Eurolega- De Colo Mvp dell’ultima giornata di top 16, il ritorno di un talento che sembrava perso

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L’avevamo dato per morto troppo presto Nando De Colo. E’ il triste destino di chi fallisce in Nba e decide il ritorno in Europa, dovrà sempre giustificare il fantasma di non essere riuscito a dimostrarsi degno di giocare Oltreoceano (vero Gigi?).

In realtà il discorso è molto più complicato e, come sempre, bisogna sempre guardarsi dal rischio di lanciarsi in analisi semplicistiche. I casi di Rudy Fernandez, Carlos Navarro e, tornando più indietro, di Danilovic in realtà dovrebbero preservarci dal rischio di etichettare chi, per motivi diversi, non ha successo in Nba come un giocatore non di prima fascia. Semplicemente quello europeo è un basket diverso, non ci stancheremo mai di dirlo, e c’è chi è maggiormente predisposto al gioco e ai ritmi del vecchio continente. De Colo è esattamente quel tipo di giocatore, chiedere conferma all’Olimpia Milano che nell’ultima giornata di top 16 ha ammirato un De Colo da 18 punti, 7 assist e 4 rubate che ne hanno fatto l’Mvp del settimo turno di Top 16. Che quello del genietto francese sia qualcosa di più di un exploit lo conferma anche l’altro titolo di mvp del mese di gennaio in Eurolega e, più in generale, un Cska definitivamente maturato nei suoi uomini chiave da Teodosic a Weems, che dall’arrivo di De Colo paiono aver trovato la continuità che gli era sempre mancata.

 

Eppure quando in estate Nando aveva accettato la corte dell’ ex club di Ettore Messina, sembrava già nonostante la giovane età aver imboccato una precoce parabola discendente. Lontano dall’essere l’elegante play alla base della vittoria in Eurocup con Valencia del 2010, De Colo si era immalinconito nel tritacarne D-League dove era finito dopo una difficile esperienza agli Spurs, in cui il suo caratterino non l’aveva aiutato soprattutto nei rapporti con Pop e la parentesi a Toronto(scambiato per Austin Daye!). Quello che doveva essere, non solo per cittadinanza e ruolo, l’erede designato di Tony Parker aveva finito per essere etichettato solo come il compagno di merende di quest’ultimo e di Boris Diaw, E il campo? Avete presente quello che capita a Gigi Datome a Detroit..

L’approdo a Mosca, dove è arrivato come primo francese della storia del club e, soprattutto come giocatore più pagato d’Europa, ha cambiato le carte in tavola. Responsabilizzato il play d chiare origini italiane (più precisamente friulane, al confine con la Slovenia), ha risposto da giocatore vero e da leader utilizzando quello che gli veniva da esperienze in spogliatoi vincenti come quello texano o quello francese, con cui ha vinto nel 2013 Oggi quelle frasi che apparivano di circostanza al momento della presentazione non lo sono più. De Colo è venuto davvero per riportare l’Eurolega in Russia. Chapeau!

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