Home Editoriali Do You Remember? The “Bad Boy” Rick Mahorn

Do You Remember? The “Bad Boy” Rick Mahorn

0

Il personaggio scelto per la puntata odierna del Do You Remember?  è Derrick Allen “Rick” Mahorn visto in Italia con la casacca del Messagero Roma nella stagione 91/92. Mahorn nasce ad Harford in Connecticut il 21 Settembre del 1958, e si forma come giocatore prima al high school di Weaver ,poi al College di Hampton tra il 1976 ed il 1980. Pivot dal gran fisico, 210 cm di altezza per 122 chili di peso, Rick da subito si distingue sul parquet di gioco non per le sue doti tecniche per la sue doti di lottatore e combattente nell’area pitturata

. Per queste sue doti di fighter viene notato dagli osservatori del Nba e viene scelto nel Draft del 1980 al secondo giro con il numero 35 dai Washington Bullets. Nella sua lunghissima carriera Nba iniziata nel 1980 e terminata nel 1999 al età di quasi 41 anni Mahorn non verrà mai ricordato come un grande realizzatore ( 7763 punti nella sua carriera tra i pro), ma soprattutto come un grandissimo rimbalzista  (6957 rimbalzi totali) ed intimidatore (1007 stoppate tra i pro)  nell’area pitturata. La sua trafila a Washington dura cinque stagione fino al 1985, poi arriva il trasferimento ai Detroit Pistons, dove Rick diventerà un idolo della folla e vivrà il momento più alto della sua carriera agonistica.  In quegli anni la squadra dei Pistons è denominata una combriccola di cattivi ragazzi, e tra loro quello che maggiormente si distingueva in queste imprese in campo e fuori era Mahorn. Proprio per questa ragione fu denominato dallo speaker di quegli anni ai Pistons George Blaha: the “Baddest Boy of them all” (il più cattivo tra tutti e quando tra i compagni di squadra hai un certo Dennis Rodman è tutto dire!!!). Tra i Bad Boys di Detroit arriva la più grande gioia e vittoria della carriera di Rick: l’anello Nba 1988/89. Neanche il tempo di godersi questa grandissima gioia, e per il Bad Boy arriva allo stesso tempo il momento più triste della carriera, quando il general manager dei Pistons Jack McCloskey decide di cederlo in quella stessa estate ai Philadelphia 76ers. Per capire il personaggio e la sua singolarità basta andare a leggere le dichiarazioni fatte  su quel periodo della sua carriera: “La vita sportiva è fatta di massimi e minimi, ma se non fossi andato a Philadelphia non avrei avuto il privilegio di giocare due anni con un grande giocatore da Hall of Fame come Charles Barkley”. Chiusa l’avventura ai 76ers nella stagione 1991, nella stessa estate Rick sbarca in Europa nella nostra capitale al Messaggero Roma. La Virtus in quegli dal punto di vista economico, grazie gli ingenti investimenti del gruppo Ferruzzi, ha pochi rivali economicamente in giro per l’Europa ed in Italia, e così coach Valerio Bianchini nella stagione 91/92 ha una super accoppiata sotto canestro composta da Mahorn insieme a Dino Radja. In quell’anno, però, il Messaggero non riuscì a mantenere le aspettative, infatti stagione in corso ci fu, anche, l’esonero di coach Bianchini in favore del suo vice Paolo di Fonzo. In campionato il cammino della Virtus si fermò nella bella di gara 3 in semifinale al PalaVerde contro i futuri campioni d’Italia della Benetton Treviso, ma a grande soddisfazione per Mahorn e per la Virtus in quella stagione fu la vittoria della seconda coppa Korac della storia romana battendo in finale un’altra formazione italiana la Scavolini Pesaro. Dopo aver pareggiato all’andata in casa al PalaEur, e vincendo dominando al Viale dei Partigiani di Pesaro per 99-86. I numeri di Rick, comunque, nel nostro campionato furono di tutto rispetto con quasi una doppia doppia di media (15,2 punti e 9,7 rimbalzi). Nella stagione 92/93 dopo aver disputato solo tre partite con la maglia di Roma, ritorna nei States dove giocherà per quasi altri dieci anni fino al 99’ prima con i Nets (1992-96), poi con i suoi amati Pistons (1996-98), per finire nella sua ultima annata 98-99 ancora una volta da Detroit a Philadelphia per uno strano scherzo del destino. Dopo aver terminato la carriera da giocatore ha iniziato una meno brillante carriera da allenatore, ma state certi che Rick il the “Baddest Bad Boy” non verrà mai dimenticato per la sue doti di combattente e lottatore in campo.