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Eurolega: dal 2017 nuova veste ai calendari tra disappunti d’Europa e d’Eurolega

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presentazione final four, eurolega, coppa Per tutti i religiosi della palla a spicchi tra poco meno di due anni sarà necessario procurarsi un calendario nuovo. Le festività cestistiche cambieranno giorno a partire dal 2017. Qualificazioni alle nazionali stabilite durante l’anno. Patrick Baumann, segretario generale Fiba, lo ha spiegato nel dettaglio ai microfoni de La Gazzetta dello sport. Una rivoluzione, come spesso accade, che ha creato qualche disappunto fra i club più importanti d’Europa e anche dell’Eurolega.

«Abbiamo fatto pulizia in casa per evitare contrapposizioni con la Fiba e i suoi organi regionali. Ci siamo chiesti come avremmo voluto che fosse il basket se come Picasso ci fossimo trovati di fronte una tela bianca da riempire, – ha spiegato – così nel 2010 è iniziato un nuovo percorso che, come una palla di neve in discesa, è diventato sempre più veloce crescendo». Perché ciò? «Avevamo valutato negli anni 2005-2010 che il sistema esistente frenasse la crescita del basket e che se non avessimo toccato alcuni argomenti tabù il ritmo della sua affermazione non sarebbe stato quello che merita». Una scelta che secondo il segretario non appare così drastica per i giocatori che sono nel continente americano, dal momento che «prendendo ad esempio proprio l’Italia, negli ultimi anni sono più le volte che gli azzurri della Nba d’estate non c’erano di quante abbiano partecipato, – ha spiegato – e comunque così facendo la Nba potrà dare più garanzie nel concedere i propri giocatori per meno eventi, ma più importanti. Questo sistema riduce i giorni nei quali i giocatori sono a disposizione delle nazionali, le finestre sono di 9 giorni, non ci saranno più raduni di un mese e mezzo per preparare 6 partite estive, – ha continuato – abbiamo portato l’Europeo a cadenza quadriennale, un anno ogni tre sarà completamente libero. Ogni sistema ha cose positive e negative, bisogna scegliere e nel nostro caso abbiamo ritenuto che ridare alle nazionali un calendario regolare durante l’anno e non solo d’estate fosse più importante per lo sviluppo della composizione delle squadre». Un metodo che «costringe i singoli Paesi a sviluppare un numero superiore di talenti e a crescere nell’organizzazione e promozione di un evento che può raccogliere maggiori interessi anche televisivi ed economici. E’ un calendario mondiale per aiutare il basket in modo globale anche se ci rendiamo conto delle esigenze diverse dell’Europa». Sempre per rimanere anche in ambito Nba, un problema potrebbe essere l’indennizzo, richiesto dalle società che pagano i giocatori: «Non siamo aprioristicamente contrari a discuterne, anzi. Il calcio ha aperto una strada alla quale tutti gli sport di squadra prima o poi arriveranno. Il problema è la grandezza della torta da spartire, che al momento è ancora troppo piccola per essere significativa. Ma non si possono chiedere soldi prima e negare nello stesso tempo una evoluzione delle competizioni proprio perché la torta diventi molto più grande». America che dice la sua, ma anche l’Europa e quindi Eurolega e Baumann ha commentato così: «Dobbiamo fare chiarezza, tra club e le leghe con le singole federazioni, che aderiscono alla Fiba, e con l’Eurolega che in questi anni ha fatto il bello e brutto tempo cambiando formule, aumentando il numero delle partite fuori dal sistema. Oggi se ripartiamo su basi nuove, con un accordo con Eurolega che funzioni meglio di quello passato riportando tutto il basket dentro alla sua casa bene, altrimenti sarà l’Eurolega a star fuori dalla casa e la Fiba organizzerà le coppe. Siamo aperti alla discussione, ma se non si parte aprioristicamente contrari con il nuovo calendario. Ci sarà tempo per adeguarsi alle nuove regole. Siamo anche stati alle Final Four, abbiamo constatato la loro crescita ma siamo anche convinti che non abbia raggiunto quel livello al quale gli stessi club credevano di poter arrivare 15 anni fa».