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Datome conquista l’Europa ma teme per l’Italbasket: “Niente politica sulla Nazionale!”

gigi datome, sassari

Quella in corsa non sarà certo ricordata come una delle più brillanti stagioni della nostra pallacanestro. I nostri team in Eurolega non hanno di certo brillato e gli italiani in NBA, per motivi diversi, non vedono l’ora che inizi la prossima annata per la ricerca del riscatto. Nel mezzo però la stella di Gigi Datome ha brillato abbastanza da offuscare le delusioni raccolte altrove. La scelta in estate di lasciare la NBA e firmare un triennale (con NBA escape) al Fenerbahce si è rivelata vincente con un campionato giocato ad altissimi livelli e la qualificazione alle Final Four di Eurolega, con tanto di eliminazione dei campioni in carica del Real Madrid per 3-0. Dopo questo prestigioso risultato, il Barba italiano è stato intervistato da Il Corriere dello Sport. Ecco l’intervista:

Datome, che sensazioni le ha dato tagliare un traguardo così prestigioso?
«È una bella soddisfazione, anche perché era il nostro obiettivo prefissato. E poi al Fenerbahce cercavo maggiori responsabilità. Le ho avute e mi sono ritagliato un ruolo importante in una squadra di livello così alto».

Ecco, qual è esattamente il suo ruolo in un sistema di gioco come quello di Obradovic dove non sono previste star a cui concedere troppe libertà?
«È uguale a quello di tutti: seguiamo sempre i principi offensivi e difensivi del nostro allenatore. Obradovic non ti rimanda in panchina se sbagli un tiro, ma se sbagli un concetto di gioco o se non rispetti le sue linee guida. A me concede molti minuti in campo (26′ di media, ndr): però so che quando arriva a me la palla nei secondi finali di un’azione, posso permettermi anche di fare qualcosa di differente».

Qual è attualmente il livello dell’Eurolega?
«Un livello molto alto. E poi è bello poter affrontare ogni settimana squadre di così tanti campionati: devi per forza abituarti a cambiare pelle, letture di gioco, preparazione, tipi di difesa».

Mentre lei lottava per le Final Four, la lotta tra Fiba ed Eurolega/Eurocup si era trasformata in una sorta di guerra santa, nel corso della quale entrambi i contendenti hanno dichiarato di agire per il bene della pallacanestro. Lei che idea si è fatto di questa storia?
«Io sono contento di far parte del Fenerbahce che anche la prossima stagione disputerà un campionato di elite. Sull’argomento specifico dovrebbero parlare i dirigenti. Quello che posso dire è che mi ha fatto male sapere che la Nazionale può essere “toccata” dalla politica. Ho sempre visto la squadra azzurra sopra a tutto: capire che esiste la possibilità che possa essere esclusa dagli Europei, dal preolimpico e dai Giochi mi è dispiaciuto molto».

Lei è a Istanbul ormai da molti mesi. Come si vive in una città che purtroppo è costretta a vivere con la paura di attentati terroristici?
«Faccio molto vita casa-palestra. Ma è una città incredibile. A me piace visitare a piedi i suoi quartieri, a tal punto che mi ci perderei. È pazzesco: in 10 minuti si passa dai grattacieli supermoderni a zone che sembrano appena uscite dagli inizi dell’800, con gli artigiani che lavorano il legno nelle botteghe. È come tornare indietro nel tempo. Se i tifosi mi riconoscono quando giro per la città? Certo! Ma sono meno invadenti rispetto ai fan italiani: mi salutano con discrezione, e mi chiedono il permesso prima di fare una foto».

Ormai mancano pochi mesi al preolimpico di Torino, e lo stato di forma di alcuni giocatori chiave non sembra dei migliori: Gallinari è stato vittima di un altro infortunio, Bargnani non gioca da febbraio, Belinelli a Sacramento non ha concluso certo una stagione esaltante. Preoccupato?
«Secondo me l’infortunio più grave è quello capitato a Gentile (già operato per una lesione capsulo legamentosa del pollice destro, ndr). Ma anche lui come gli altri sarà pronto per il Preolimpico. C’è ancora tempo per allenarsi bene. Ecco, io spero che arriveremo in forma. Sono convinto che il nostro gruppo, pur non giovanissimo, è all’apice della carriera».

E lei Gigi, come arriverà all’appuntamento di Torino? Non si è fermato un attimo…
«In effetti ci ho pensato anch’io. Se tutto va bene, i play off del campionato turco termineranno il 15 giugno, il 20 ci sarà il raduno della Nazionale, poi 5 giorni liberi prima dell’inizio del preolimpico (4 luglio, ndr). Insomma, alla fine avrò in totale 10 giorni di riposo…»

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