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FIBAWC: i candidati per il titolo di MVP del Mondiale. Chi dopo Kyrie Irving?

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Foto da nba.com

Domani, sabato 31 agosto 2019, con palla a due alle 9:30 del mattino ora italiana scattano con Angola-Serbia del girone D (quello che comprende gli Azzurri dell’Italbasket) i Mondiali di pallacanestro in Cina.
E’ un Mondiale che si presenta ricco di defezioni e che aprirà i battenti con gli Stati Uniti a difendere il Titolo conquistato nel 2014 con numerose assenze provenienti dall’NBA. La Serbia di Jokic, la Grecia di Antetokounmpo, la Francia di Gobert… ci sarà qualche Nazionale che sgambetterà gli USA? E chi sarà il miglior giocatore del Mondiale, chi prenderà il posto di Kyrie Irving?
Vero che da squadre materasso a squadre ostiche, la FIBA WORLD CUP potrebbe riservare sorprese e pronostici sovvertiti. Però non si può non nominare quei giocatori che saranno in corsa per questo premio. Le ultime due edizioni del torneo iridato 2010 in Turchia con Kevin Durant e del 2014 in Spagna con Kyrie Irving per l’appunto, ci hanno detto che il miglior realizzatore della Finale è anche stato il giocatore migliore del Torneo, sarà anche così quest’anno?
Ecco quindi le nostre previsioni su chi potrebbe essere il Most Valuable Player del Mondiale 2019.

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foto da sportingnews.com

Kemba Walker e Donovan Mitchell (USA)

Dai su, sappiamo tutti che il vero candidato a divenire il migliore della competizione in maglia stelle e strisce è Gregg Popovich; con l’aiuto nello staff tecnico di Steve Kerr, Lloyd Pierce e l’allenatore di Villanova Jay Wright, non può che essere il coach dei San Antonio Spurs il vero motivo del Team USA a conquistare il titolo di campione del Mondo! Scherzi a parte, bisogna pensare che nella rosa degli Stati Uniti non c’è un singolo candidato Mvp dell’ultima stagione NBA e, presumibilmente, anche delle prossime. Ma se dovessimo fare dei nomi di giocatori più evidenti per gli Stati Uniti, logico che Kemba Walker e Donovan Mitchell (menzionando Jayson Tatum come possibile sorpresa), sono quelli più vicini a diventare i migliori giocatori del Torneo se i nordamericani vogliono conquistare il terzo titolo mondiale consecutivo. Insieme a Marcus Smart, sono i capitani della squadra con Kemba che è stato leader dei Charlotte Hornets per otto stagioni, si appresta a diventarlo anche nelle prossime ai Boston Celtics e lo sarà anche nella compagine statunitense. E’ un giocatore elettrizzante, a suo agio con palloni pesanti nei finali di partita. La riconferma degli USA sul gradino più alto del podio passerà anche dalle sue mani e dal suo modo nel guidare i compagni, anche se a dire la verità, un conto è essere il leader designato a Charlotte, un altro è esserlo al Mondiale dove peso e responsabilità sono più pesanti. Sarà comunque una delle stelle della competizione, come la sarà Donovan Mitchell, esterno degli Utah Jazz, primo terminale offensivo della squadra con tante responsabilità, il quale nonostante l’età sembra già un veterano del gioco. Da questi due giocatori, quindi, passeranno le fortune statunitensi.

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foto da espreso.rs

Nikola Jokic e Bogdan Bogdanovic (Serbia)

Dici Serbia e pensi a Nikola Jokic. E’ risultato al quarto posto nelle votazioni per il premio di MVP della scorsa stagione NBA, le fortune e le sorti della nazionale del CT Sasha Djordjevic passeranno per forza di cosa attorno a lui, il lungo dei Denver Nuggets che sulla carta è il giocatore più dominante di questa manifestazione per stazza, tecnica, talento, intelligenza e posizione visto che le gioca tutte e 5. Sarà la chiave della squadra vice-campione olimpica, mondiale ed europea in carica, dovrà essere il metronomo, in particolare, avrà il compito di lanciare il contropiede subito dopo il rimbalzo difensivo, con la squadra serba che ama giocare in transizione e ha tiratori e spaziature per rendersi mortifera in questa situazione. Quando le sfide si faranno più difficili, Jokic dovrà salire ulteriormente di livello, giocando anche molto post sotto canestro in posizione di 4 con Boban Marjanovic da lungo-totem. Difficile pensare a una Serbia campione senza un torneo fantastico da parte di Nikola Jokic. Ed è difficile pensare che non ci sia contributo importante di Bogdan Bogdanovic: la stella, la bocca da fuoco, l’uomo dei tiri pesanti e quelli più importanti, gli piace e ricopre al meglio questo ruolo perchè è lui la punta di diamante della Nazionale. Porta esperienza e tanti punti nelle mani la guardia dei Sacramento Kings. Se la Serbia vorrà vincere il Mondiale, non si può prescindere da Bogdanovic.

