chi ci guadagna?

È arrivata l’ufficialità: Kevin Love è un giocatore di Cleveland. Non che fosse un segreto, visto che il trasferimento del “Beach Boy” era praticamente fatto da almeno due giorni: i dettagli della trade sono quelli già annunciati, col il passaggio delle due prime scelte dei draft 2013 e 2014 a Minnesota, Bennett e Wiggins, più Thaddeus Young da Philly. I 76ers prendono Shved e Luc Mbah Mouté da Minnesota, più una scelta al primo giro del prossimo draft da Cleveland. Molti esperti si chiedono come questa trade, vero botto di mercato, cambierà il volto della prossima stagione della NBA: proviamo ad immaginare cosa i nuovi giocatori apporteranno alle franchigie coinvolte nello scambio dell’anno.

Cleveland Cavaliers: i Cavs sono ormai, dopo gli arrivi di Lebron e Love, i favoriti nell’Eastern Conference e i maggiori candidati alla finale. Certo, il quintetto che la squadra dell’Ohio schiererà il prossimo anno fa paura, e ha anche discreti margini di crescita: Irving, Waiters, James, Love e Varejao, con Marion pronto a dar man forte in difesa partendo dalla panchina e Miller capace di portare punti pesanti dall’arco. Dei 5 titolari, tre hanno meno di 25 anni, fattore che rende la squadra competitiva anche per i prossimi anni. Le partenze di Wiggins e Bennett, sacrifici necessari per rendere la squadra competitiva da subito, saranno da valutare nei prossimi anni. Certo, partono due pezzi pregiati del mercato!

Minnesota Timberwolves: si potrebbe dire che la squadra di Minneapolis ha perso il suo uomo franchigia, capace di cambiare volto ad una partita, il “go to guy”. Assolutamente vero! Però dallo scambio ha guadagnato due possibili stelle e un giocatore solido come Thaddeus Young. La prima scelta del draft 2014, Andrew Wiggins, guardia proveniente da Kansas (college), ha tutto da dimostrare: l’ultima annata in NCAA è stata straordinaria per il canadese, che ha viaggiato con cifre da urlo (17,1 punti e 5,9 rimbalzi!). I numeri sembrano esserci: per il bene di Minnesota bisogna sperare che il giocatore metabolizzi il salto in NBA.

Questo salto può essere duro, addirittura devastante: lo sa bene l’altra pedina dello scambio proveniente da Cleveland, Anthony Bennett. Il primo anno del centro in NBA è stato orribile: due infortuni (ginocchio e spalla sinistra), solo 52 partite disputate con una media di 4,2 punti e 3 rimbalzi, la più bassa per una prima scelta. I fischi del pubblico e la fiducia che calava attorno ad un giocatore che aveva vissuto gli anni al college da vero dominatore. Eppure, questo centro dalle mani buone sembra non aver mostrato ancora la sua vera faccia in NBA: segnali positivi vengono dalla Summer League di Las Vegas, dove un Bennett in forma (ha perso 10 chili) ha fatto segnare una media di 13,3 punti e 7,8 rimbalzi. L’anno da “sophomore” potrebbe essere quello del riscatto: in Minnesota ci contano. Quella dei Timberwolves è una scommessa che, se vinta, potrebbe trasformare la squadra di Flip Sounders in una vera mina vagante nella prossima Western Conference (e anche mettere le basi per un futuro di successo).

Philadelphia 76ers: guadagnano due ottime pedine come Shved e Mbah Mouté, e si ritrovano con due scelte al primo giro per il prossimo draft. Per il solo Thaddeus Young! Un ottimo giocatore come dicevamo, ma che sicuramente non è stato sacrificato invano. I 76ers pongono le basi per la ricostruzione. Dallo scambio, le tre squadre sembrano aver guadagnato qualcosa: l’unico rimorso è forse quello di Cleveland. Aver lasciato partire due possibili stelle future per Love fa male in prospettiva. Ma la legge di Lebron è chiara: se vengo io, si vince subito. Chissà che i Cavs non se ne pentano: per saperlo, non ci resta che aspettare il 28 ottobre, quando la lega di basket più bella al mondo riaprirà ufficialmente i battenti!

 

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