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Contro la Serbia servirà un miracolo, ma la finale del Preolimpico è alla portata: ecco le rivali degli azzurri

Sarà ancora la Serbia l’ostacolo più impegnativo per l’Italbasket, che l’urna di Mies ha inserito nel girone B del torneo preolimpico di Belgrado assieme a Porto Rico e Senegal. Nel girone A, con i padroni di casa, Repubblica Dominicana e Nuova Zelanda. 

Prima di andare a vedere punti deboli e forti delle nostre avversarie però, è bene ripassare brevemente il format del Preolimpico FIBA: Le 24 squadre che si contenderanno gli ultimi quattro biglietti per Tokio 2020 sono state divise in sei tornei in sei sedi mondiali diverse; a sua volta ogni torneo vedrà due gironi da 3 squadre, cui le prime 2 passeranno il turno ed andranno a disputare semifinali e finale, che decreterà la partecipante ai giochi Olimpici. 

Per quanto riguarda gli azzurri dunque, che erano stati inseriti in seconda fascia, sarà necessario arrivare davanti ad almeno una tra Porto Rico e Senegal, per poi giocarsi il pass nelle partite ad eliminazione diretta contro le prime 2 del girone A. Vediamo dunque i nostri rivali, partendo dalle due sorteggiate nel primo mini girone:

PORTO RICO

Orfana del proprio fuoriclasse J.J. Barrea, la nazionale centroamericana rappresenta un avversario sulla carta ampiamente alla nostra portata. Pur vantando diverse partecipazioni ai mondiali ed alle olimpiadi, i risultati degni di nota sono stati ben pochi, mentre le ultime apparizioni, compresa l’avventura iridata in Cina, sono state piuttosto deludenti. Tra i giocatori più importanti, da segnalare l’ex Knicks Renaldo Balkman. Gli azzurri si scontratono e batterono i caraibici agli ultimi Mondiali ed hanno tutte le carte in regola per passare ancora. 

SENEGAL

Probabilmente ancora più abbordabile la nazionale africana. Affrontati è dominati nel premondiale veronese, sulla carta pare improbabile che il grosso gap visto quest’estate su possa colmare in un solo anno. Squadra estremamente fisica ma priva di talenti degni di nota, si regge sul centro del Valencia, ma con un passaggio in Nba a New York, Maurice N’Dour. Il plus potrebbe arrivare qualora accettasse la convocazione il lungo dei T. Wolves Gorgui Dieng. 

Passiamo ora alle tre squadre del girone A, da cui usciranno le due potenziali avversarie che andremmo ad incrociare se dovessimo passare il primo turno. 

SERBIA

Inutile dire che i balcanici (che potranno peraltro contare sul fattore campo e su un ambiente bollente) partano davanti a tutti per la conquista del pass olimpico. Affrontati due volte quest’estate, in entrambe le partite l’Italia ha sofferto e ne è uscita sconfitta ed appare piuttosto difficile un ribaltamento di gerarchie da qui a luglio. Jokic, Marjianovic, Bogdanovic e Teodosic rappresentano talenti assoluti anche se al mondiale, dati per potenziali finalisti, hanno ottenuto meno del previsto. Appare molto probabile che se andassimo in finale ce la giocheremo con loro, servirà una vera e propria impresa. 

NUOVA ZELANDA

tall blacks, potenziale incrocio in semifinale, non sembrano un avversario insormontabile per gli azzurri. Fuori al primo turno e diciannovesimi in classifica finale, non hanno cambiato molto e difficilmente cresceranno entro l’estate. Il blocco principale è formato da giocatori che calcano i parquet nazionali, con l’aggiunta di una conoscenza della serie A: Isaac Fotu, esterno in forza attualmente alla De Longhi Treviso. 

REPUBBLICA DOMINICANA

Sedicisimi all’ultimo Mondiale e ventesimi nel Ranking FIBA, i Dominicani partono presumibilmente per contendere il secondo posto nel gruppo A alla Nuova Zelanda, partendo forse più attrezzati. Con una nutrita colonia di atleti con esperienze europee o in campionati sudamericani di buon livello, non hanno nomi di rilievo, ma giocano un basket fisico ed atletico che può dire la sua e puntare quantomeno alla seconda fase. Come per la Nuova Zelanda comunque, non possono e non devono essere fonte di preoccupazione per gli azzurri.