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Panathinaikos: il club è pronto a dire addio all’Euroleague. Andrà alle competizioni FIBA?

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Panathinaikos in una competizione Fiba nella prossima stagione e non più in Euroleague.

La notizia che rimbalza da Madrid in queste ore è di quelle destinate a fare rumore.

Dimitris Giannakopoulos, proprietario della squadra ateniese, l’ha fatto intendere senza mezzi termini.
Dopo essersene andato sbattendo la porta dal board di Madrid in cui aveva chiesto che gli fosse tolta la squalifica di un anno, poi ridotta a cinque mesi, e gli è stato negato, ha postato sul proprio profilo Instagram, dove sotto il logo della Fiba riporta la frase: “Panathinaikos is returning to where basketball should always have been ”, tradotto, il Panathinaikos sta tornando dove il basket dovrebbe sempre essere stato.
Subito dopo ha postato un’immagine che non lascia niente all’immaginazione, col n°1 dell’Eurolega Jordi Bertomeu nel logo del film “Il Padrino”.

Questo il suo primo post:

“Dopo 17 anni Mr. Bertomeou e i suoi esperti hanno portato il fatturato dell’Eurolega all’ammontare astronomico di 40 milioni di euro… Meno del rugby, del cricket e della palla a mano… Ha così successo che forse dovremmo dargli un bonus… Quindi usa la matematica: 16 squadre investono circa 300 milioni ogni anno e in cambio lui porta alla Lega 40 milioni in totale! In qualsiasi altra azienda un CEO con dei risultati così poveri si sarebbe dimesso, ma Jordi no! Lui si sente anche di avere successo” ha scritto il proprietario del Pana nel primo post, mostrando una infografica.

https://www.instagram.com/p/BhdiXDTF8Vz/?taken-by=dpg7000

https://www.instagram.com/p/BhePMnYFzyr/?taken-by=dpg7000

https://www.instagram.com/p/BheRBeJlCFs/?taken-by=dpg7000

L’Euroleague ha risposto con un comunicato ufficiale secondo cui “tutti gli altri club condividono all’unanimità e con forza che certe dichiarazioni sono della massima gravità e creano un danno all’Eurolega” , condannando così il comportamento di Giannakopoulos e chiedendogli uno stop immediato a questo tipo di pubbliche dichiarazioni. I club hanno ricordato in maniera inequivocabile al proprietario del Panathinaikos che esistono procedure interne che devono essere seguite per esprimere ogni forma di disaccordo e obiezione, come deliberato dai club, compreso il Panathinaikos, sempre nel rispetto del club come istituzione storica e iconica della pallacanestro e dello sport europei. Giannakopoulos ha chiesto la cancellazione della squalifica attualmente in corso, i club all’unanimità hanno rigettato questa richiesta, dopo di che lui ha lasciato l’incontro prima della sua conclusione.

Ma questa situazione tra Giannakopoulos e l’Euroleague continua da diverso tempo…
Il 21 Dicembre, dopo la vittoria sul campo della Stella Rossa, sempre sul proprio profilo Instagram, aveva scritto: “Il miglior team nella storia di EuroLeague viene trattato ogni settimana, dagli arbitri, come se fosse il nemico numero uno o una squadra minore. Vergogna e disgrazia del basket europeo”. L’Euroleague, successivamente, nel mese di Gennaio, aveva aperto un procedimento nei suoi confronti, in seguito ad altri commenti sugli arbitraggi; datato 5 febbraio, era stato l’esclusione per 12 mesi da tutte le arene dove si svolgono partite di pallacanestro di Eurolega o EuroCup. Qualche giorno dopo il club ateniese aveva indetto un referendum per chiedere ai tifosi se continuare o meno a partecipare all’Euroleague e 48 ore dopo la squadra, nella gara casalinga contro Baskonia, aveva disertato l’inno della competizione prima della palla a due. Alla fine del mese di Febbraio, dopo l’appello, la squalifica era stata ridotta da un anno a cinque mesi, con l’aggiunta di una multa di 60 mila euro. Il 2 marzo, nonostante la squalifica, Giannakopoulos si era comunque presentato ad Oaka per il derby europeo contro l’Olympiacos. A marzo poi aveva inviato una lettera ai media europei lamentandosi del trattamento di favore, secondo lui, riservato ad Olympiacos e Fenerbahce. Assieme alla lettera aveva inviato anche un dvd contenente diversi episodi arbitrali. Fino all’accaduto di oggi.