L’Upea per l’ottava. Dalmasson per la terza

Marco Portannese OrlandinaUna lanciatissima Capo d’Orlando cerca domenica prossima l’ottava meraviglia consecutiva del suo campionato.Di fronte si trovera’ la truppa di Dalmasson, che cercherà, a sua volta,  la  terza soddisfazione consecutiva dopo i colpacci contro Torino e Barcellona.

L’aplomb del tecnico biancorosso contro  il casual style del Poz,  esperienza contro incosciente(e vincente) freschezza , basket lacrime e sangue (per necessità) contro basket champagne, 

pieno di suggestive e spettacolari bolliccine.
Le 2 formazioni se terranno fede al loro momento felice, potrebbero dar luogo a una partita di ottimo livello agonistico e di buona fattura tecnica-tattica.Se in panchina, quanto ad esperienza,  la bilancia pende a favore di Trieste,  sul campo questi valori si capovolgono,  considerato che il roster  siciliano appare piu’ completo e piu’ smaliziato in ogni reparto rispetto a quello della squadra ospite. Nicevic, Soragna e Basile portano in dote alla causa orlandina anni ed anni di battaglie cestistiche, in taluni casi a livelli altissimi, mentre Trieste, Hoover a parte,  da questo punto di vista e’ un po’ carente.
Ovviamente questo non e’ l’unico vantaggio della squadra di casa rispetto a quella giuliana: ci sono dei  gap riguardo ad  atletismo, a talento , per tacere  del fattore campo; tutti elementi che porterebbero alla semplicistica deduzione che la partita sia chiusa in partenza. Ne’ aiutano ad immaginare un match equilibrato le cifre totali di squadra: l’Upea, rispetto a Trieste,  tira meglio da 2 da 3 e  ai liberi, prende piu’ rimbalzi, smazza piu assist, perde meno palle, ne recupera di più. Insomma, tutto sembra essere a favore della squadra di casa.  Eppure, siamo pronti a scommettere che Trieste ci provera’ eccome a mettere i bastoni fra le ruote cercando di fermare la folle corsa degli uomini di Pozzecco.
Ci proveranno in virtù di un’ identita’ di squadra votata al sacrificio ed alla solidita’ mentale, tutti pregi enfatizzati dalle ultime esibizioni vincenti contro Torino e Barcellona. Ci proveranno perché hanno poco da perdere e  gli uomini di DalmassonPMS Manital Torino VS Pallacanestro Trieste hanno dimostrato di saper dare il proprio meglio con la mente sgombra e nelle trasferte in particolare.
Quindi faranno bene Basile e compagni a non prendere sottogamba questa partita, perché  Trieste, se presa dal verso sbagliato,  può  far male sul serio.

 

Le 2 formazioni ruotano in genere 9 uomini. I piu’ impiegati da Pozzecco sono i 2 stranieri, entrambi con 35 minuti circa di impiego medio a serata; ed  i 2 Usa stanno rispondendo bene, il play Mays con 18 punti garantiti a match con quasi il 70% da 2 punti,  lo spettacolare Archie regala alla causa mediamente 17 e spiccioli a partita, ai quali si aggiungono anche 8 rimbalzi. Anche il colored proveniente dal campionato rumeno produce i suoi punti con buone percentuali al tiro. In posizione di guardia il piu’ sfrtuttato risulta essere Portannese che con i suoi 12 punti di media ha dato risposte positive a chi gli ha dato fidicia. Il croato Nicevic  staziona nei pressi del tabellone, e  lo fa con un certo profitto, magari non a rimbalzo dove supera di poco le 5 carambole a serata, ma in attacco si fa sentire con i suoi 11 punti ad alzata di palla.
I 2  colpi di mercato, Basile e Soragna si dividono equamente il minutaggio in campo; Basile segna un po’ di più, grazie ai suoi famosi tiri ignoranti arriva ad accumulare 8 punti medi a contesa, mentre Soragna segna “solo” 6 punti ad allacciata di scarpe pero’ con un fantasmagorico 62% nelle triple. Dietro a questa ossatura , piuttosto talentuosa ed esperta,  giostrano il play guardia Laquintana, per lui 4 a partita  in 14 minuti di utlizzo medio,  la giovane ala Cefarelli che in poco meno di 10 minuti porta alla causa sicula 2,4 punti, ma, soprattutto,  l’ex Benevelli,  nr.4 dalle braccia lunghe dal buon tempismo a rimbalzo  ma abbastanza fragile fisicamente, problema che ha un po’ tarpato le ali al buon Andrea, bravo in ogni caso  a ritagliarsi un discreto spazio nelle rotazioni del Poz: 14 i minuti da lui trascorsi mediamente sul parquet ove riesce a portare a casa un bottino di 5 punti a partita.Il decimo, Ciribeni, e’ stato impiegato solo nelle prime 3 partita, quando l’Upea mancava di alcune pedine.

