NCAA- Grayson Allen è il tiratore bianco da Duke di cui ci innamoreremo quest’anno

Ci siamo già passati. Quando vediamo un giocatore bianco forte con la maglia dei Blue Devils ci lasciamo prendere, siamo sicuri che questa volta resterà altrettanto dominante anche in Nba. Non ci curiamo dei precedenti, siamo sicuri che stavolta andrà diversamente. A onor del vero Christian Leattner e JJ Reddick sono esempi di quanto alla fine si tratti sempre di ottimi giocatori. Il loro problema è dato dal dover gestire delle enormi aspettative e il doverlo fare con una discreta schiera di haters che sono pronti a ricordarti quanto poco simpatico tu sia (con buone ragioni) a loro.
Perchè dovrebbe andare diversamente con Grayson Allen? Perchè se ti chiami Allen e tiri da tre forse la gente ti odierà di meno a prescindere ma non solo.
Grayson Allen è il classico prodotto di Duke e forse uno così potrebbe uscire solo da Durham. E’ entrato guadagnandosi minuti piano piano, in controtendenza ai fenomeni una botta e via (one and done dicono quelli più eleganti che sanno l’inglese). E’ pur vero che in quei primi veri minuti con la maglia dei Blue Devils decise una finale ma sembrava più la classica storia da college basket del carneade eroe per un giorno. Tutti ci aspettavamo che due anni dopo Grayson Allen fosse tra i candidati a impiegato del mese da qualche parte nella Silicon Valley, in giacca e cravatta. Il fragazzo invece è diventato il più serio candidato a giocatore dell’anno dopo aver declinato l’Nba per giocare da Junior e farsi il suo terzo anno di università.
Cosa è successo? Di fatto nulla di troppo sorprendente: Allen ha guadagnato atletismo ed è stato sviluppato come giocatore da uno di quei pochi allenatori che saprebbe cacciare sangue dalle rape. Nell’ultima stagione è arrivato ad avere medie da primo della classe: più di 21 punti di media e 4,6 rimbalzi a sera ne fanno uno di quei giocatori incasellabili che piacciono tanto in questa decade.
Nonostante tutto però Allen è ancora a Durham e se lo ha fatto non è solo per affetto o semplicemente perchè i giocatori di basket rimorchiano un bel pò all’università. E’ a Duke perchè deve dimostrare di poter essere un giocatore anche da Nba e per farlo deve evolversi soprattutto caratterialmente.
Nessuno mette infatti in dubbio il valore della sua cattiveria agonistica ma essa deve ancora essere incanalata nella maniera giusta. Difendersi con la scusa dei pregiudizi che attanagliano i bianchi a Duke non funziona già di suo, figurarsi se poi ci metti la secchiata di spocchia che ci si aspetterebbe dallo studente di un ateneo privato e in campo vai in giro a fare sgambetti, dire parole poco carine a chiunque e via discorrendo.
Un altro che aveva problemi del genere fu proprio JJ Reddick ma risolvere i problemi alla maniera del tiratore deo Clippers potrebbe essere nocivo alla lunga quando la palla scotta. Reddick passò praticamente l’ultima stagione a tirare qualunque cosa e a pretendere palla dai suoi compagni (che comunque non erano tutti malaccio) per zittire le malelingue, ancora più spronate dal suo attegiamento.
Vero è che Allen ha un arsenale ben più amplio di Reddick da sfoderare ma, anche per questo, sprecare tanto talento per defaiance caratteriali sarebbe un peccato capitale. Allen ha un allenatore e uno straordinario supporting cast dalla sua parte. Poco importa se gli avversari ti odiano quando alla fine sei tu a tagliare la retina e a uscirne con una chiamata alta. Basta che ti odino per le ragioni giuste.

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