Siena pronta a una nuova ripartenza. L’attuale società verso fallimento e radiazione

Va verso una nuova ripartenza la Mens Sana Basket. L’attuale società, la Mens Sana Basket 1871, dopo l’esclusione dal campionato di A2 è a un passo dal fallimento e non si è iscritta ai campionati Fip per la stagione 2019-2020, la cui scadenza era fissata per il 9 luglio. Il disperato piano di salvataggio approntato, che vedeva la richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Siena per evitare la declaratoria di fallimento, con tanto di investitore terzo pronto a equilibrare la parte sportiva, è naufragato: è stato chiesto un rinvio al 6 agosto, in attesa di sviluppi sul fronte indagini di Procura e Guardia di Finanza, che di fatto ha chiuso la partita, portando alle obbligate dimissioni dell’ad Massimo Dattile, che fino all’ultimo giorno ha tentato il tutto per tutto. Gli unici a salvarsi dalla tempesta sono stati i ragazzi delle giovanili, che tanto bene avevano fatto nei campionati di categoria, trasferiti a titolo gratuito alla Polisportiva Mens Sana.

Si chiude così la tormentata esperienza della Siena 2.0 rinata dalle ceneri del fallimento della Montepaschi Siena nel 2014: già nel 2016 le prime turbolenze e il rischiato default, scongiurato dai tifosi, fino all’arrivo della famiglia Macchi e l’annus horribilis culminato con l’umiliante estromissione dal campionato, a causa della partita farsa contro Biella, affrontata con un nugolo di Under 18-20 vista la fuga in massa della prima squadra causa mancato pagamento degli stipendi arretrati. Ci voleva un miracolo per rimettere in sesto un sodalizio sportivo totalmente insolvente e strozzato da una massa debitoria vicina ai 2 milioni di euro, di cui una metà rappresentata da pendenze tributarie e l’altra da debiti nei confronti di atleti, addetti ai lavori e Federazione stessa. Alla quale era stato garantito il bonifico della sesta e ultima rata Fip, in realtà mai onorato. Un’ultima presa in giro che costerà la radiazione della società, presumibilmente dopo il 16 luglio, quando si riunirà il Consiglio federale, e la perdita dell’affiliazione.

Concluso questo capitolo nerissimo della storia mensanina, si lavora ora a una nuova ripartenza nel primo campionato a libera iscrizione, probabilmente in Promozione o D: la palla è in mano alla casa madre della Polisportiva Mens Sana, che sta lavorando per allestire una prima squadra in larga parte composta dai giovani biancoverdi. Si fanno già i nomi di Pierfrancesco Binella come coach e Riccardo Caliani come ds, due volti noti nell’ultima Mens Sana rispettivamente come responsabile del settore giovanile e team manager. L’obiettivo è ricreare una società economicamente sostenibile, fatta di ragazzi di belle speranze per provare il salto di categoria immediato. Nel frattempo ci sarà da attirare investitori che diano finalmente stabilità, per poi tentare l’acquisto di un titolo sportivo che ricollochi a piani più adeguati la squadra. Un percorso sulla falsariga di quello fatto da Treviso. Gli interessati non mancherebbero, per adesso, a parole: nelle settimane scorse si era vociferato di un imprenditore turco con idee circa progetti immobiliari legati al PalaEstra, mentre sembra sfumato l’approccio con il misterioso fondo inglese che voleva acquistare i terreni del palazzetto per farne una cittadella sportiva da 77 milioni di euro. L’offerta recapitata alla Polisportiva è stata rispedita al mittente: la proposta prefigurava l’acquisto del palasport per la cifra simbolica di un euro, dietro corrispettivo della costruzione di altri impianti negli spazi limitrofi, che la società sarebbe andata a occupare con l’affitto annuale simbolico di un euro per trenta anni. Al termine di questo periodo, la Polisportiva sarebbe diventata forse proprietaria del nuovo impianto.