E Trieste? Beh i giuliani cercheranno di rispondere confidando nel veleno dell’ ex Hoover che ha lasciato in Sicilia degli ottimi ricordi.La sua esperienza finora ha aperto le porte ai suoi colleghi di reparto Ruzzier e Carra, che si attestano entrambi sui 10 a serata, e, anche se la sua decina di punti e la manciata di assist portati alla causa biancorossa non suscitano particolari clamori, la sua presenza, evidentemente,  toglie molta pressione difensiva agli altri esterni, che quindi, a turno, si rendono protagonisti di ottime partite. Nello spot nr.  3 (spesso pero’ utilizzato da 4) l’americano discount Harris  finora non ha ispirato voli pindarici ai fans triestini ma, a dire il vero, non e’ mai stato protagonista di partite dannose alla causa triestina: si sbatte in difesa e si arrangia in attacco, non e’ continuo nell’arco del match ma i suoi  12 punti li garantisce sempre, ed in genere segna canestri importanti nei finali. Il migliore, almeno per le statistiche, risulta finora Diliegro, buono in attacco con i suoi quasi 15 punti di media, ed agonista sotto le plance,considerati i suoi 9 rimbalzi abbondanti a serata,  pecca ai liberi, dove supera di poco il 50% ma a Trieste son contenti del suo contributo.
A dargli una mano sottocanestro, oltre che al gia’ citato Harris, ci pensa il 2.11 diciannovenne Candussi,  che a dire il vero,  gradisce di piu’ il tiro da fuori che non  le feroci  lotte nei pressi dell’anello,  5 punti a partita per lui, che, se in serata, puo’ diventare letale nelle triple.  A  dar man forte nell’area pitturata saltuariamente ci pensa il soldatino Fox Fossati,  un diligente giovane di 193 cm per nulla  intimorito dei gomiti e degli spintoni dell’area dei 3 secondi. Non ingannino i suoi 2,6 punti a partita, nei minuti in cui e’ stato impiegato la sua abnegazione e’ stata un fattore  nei match. Il roster e’ completato dal figlio d’arte Tonut (6,6  punti a serata), capace di partita ottime come di colpi a vuoto normali per  un ventenne e la guardia Mastrangelo che se la cava con i suoi 5,5  punti a partita ma che nelle ultime partite e’ calato un po’, suggerendo a Dalmasson un suo impiego piu’ ridotto.  A conti fatti Trieste e’ composta da tante piccole bombe ad orologeria, impossibile preventivare  se, quante e quali scoppieranno in una partita. E’ stata un’incognita finora per Dalmasson che alle volte e’ stata utile, però,  per confondere le idee agli avversari.

A Pozzecco il compito, sulla carta non certo proibitivo, di rispedire nella sua Trieste i giuliani a mani vuote, a Dalmasson  l’ onere di fermare la corsa pazza del Poz e della sua Orlandina.

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