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Trieste inguardabile, Casale ne approfitta

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62 a 66 a favore di  Casale, indica perentorio il tabellone del palatrieste ma il  risultato appare addirittura bugiardo; in verità, aldilà  del risicato vantaggio finale, Casale ha dominato in lungo ed in largo, agevolata dalla non partita di molti dei giocatori in casacca biancorossa.

 

Intendiamoci, Casale ci ha messo molto del suo per  enfatizzare le mancanze della truppa di Dalmasson: prima linea di difesa, quella dei piccoli, asfissiante,fisica, dinamica, con conseuente skyline delle guardie triestine quasi completamente oscurato e  Diliegro offensivamente isolato, mentre  in attacco la banda di Griccioli si  è distinta con una buona circolazione esterna e buone percentuali nelle triple.

La cronaca segue il solito canovaccio di molte delle esibizioni interne dei Giuliani: inizio in salita con braccia corte e menti annebbiate per gli uomini di casa, ospiti subito in vantaggio, anche superiore ai dieci punti, qualche strappetto triestino grazie a qualche lampo individuale e finale saldamente in mano agli avversari. Nel mezzo ci sarebbero  da annotare l’infortunio nel terzo quarto ,presumibilmente una scavigliata,di Dillard poi mai  entrato in campo, un battibecco piuttosto vivace tra Cutolo e Hoover, uno scambio di vedute tra quest’ultimo ed il presidente Ghiacci in tribuna, dopo l’ennesimo maltrattamento subito dal passaportato belga da parte degli avversari  non sanzionato dagli arbitri.

Trio arbitrale che, è doveroso precisarlo, ha dispensato sviste equamente divise tra le due squadre, risultando ininfluente ai fini dell’esito dell’incontro.

Casale ha beneficiato della serata buona nel tiro di Cutolo, autore di 12 punti ma con 4 triple spezzagambe e 7 rimbalzi, tanto per gradire, di Casini, 11 punti e 3 su 5 nel tiro pesante e ha avuto nella coppia USA , finchè Dillard  era della partita, un contributo discreto in termini di sostanza ed abnegazione difensiva. Buono pure  il mattonciono portato da Amato, anche lui autore di 2 triple importanti e discreta la partita di Martinoni che pur sbagliando qualcosina di troppo in attacco è riuscito ad arrivare in doppia cifra.In ombra Bruttini, Fall e Giovara sono stati utili a dar fiato ai titolari senza far scendere la qualità in attacco dei giochi di Griccioli, mantenendo pressochè immutata  l’aggressività difensiva.

Complessivamente Casale ha tirato molto bene dalla lunga distanza, raggiungendo un lusinghiero 55% con 22 triple scoccate, male, molto male nel tiro da due punti ove la percentuale ha raggiunto il 33% nè  degna di lode, anzi, è stata la freddezza a cronometro fermo ,attestasi ad un misero 48% .

Trieste ha tirato leggemente peggio dal campo, 41%, anche se con ottima mira nelle bombe,47%, ha quasi emulato i proprio avversati dalla linea della carità,60% , ha preso 9 rimbalzi in più dei Piemontesi ma ha perso anche più palloni rispetto agli ospiti.

Da queste cifre si può intuire che la partita non è stata indimenticabile, questo soprattutto grazie ai Triestini.

Dopo la vittoria in Sicilia, a Capo d’Orlando, ben pochi si sarebbero aspettati un involuzione così drammatica  dei Triestini e  nemmeno i più pessimisti si sarebbero azzardati a prevedere  un filotto di 4 sconfitte così brucianti per Ruzzier e compagni.

Oggi la partita dei Triestini sembrava più una rappresentazione di ” the basket horror picture show” con molti interpreti in biancorossi impegnati nel ruolo di giocatori di basket travestiti. E passi  la giornata no di Ruzzier, a vent’anni certe battute d’arresto sono quasi fisiologiche, passi l’abulia offensiva di Coronica,giovane anche lui e tra l’altro reduce da un infortunio gravissimo, passino l’ingenuità di Candussi e Tonut,beatà gioventù, ma chi doveva trascinare la squadra, stasera, in una partita importantissima, si è eclissato:Di Liegro, 2 punti 1/5 dal campo e preferito ad un produttivo(in attacco) Candussi per tutta la frazione finale, Hoover, nervoso, anche se si è limitato nelle sue lamentele con gli arbitri, prendensola con avversari e  presidente biancorosso ed  in difficoltà sovente addirittura nel palleggio, Carra ed Harris, forse i meno colpevoli per motivi diversi, ma comunque non decisivi ed incapaci di prendere per mano la truppa di Dalmasson.

Già, Dalmasson…Lo sfogo di domenica scorsa  sapeva tanto di rassegnazione, rassegnazione che forse si è espessa in tutta la sua pesantezza  dal suo atteggiamento in panchina: pochi Time out, non ne ricordiamo uno chiamato nell’ultimo e decisivo  quarto, relativamente pochi i rimbrotti ai suoi nonostante qualche oscenita’ cestitisca di troppo.

Forse, ma qui la scelta potebbe sembrare  comprensibile, ha dato troppa fiducia a Diliegro nel terzo quarto lasciando Candussi, in buona giornata in attacco, per troppi minuti seduto sul pino.

Forse una zonetta ogni tanto si potrebbe tentare, così per spezzare un pò il ritmo degli attacchi avversari.

Forse servirebbe un chiarimento con la società, perchè si inizia a percepire dall’esterno un certo scollamento tra il bravissimo tecnico mestrino ed i quadri dirigenziali.

Certo, se ci fossero i soldi, magari un Diviach  potrebbe arrivare a rinforzare l’organico biancorosso, se ci fossero i soldi uno tra Hoover ed Harris potrebbe venir sostituito  ma i soldi non ci sono, questa è la realtà sulla quale il buon Eugenio dovrà lavorare, perchè lui è un valore aggiunto,  che venendo a mancare fa crollare il castello di carta triestino.

Più roseo il futuro di Casale  che difficilmente sarà risucchiata della lotta per la salvezza, sperando che l’infortunio al suo miglior uomo,Dillard  non sia troppo grave. Ma la lega Silver ,ora come ora, sembra un pericolo solo per Trieste, Forlì ed Imola..