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Daniel Hackett - Carlos Calvillo per BasketItaly #Euroleague2021 – CSKA per trionfare, Khimki per i playoff, Zenit per consolidarsi

#Euroleague2021 – CSKA per trionfare, Khimki per i playoff, Zenit per consolidarsi

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Ci avviciniamo a piccoli passi verso l’edizione 2020-2021 della Turkish Airlines Euroleague che inizierà l’1 ottobre. La redazione di BasketItaly.it ha deciso di presentare le diciotto squadre della massima competizione continentale targata Euroleague. Cominciamo dalle tre squadre russe: CSKA, Khimki e Zenit!

CSKA MOSCA

Le ripercussioni, soprattutto economiche, del Covid-19 si sono ampiamente riversate sulle formazioni della competizione che inizierà il prossimo 1° ottobre. A fare d’eccezione, in termini di contraccolpi negativi causati da lockdown e pandemia, c’è però l’Armata Rossa, il CSKA Mosca. Un conto sono le dichiarazioni del presidente Andrey Vatutin che ha annunciato una riduzione del budget pari al 30% rispetto a quello a disposizione nella scorsa annata, un altro conto è il mercato estivo dello squadrone russo che è stato assolutamente fantascientifico e ogni volta che si parla di questa squadra in termini di budget a disposizione, ci si stupisce sempre.

Novità rispetto alla scorsa stagione
I moscoviti sono stati insieme al Barcelona senza dubbio la regina di questo lungo mercato estivo. Ci sono stati gli addii di Ron Baker, Kosta Koufos, Howard Sant-Roos, ma sono stati aggiunti due lunghi incredibili sotto le plance di coach Dimitris Itoudis. Il primo è l’ala grande georgiana Tornike Shengelia, che dopo sei stagioni lascia il Baskonia, mentre il secondo è il centro serbo Nikola Milutinov dall’Olympiacos. Entrambi nelle loro ultime squadre si son messi in mostra e consacrati come due tra i migliori lunghi delle ultime stagioni di Euroleague; Milutinov va a rimpiazzare un addio altrettanto pesante, come quello di Kyle Hines. Da considerare anche la chiusura di un’altra lunghissima parentesi in maglia CSKA, ovvero quella di Andrey Voronstevich, che dopo 14 anni consecutivi lascia il club dopo aver vinto praticamente tutto.

Punti deboli
Ce ne sono? Verrebbe quasi da scrivere, “nessuno“. In quanto ci sono almeno 10 giocatori che sarebbero da quintetto base ovunque in Europa. Però la coesistenza e gli infortuni sono due fattori non pronosticabili che possono compromettere la corsa anche della più forte squadra del Continente. Se sulla prima potremmo scommettere che coach Dimitris Itoudis riuscirà ad amalgamare al meglio anche questo gruppo, sui secondi non v’è certezza alcuna; servirà stare lontani dagli acciacchi, a questi ritmi 10 possono essere pochi, soprattutto se giochi in un torneo domestico come la VTB League, che non è l’Italia, la Grecia o la Spagna.

Punti forti
Tantissimi, quasi infiniti. Una squadra con qualità pazzesca sia in campo che in panchina, con un allenatore che è già nell’Olimpo dei più grandi di sempre e che ha trasmesso la classica (mai banale) Mentalità Vincente. Ha un roster per quantità e qualità con svariate opzioni in ogni ruolo e, quindi, possibilità di molteplici e variegati quintetti, tutti da costante e sicuro rendimento. Una coppia di lunghi con pochi eguali nella storia recente dell’Euroleague: combinato all’importanza del gioco dal post-alto e nel mid-range, la possibilità di schierare contemporaneamente – o cambiandosi – due atleti quali Shengelia e Milutinov (e Johannes Voigtmann, lo vogliamo scordare?) obbligherà le difese non più a scegliere, bensì a subire. L’estro di Mike James già nella scorsa stagione è sembrato perfettamente incanalato nel sistema di coach Itoudis. Poi, il rientro a pieno regime di Will Clyburn è un aspetto da non sottovalutare, l’MVP delle F4 2019, non abbiamo potuto ammirarlo perché vittima nella passata stagione della rottura del crociato anteriore del ginocchio destro a fine ottobre 2019. Quella 2020-21 sarà (anche) la sua stagione. Sarà quindi squadra da post basso e l’equilibrio con i tiratori ed i penetratori notevoli sancirà il successo o meno di un coach Itoudis sa come fare e vedere. Da segnalare, infine, (come non potremmo!) la presenza di Daniel Hackett; il 32enne play-guardia italiano cresciuto a Pesaro partirà nello starting five accanto ai sopracitati alla sua nona stagione in Euroleague, sarà importante la sua presenza per il bilanciamento attacco-difesa, come da anni sa fare.

