Do You Remember?: Russel “Russ” Schoene

Il protagonista del nostro  Do You Remember? settimanale è Russel  “Russ” Schoene giocatore che si è sempre distinto in campo con le diverse casacche indossate in Italia  per la sua correttezza sportiva e per le sue doti morali. Schoene nasce a Trenton il 16 Aprile 1960, e cresce come giocatore professionista all’interno della  University Tennessee at Chattanooga con i Mocs con i quali gioca tra il 1980 ed il 1982. Le sue statistiche e numeri  migliori si riferiscono al  secondo anno di college

, quando produce circa 13 punti e 7 rimbalzi a partita, che gli valgano la stima degli osservatori del Nba e la chiamata al secondo giro del draft 1982 dei Philadelphia con il numero 45. Russel ha l’altezza da pivot (208 cm), ma fisico longilineo ed agile oltre a mani educatissime, che nel corso della carriera, anche, grazie all’introduzione della linea dei tre punti lo trasformeranno definitivamente in un numero 4 o meglio ala/pivot. Nella sua prima stagione da debuttante in Nba comincia con i Sixers, che lo hanno scelto in estete, ma termina un ‘annata da 6,2 punti con 3,3 rimbalzi di media in 77 presenze totali agli Indiana Pacers. Nonostante i buoni numeri per un rockie il rosso, per il colore dei suoi capelli su una carnagione molto chiara, si trasferisce in Europa nel nostro campionato nella forte Simac Milano. Russ rimarrà nella città della Madonnina per due campionati dal 1984 al 1986, ed il suo biennio nella squadra di coach Peterson, costellata da grandi campioni come Mike D’Antoni, Dino Meneghin solo per citare alcune leggende di quel gruppo,sarà ricco disuccessi. La prima stagione in particolare per Russ (14,8 e 6,7 rimbalzi) porterà uno scudetto ed una  coppa Korac: infatti, nella finalissima scudetto gli uomini di Peterson avranno la meglio in due partite sulla Scavolini Pesaro di Sacco, in finale di Korac vinceranno per 91-78 il derbyssimo con la Ciaocrem Varese. Nella seconda stagione nella quale il lungo americano migliorerà in maniera esponenziale le sue cifre (22,2 punti con il 56% da tre ed 8,7 rimbalzi) arriveranno, invece, il bis in campionato con la vittoria per 3-0 nella finale scudetto contro la Mobilgirgi Caserta, e la vittoria in coppa Italia battendo nella finalissima di Bologna sulla Scavolini Pesaro per 102-92. Dopo aver fatto incetta di trofei nei due anni milanesi Schoene ritorna nel Nba dove per tre anni giocherà con la franchigia dei Seattle Supersonics. Stagione nel Nba vissute, quasi sempre ai margini, mai di protagonista come in Italia, ed i tanti bei ricordi per il nostro bel paese spingeranno nel 1989 il “rosso” a tornare in Italia alla Glaxo Verona. La stagione del suo ritorno italiano nella città scaligera sarà da dimenticare, infatti, i veronesi nonostante gli oltre 21 punti e 9 rimbalzi a partita retrocederanno in A2 dopo i play-out. La delusione della retrocessione non farà terminare  l’avventura veronese di Russ, e mai decisione si potè rivelare più felice per il giocatore e la stessa dirigenza gialloblù. Infatti Russ (20,3 punti con il 48% da tre nella stagione di A2) facendo da chioccia ad un giovane gruppo nel quale spiccavano il talento dei futuri virtussini Morandottti e Moretti non solo conquisterà la promozione diretta in A2 con relativa qualificazione ai play-off scudetto (eliminazione in gara 3 per mano della Clear Cantù), ma addirittura vincerà una Coppa Italia. Nella storia del basket italiano, infatti, quella Glaxo Verona guidata in panchina da Alberto Bucci sarà l’unica squadra di serie A2 a vincere la coccarda tricolore, riuscendo a compiere l’impresa nelle final four di Bologna nel Febbraio 1991 battendo in finale l’ex squadre di Russ quella Philips Milano per 97-85. Nella stagione successiva, la terza ed ultima in maglia Scaligera Verona, per Schoene arriverà una sofferta salvezza ottenuta dopo i play-out, in una squadra che comunque continuava ad essere un serbatoio di giovani talenti  (Bonora, Frosini)per la nostra pallacanestro degli anni 90 ed inizio nuovo millennio. Chiusa l’esperienza al Nord per Russel si apre una nuova esperienza al sud con la Yoga Napoli del presidente De Piano e dell’allenatore “Il Paron” Tonino Zorzi nel campionato di A2. A fare coppia con Schoene c’è un altro grande giocatore visto in Italia negli anni novanta come il “marine” Ron Rowan, ma i partenopei nonostante la buona stagione del duo Usa (20 punti e 9 rimbalzi a partita per Russ nella stagione partenopea 92/93), dopo un promettente inizio di stagione, riusciranno ad ottenere solamente una risicata salvezza. La carriera di Russ sembra ormai essere arrivata ai titoli di coda, ma per il finale della nostra storia arriva un dolce e lieto epilogo. A metà della stagione 1993/94, infatti, arriva la chiamata del suo vecchio maestro ed allenatore Alberto Bucci alla Buckler Bologna che ha bisogno di sostituire l’infortunato Joe Binion. Russ, arrivato, nella città delle due Torri, tra lo scetticismo generale visto i suoi 34 anni di età, sarà con i suoi 14,5 punti ed i 7,2 rimbalzi a gara, uno dei principali protagonisti della vittoria del secondo scudetto consecutivo per Bologna nella finalissima scudetto contro la Scavolini Pesaro risoltasi solo al termine di gara 5 al Paladozza, partita nella quale le due squadre arriveranno in un clima tesissimo dopo un’infinità di polemiche dopo la rissa in gara 2 tra Coldebella e Mcloud.  Proprio quella tensione mai appartenuta a Russ, personaggio sempre a modo ed esempio di grande correttezza e sportività sui parquet di gioco. 

 

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