Rio2016 – L’Australia batte anche la Serbia, gli USA non hanno problemi

Matthew Dellavedova

Seconda giornata per il gruppo A a Rio 2016, con le squadre vincenti che hanno avuto la meglio degli avversari con ampi margini.

 

Serbia – Australia 80-95

La partita più combattuta delle tre, visto che per lunghi tratti il punteggio è stato in equilibrio e, anzi, la Serbia ha dato più volte l’impressione di poter vincere la partita. Il break decisivo è arrivato negli ultimi minuti della partita, quando due triple di Ingles hanno affossato le speranze della Serbia di poter rientrare. Un’altra grande prova della squadra australiana, aggrappata ai rimbalzi di Bogut (12), ai punti di Mills (26, anche se impreciso dall’arco) e alla leadership di DellaVedova, autore di 23 punti e 13 assist. Per la Serbia non sono bastati i 25 punti di Raduljica, che comunque ha sofferto i centimetri di Bogut. Troppi giocatori nella squadra di Djordjevic hanno sbagliato partita. 

SSerbia: Radujica 25, Teodosic 17, Bogdanovic 12.

Australia: Mills 26, DellaVedova 23+13 assist, Ingles 10, Baynes 10.

USA – Venezuela 113-69

Tutto facile per gli USA contro il Venezuela, che dopo 15′ di sostanziale equilibrio, alza le marce e piazza un parziale di 24-4 sul finire del secondo periodo. Il resto della partita è il solito show americano, in cui Carmelo Anthony si toglie la soddisfazione di superare sua maestà Michael Jordan al terzo della classifica dei marcatori della Nazionale.

USAGeorge 20, Butler 17, Durant 16, Anthony 14, Jordan 11.

Venezzuela: Cox 19, Echenique 18, Vargas 10, Cubillan 10.

Francia – Cina 88-60

Dopo la brutta sconfitta con l’Australia, la Francia si riscatta e rifila 28 punti alla Cina. Tutto facile per la Nazionale transalpina, capace di mandare a referto 11 dei suoi 12 giocatori, trovando delle buone percentuali sia da 2 che da 3 (rispettivamente 65 e 42). Per la Cina non bastano i 19 punti di Yi, ottenuti con un pessimo 6/18 dal campo.

Francia: De Colo 19, Parker 14, Heurtel 11, Gober 10.

Cina Yi 19, Wang 11.

Ph. Credit Erik Drost

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