Stella(e) della squadra
È difficile stabilire chi sarà il top player in un roster così ricco di campioni, ma puntiamo un dollaro su Mike James: avrà però due terminali offensivi in più con cui dover fare i conti (in termini di suddivisione dei possessi e selezione dei tiri), anche se siamo certi che Itoudis ha accettato il fardello, che altri coach avevano invece lasciato legittimamente passare, perciò saprà gestire al meglio anche quest’anno il funambolico talento di Portland che deve dimostrarsi leader di un gruppo da titolo.

Pronostico
Un esito già scritto, quando citiamo il CSKA Mosca. Come ogni anno: raggiungere le Final Four e vincere. Perchè la storia e tradizione del club moscovita insegnano, si vuole bissare il successo del 2019 di Vitoria. E se il Coronavirus non si fosse messo di traverso, avremmo forse scritto che l’obiettivo è centrare la 10ª partecipazione consecutiva alle Final Four e, forse, cercare il 3° successo in fila.

KHIMKI MOSCA

E’ un po’ come nella Los Angeles cestistica, divisa tra i blasonati Lakers e gli esuberanti, ma “sfortunati” Clippers. Allo stesso modo, CSKA e Khimki. Come non sono cambiati nella “Città degli angeli”, presumibilmente gli equilibri non si sposteranno nemmeno in quel di Mosca. Sebbene abbia raccolto pochi trofei nei suoi primi 23 anni di storia, è un colosso del basket europeo. Il presidente Dmitry Golubkov ha messo a disposizione del coach lituano Rimas Kurtinaitis (chi se lo ricorda a Cantù nel 2016?) un buonissimo organico per qualità e quantità. Il CSKA però rimane inevitabilmente il termine di paragone con il quale il Khimki si misura annualmente tra VTB League e Euroleague, per determinare a che punto è il processo di crescita.

Novità rispetto alla scorsa stagione
E’ stato un mercato di taglia e cuci per il Khimki: via l’ex Cavaliers Timofej Mozgov, i russi hanno virato su uno dei pezzi pregiati del mercato, Greg Monroe. Gli altri cambiamenti sostanziali son stati nel reparto lunghi: via Jermey Evans e Anthony Gill, che dopo aver manifestato un desiderio americano, rimane ad oggi free agent. Ritornato Jordan Mickey. E’ arrivato un ottimo backup per il play titolare Stefan Jovic, ossia Errick McCollum dall’UNICS Kazan, con esperienza in Eurolega con l’Anadolu Efes.

Punti deboli
Roster sì profondo, eccetto forse il reparto ali. Ma le fragilità che hanno sempre reso il Khimki una squadra incompiuta sono la cosiddetta assenza della famigerata mentalità vincente, fattore questo che non si può di certo comprare durante il mercato estivo. Non ha mai fatto il salto di qualità decisivo, visto che negli ultimi anni il Khimki – come altre formazioni di EuroLega, compresa l’Olimpia Milano per vari motivi – ha sempre avuto un potenziale tremendo, ma mai è riuscito a metterlo pienamente in atto. Patisce poi disattenzioni difensive che per i giallo-blu sembra quasi essere diventato un problema cronico con costanti passaggi a vuoto mentali che spesso costano partite, punti in classifica e vanificano quanto di buono costruito in attacco. Squadra vulnerabile da questo punto di vista.

Punti forti
Innanzitutto, l’estensione del contratto della Star Alexey Shved. Alla sua pericolosità offensiva si aggiunge quella di uno dei nuovi volti in casa Khimki come Errick McCollum, scorer pericolosissimo che ha dimostrato negli anni scorsi di essere tale. Sotto canestro poi, gli innesti di Monroe e Mickey non dovrebbero far rimpiangere Gill ed Evans. Infine, le certezze: Janis Timma è reduce da una stagione formidabile; l’asse play-pivot Jovic-Booker è collaudato da tempo; capitan Sergey Monia, Bertans, Vialtsev e Voronov crivelleranno il canestro dall’arco. Il talento offensivo di certo non manca, quasi spaventa per abbondanza per una formazione che la passata stagione aveva il terzo miglior attacco d’EuroLega. In più ha 4 centri TOP, vogliamo dimenticarci di Jonas Jerebko? L’ala svedese ex Pallacanestro Biella giocherà prevalentemente da Ala Grande, ma Kurtinaitis l’ha già schierato come 5 in preseason. Se quindi partono dalla panchina Devin Booker e Mickey a sostituire Jerebko e Monroe, è tutto di guadagnato sotto canestro…

