Giochi Asiatici: negano il permesso di indossare il hijab in campo e il Qatar da forfait

Si rifiutano di scendere in campo perché l’organizzatore non consente loro l’uso del hijab. Succede ad Incheon, in Corea del Sud, dove ai Giochi Asiatici scoppia una nuova grana: dopo la rinuncia del Vietnam all’edizione 2019, visti i conti “in rosso” della cittadina coreana (sull’orlo della bancarotta) e i casi di salmonella e di altri batteri presenti nei pranzi degli atleti, è il turno del velo islamico proibito alle atlete.

Stamattina avrebbero dovuto giocare Qatar-Mongolia, ma alle atlete qatariote è stato negato il permesso di indossare il velo in partita. Un portavoce dei Giochi Asiatici ha sottolineato: “Questa è una regola che spetta alla Federazione Internazionale, non al comitato organizzatore dei Giochi Asiatici”.
Risposta secca da parte delle giocatrici. Una di loro, Amal Mohamed Awad, in un’intervista rilasciata subito dopo il ‘fattaccio’, ha spiegato: “Prima di arrivare ai Giochi Asiatici ci è stato comunicato che avremmo potuto giocare indossando senza problemi il hijab, peccato che gli organizzatori ci hanno detto che oggi ciò non sarebbe stato possibile. Noi non toglieremo il velo per scendere in campo, è una mancanza di rispetto nei confronti della nostra religione, quindi abbiamo deciso di dare forfait. Non è un indumento pericoloso e non ci sono state date spiegazioni sulle ragioni per cui non avremmo potuto indossarlo”.
Proprio nei giorni scorsi era stato annunciato dalla Fiba un cambiamento sull’utilizzo di copricapi durante le partite. Si sta studiando un cambio di regole secondo cui sarà possibile giocare con lo hijab in partite internazionali: per ora è possibile solo in alcuni tornei locali, fra cui il campionato del Qatar. L’eventuale “via libera” al velo in campo sarà comunque possibile soltanto dopo l’Olimpiade di Rio de Janeiro 2016.

 

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