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Do You Remember? – Dino Meneghin, l’uomo della svolta

Do You Remember? – Dino Meneghin, l’uomo della svolta

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Il basket italiano, ad oggi, è uno dei movimenti più conosciuti sia a livello europeo che mondiale, le gesta dei giocatori italiani hanno stupito tutti gli appassionati in giro per il mondo. La notorietà di cui gode oggi la nostra nazione all’interno di questo sport, è da attribuire in gran parte alla figura leggendaria di Dino Meneghin. Il nativo di Alano di Piave,dove nasce il 18 gennaio 1950, è una delle icone del basket nostrano ed uno dei giocatori più talentuosi e vincenti che abbia mai calcato i parquet dei palazzetti della penisola. Dino muove i suoi primi passi a metà degli anni ’60, quando approda nelle giovanili della Ignis Varese con la quale esordisce in Serie A all’età di 16 anni e dove resterà fino al 1981 quando, sarà protagonista del primo grande “tradimento” della storia passando agli eterni rivali dell’Olimpia Milano (che ritirerà il suo storico numero 11 nel 2019), squadra nella quale rimase per 9 anni. Oltre che nelle due grandi squadre lombarde, Meneghin ha militato nella Stefanel Trieste per 3 stagioni, per poi ritornare all’Olimpia e chiudere la sua lughissima carriera all’età di 44 anni. Il suo palmares è composto da 32 trofei con maglie di club (tra cui spiccano le 7 coppe dei campioni in 13 finali disputate e i 12 scudetti) da aggiungere all’argento alle Olimpiadi di Mosca e ai due bronzi e l’oro agli Europei con la maglia della Nazionale. Con la maglia di Trieste, il 14 ottobre del 1990 in una partita contro la “sua” Varese sfidò il figlio Andrea Meneghin, che diventerà uno degli artefici dei successi dei lombardi e della Nazionale, rendendosi protagonista della prima sfida “padre-figlio” della storia del basket italiano. Anche oltreoceano le incredibili gesta di Dino non passarono inosservate,di fatti, è stato anche il primo italiano a essere scelto al draft Nba, nel 1970 dagli Atlanta Hawks, pur non avendoci mai giocato nel 2003 venne inserito nella Naismith Hall of Fame, riconoscimento che lo consacra come uno dei più gradi di sempre. Dopo il suo ritiro non ha abbandonato il mondo del basket, ricoprendo un ruolo dirigenziale sia nell’Olimpia che in Nazionale, inoltre dal 2009 al 2013 ricoprì il ruolo di presidente della FIP.