Stella(e) della squadra
Tutto passa dalle mani e dalle serate di Alexey Shved; ha le chiavi in mano del Khimki da un po’, con l’unica vera incognita che è la costanza. Comunque, il gioco vale spesso la candela. Troppi, poi, ormai gli elogi spesi sul talento di Greg Monroe, ma il pivot ex Detroit Pistons dovrà decidere se spendersi o meno in un contesto più competitivo del Bayern.

Pronostico
Squadra da playoff sicuri, e forse qualcosa di più. L’alto budget investito anche quest’anno lo impone, così come la qualità (e quantità) degli atleti a disposizione. Un potenziale sterminato, però a fare da contraltare vi sono i punti deboli da alti e bassi che hanno come sempre contraddistinto il Khimiki nelle ultime stagioni e basta un soffio di vento per spazzare ogni velleità di ambizione.

ZENIT SAN PIETROBURGO

Dall’ultimo posto nella Euroleague 2019-2020 prima dello stop causa Coronavirus dopo avere mancato la massima competizione europea per più di 10 anni, la “terza squadra” russa è passata a essere una delle squadre che più incuriosiscono nel panorama continentale. Lo sponsor principale ha permesso al coach spagnolo Xavi Pascual, arrivato in corsa la passata stagione al posto del connazionale Joan Plaza, di plasmare una squadra secondo la sua idea di pallacanestro.

Novità rispetto alla scorsa stagione
Salutato il capitano Evgenij Voronov dopo tre annate e il messicano Gustavo Ayon, lo Zenit è una squadra che ha cambiato tanto (ben 8 i nuovi arrivati sulle rive del Mar Baltico), che alterna elementi d’esperienza a giovani pronti a lottare per la vittoria. Debuttante in Eurolega è Alex Poythress, ala forte atletica e versatile che ama finire le azioni sopra il ferro e che può collezionare anche rimbalzi e stoppate. Dopo una buonissima stagione da rookie con la Stella Rossa di Belgrado, Billy Baron è pronto a continuare il percorso di crescita, portando alla squadra la specialità della casa, il tiro pesante. Durante la scorsa stagione non lo abbiamo mai visto causa infortunio, ma se tornerà quello visto allo Zalgiris, Kevin Pangos sarà un giocatore interessante. Sono restati il veterano Will Thomas e il polacco Mateusz Ponitka, arrivato l’espertissimo Vitaly Fridzon e soprattutto da Milano il pivot lituano Arturas Gudaitis.

Punti deboli
Nella stagione scorsa 10 anni senza Euroleague per lo Zenit San Pietroburgo è stata una gran mattanza, mentre quest’anno la mancanza di alchimia e la qualità non eccessiva del roster rendono la formazione russa assolutamente non da playoff. In più, esclusi sei-sette elementi, squadra che manca di rotazioni lunghe ed escluso Gudaitis può pagare la fisicità sotto canestro.

Punti forti
Zenit che punta a sorprendere con una squadra giovane, veloce con punti nelle mani, giocatori dal talento offensivo importante. Poi, coach Pascual è un allenatore dall’esperienza e caratura internazionale, per una squadra che si candida a sorprendere e a consolidarsi nel basket europeo.

Stella(e) della squadra
Salutato il messicano Gustavo Ayon, lo Zenit ha fatto un gran investimento per portare in Russia Arturas Gudaitis. Il centro lituano, che non rientrava più nel progetto dell’Olimpia Milano di Ettore Messina, ha dimostrato alcune difficoltà al rientro dall’infortunio la passata stagione. Ma, se la pausa lo avrà rigenerato e se gli infortuni gli staranno alla larga, la formazione di coach Xavi Pascual si sarà portato a casa uno che fino a poche stagioni fa era uno dei migliori centri della massima competizione continentale.

Pronostico
Una squadra che sulla carta non sarà da prime 8, ma potrà e DEVE fare meglio della passata stagione.

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