In attesa di firmare per Cantù, Laganà saluta la sua Biella: “Prima o poi doveva succedere, sono dispiaciuto. Ovunque andrò sarà con un accordo pluriennale”

Marco Laganà

Per Marco Laganà si spalancano le porta del grande basket. Biella è stato per lui il trampolino di lancio per una carriera che si prospetta esaltante e ricca di emozioni ma è arrivato il tempo di dirsi addio. Per lui in prima fila c’è la Pallacanestro Cantù (si parla di un contratto triennale) ma intanto il giocatore, ai microfoni di Eco di Biella, saluta quella che è stata la sua città: «Prima o poi doveva succedere – racconta Marco -, e credetemi sono dispiaciuto, perché in questi quattro anni sono stato trattato e cresciuto come un cucciolo con tutte le attenzioni del caso. Sono arrivato che ero un bambino, mi sono affezionato alla gente. Ricordo quando mi portarono a conoscere i giocatori della prima squadra, si presentò

Soragna che già conosceva mio papà, ero emozionato. Ho un gran ricordo di coach Cancellieri, mi ha aiutato a crescere, in allenamento mi spremeva e arrivavo a casa solo con la voglia di andare a dormire. Massimo assieme a Federico Danna mi hanno costruito, poi Fabio Corbani mi ha lanciato in una squadra che quest’anno ha avuto il pregio di esprimere al 100% il suo potenziale. L’infortunio di Casale è il ricordo più brutto, ma grazie al centro Azimut, ai dottori Castelli e Masserano, a Bruzzi e a Marocco ho trovato la forza per lasciarmi alle spalle questi mesi. Ancora oggi i dirigenti di Biella mi stanno dando dei consigli, è davvero un posto speciale. Dove andrò? Ancora non lo so, ovunque andrò sarà con un accordo pluriennale ma prima dovrò pensare di recuperare al 100% dall’infortunio al ginocchio»

 

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