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foto da pappaspost.com

Giannis Antetokounmpo (Grecia)

È l’MVP NBA 2018/19, nel momento che s’innesca partono i fuochi d’artificio per i greci, spacca le difese sia con che senza palla o con l’aiuto del miglior assist-man d’Eurolega ossia Nick Calathes. La sola presenza dell’ala dei Milwaukee Bucks al fianco di un team comunque infarcito di veterani delle leghe europee basta a proiettare la Grecia tra le più autorevoli candidate alle medaglie e costringe gli avversari a rivedere completamente il piano partita: semplicemente di un altro livello. Le gare di preparazione, poi, hanno dimostrato una potenza incredibile in fase difensiva e un dominio assoluto nel pitturato. Ma l’incognita, paradossalmente, è proprio Antetokounmpo: riuscirà ad imporre le sue incredibili doti atletiche e a mascherare le sue lacune offensive anche nel più statico basket FIBA? Il suo problema lo ha mostrato la Serbia al Torneo dell’Acropolis, perchè se si riesce con intelligenza ad ingabbiare Giannis forzandolo a conclusioni fuori dal suo repertorio allora l’attacco ellenico si inceppa del tutto invece sul fronte difensivo bisogna lavorarli ai fianchi. Un attacco ai 24″ con buona circolazione di palla alla lunga sfianca i greci, Bjelica è stato il loro killer in quella partita. Il cammino della Grecia e di come arriverà nel torneo dipenderà quasi completamente da lui.

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Marc Gasol (Spagna)

Non sarà la Spagna di Pau Gasol, di Sergio Rodriguez, di Juan Carlos Navarro, di Nikola Mirotic…. ma di Marc Gasol. Senza il fratello maggiore, è lui il leader indiscusso di una Nazionale comunque infarcita di ottimi elementi quali gli esterni Sergio Llull, Ricky Rubio e Rudy Fernandez o lunghi come i fratelli Hernangomez, ossia Willy e Juancho. Il capitano è Rudy ma la stella è Marc, che dopo l’oro mondiale 2006 di Saitama, due ori europei, altrettanti argenti olimpici e da pochi mesi anche il tanto sognato anello NBA coi Toronto Raptors, tenta a 34 anni una (probabile) ultima corsa alla medaglia portando la Roja più in alto possibile. E’ un giocatore maturo, con una leadership consolidata e la capacità di essere letale anche dai 6.75. Quanto avanti andrà la Spagna, dipenderà dalle sue prestazioni sui due lati del campo.

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foto da eurohoops.net

Rudy Gobert (Francia)

Non ha la tecnica o il raggio d’azione offensivo di Jokic, non ha la leadership di Marc Gasol… Rudy Gobert si distingue sul parquet perchè è una piovra su ambedue i lati del campo. Insieme a Evan Fournier e Nando de Colo guida la Francia, è lui ne è la stella principale, un lungo di esperienza che garantisce forte presenza a rimbalzo sia difensivo che offensivo ma al tempo stesso capace di produrre punti e muovere la palla con qualità. E’ poi il conclamato leader difensivo degli Utah Jazz in NBA e della propria Nazionale, arriva in questo Mondiale targato FIBA per la definitiva consacrazione. Ha chiuso l’ultima stagione NBA, eliminato al primo turno dei playoff contro gli Houston Rockets, con: 16 punti, 13 rimbalzi e oltre 2 stoppate di media, e vincitore del Defensive Player Of the Year, secondo anno consecutivo.

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foto da nba.com

Patty Mills (Australia)

Ottima visione di gioco, il tiro da tre punti e ottima difesa; la guardia veterana dei San Antonio Spurs e dei Boomers Australiani Patty Mills è pronto a prendersi la scena del torneo iridato. Nella vittoria del 24 agosto scorso contro gli USA davanti ai 52mila spettatori del Marvel Stadium di Melbourne, ha fatto intendere che la sua Nazionale oceanica ai prossimi Mondiali può essere veramente pericolosa e se lui si accende, son veramente guai per gli avversari. Joe Ingles e Matthew Dellavedova sono i perni della difesa, Andrew Bogut il centro cattura-rimbalzi e abile a creare spaziature per i compagni, ma il leader offensivo e la stella della squadra è il giocatore 31enne di Canberra. Dai suoi punti dipenderà molto probabilmente il cammino e il destino australiano.

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