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Play off A2. Trieste supera Ferrara. Si va alla bella

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Prandin - TRIESTE Trieste tiene viva la serie vincendo a Ferrara, con il punteggio di 80 a 73, dopo una contesa nervosa ove non sono mancati colpi duri e che gli arbitri hanno fatto fatica ad interpretare: in sintesi una classica partita da play off.

Trieste parte bombardando il canestro di Ferrara, con Carra, Tonut e Candussi, accumula quel vantaggio in doppia cifra che di fatto mantiene sino alla sirena, nonostante il calo fisiologico delle sue percentuali, l’espulsione di Candussi, una certa approssimazione nelle scelte di gioco dei suoi Americani.

Ferrara ci mette del suo, perdendo la partita a cronometro fermo, nonostante le 32 possibilità concesse dal trio arbitrale, tramutate in punti utili solo nel 50% dei tentativi. Difficile vincere così al cospetto di una squadra comunque bene attrezzata come Trieste.

Certo, Martelossi lamenta l’handicap iniziale della mancanza del suo centro titolare, Benfatto ma va anche detto che Pipitone, con la sua doppia doppia ha adeguatamente sostituito il buon Michele, risultando a conti fatti, il più convincente dei suoi. Questo effimero riconoscimento sarebbe andato ad Amici, molto presente in attacco ed a rimbalzo, se l’ala ferrarese non avesse totalizzato un 4 su 12 dalla linea della carità di rara bruttezza. Se l’è cavata anche Castelli, così così Hasbrouck, incapace di fare la differenza, male invece Huff, fuori partita in larghi tratti del match. Sufficiente ma non decisivo l’apporto di Ferri, comparsate sul parquet senza lodi senza infamia per Bottioni e Casadei.

Martelossi  prova a lungo la zona con risultati scarsi grazie soprattutto alla ritrovata vena dei tiratori Giuliani e spesso si ritrova al discutere con il trio arbitrale per la difesa un po’ troppo aggressiva, dal suo punto di vista, di Tonut e compagni, prendendosi anche un tecnico nel finale.

Trieste sembra non voler finire questa sua magnifica stagione e si regala un’altra partita( con relativo incasso, che di questi tempi male non fa) da giocare davanti al proprio pubblico. L’impressione è che la squadra di Dalmasson ci abbia messo molta rabbia per conquistare questa bella. A dire il vero da questo discorso apparentemente si potrebbe tirare fuori Holloway, autore di una prova distratta, fatta di scelte frettolose, scarsa precisione al tiro e di una difesa rivedibile. L’americano comunque scrive la sua solita doppia doppia, ma non domina l’area come dovrebbe. I primi due quarti di Tonut sono stellari, con un paio di triple segnate da talento puro, poi cala nella seconda parte di match. Ottimi i contributi pur con diverse sfumature, di Prandin, Candussi, finchè è rimasto in campo e pure Mastrangelo, autore di un paio di triple spezzagambe che hanno minato il morale dei padroni di casa. Carra utile, seppure limitato dai falli, Marini, non ancora a posto fisicamente, ha cercato di non far pesar troppo l’assenza di Candussi, con un apporto comunque sufficiente. Male Grayson, la cui utilità non può esaurirsi con un compitino ordinato e senza grossi guizzi, grintoso, come al solito Coronica, qualche minuto in campo lo ha speso anche Fossati.

Ora si va dunque alla bella, in una sfida che si preannuncia incerta e dal pronostico praticamente impossibile.

Ferrara vi arriva forse con il morale un po’ “sgonfiato” per l’occasione gettata al vento al cospetto del pubblico amico  ma ha ampiamente dimostrato di saper vincere anche davanti a 4000 tifosi avversari anche senza il suo centro titolare, Trieste con la coscienza di chi ha fatto ben oltre il suo dovere ma con l’entusiasmo di chi non vuole terminare con una sconfitta davanti al suo pubblico, questa sua incredibile stagione.