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Datome: Rio… una perla nella carriera di ognuno di noi

gigi datome, Nazionale Maschile Italia 2015 In un interessante intervista rilasciata al quotidiano La Nuova Sardegna, il capitano azzurro si racconta sotto ogni punto  di vista, dalle ambizioni personali alle sue abitudini giornaliere.

Il re di Istanbul. «Volevo essere protagonista, volevo essere un giocatore importante in una squadra di alto livello, per questo ho scelto il Fenerbahce. Siamo arrivati sino in fondo nelle tre competizioni alle quali abbiamo partecipato: abbiamo vinto lo scudetto e la coppa di Turchia, siamo arrivati a un canestro dalla vittoria dell’Eurolega. Potevo chiedere di più? Sì, volevo vincere proprio l’Eurolega, e la gioia per essere stato eletto Mvp delle finali scudetto non cancella minimamente la delusione per com’è andata quella partita contro il Cska Mosca. Ma anche le sconfitte servono, perché ti danno stimoli, fame, rabbia e voglia di migliorare».

Dopo due anni trascorsi in Nba, tra alti e bassi, è comunque arrivata la chance per essere protagonista, e la stella olbiese non se l’è lasciata sfuggire. «Non posso certo lamentarmi di com’è andato questo mio primo anno in Turchia. Ma non rinnego nulla, neppure dell’esperienza con Pistons e Celtics. Sono stati due anni
estremamente utili, se oggi sono questo giocatore, se sono riuscito a essere protagonista con il Fenerbahce, è anche e soprattutto grazie all’esperienza che ho fatto giocando a Detroit e a Boston. Mi piace alzare l’asticella, fa tutto parte di un certo percorso».

Gigi in libreria. «Leggo soprattutto in trasferta, quindi in viaggio e in albergo. Arrivo a 4-5 libri al mese, poi dipende dagli impegni. Quando sto a casa no, preferisco dedicarmi alla mia compagna. Ti dico cosa ho sul comodino in questo momento: “Il museo dell’innocenza, Istanbul”, di Pamuk; “Maestra”, di Lisa Hilton; “L’ultimo rigore di Faruk” di Gigi Riva; “Norwegianwood” diMurakami; “Svegliamoci pure, ma a un’ ora decente” di Joshua Ferris. Di recente mi hanno colpito molto “Lolita”, un classico che non conoscevo, e “Uno tre uno” di Julian Cope. Cerco di spaziare, di non fossilizzarmi e di leggere un po’ di tutto»

E il calcio? «Onestamente non ho più molto tempo per seguirlo. Non ho visto la prima partita dell’Italia agli Europei, perché giocavamo gara6 della finale in Turchia. Ho visto la seconda e sono contento che questo gruppo stia riuscendo a spazzare via lo scetticismo iniziale. È bello che i ragazzi abbiano fatto parlare
il campo, spero che vadano sino in fondo».

Un tuffo nell’azzurro. La nazionale è in ritiro per preparare il torneo Preolimpico. «Vogliamo a tutti i costi andare a Rio. Nessuno di noi ha mai avuto la fortuna di partecipare a un’olimpiade e questa potrebbe essere la nostra occasione. Sarebbe una perla nella carriera di ognuno di noi».

Fonte La Nuova Sardegna 22 06 2016.

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