A2 Gold – Verona si riprende la vetta contro Brescia

BOSCAGIN - NDOJA - GANDINI -DE NICOLAO - UMEH - VERONA La serie A2 Gold aveva bisogno di una partita del genere: vibrante, giocata a viso aperto, senza tatticismi e alchimie a frenare il talento delle due migliori squadre di questo campionato. Il modo migliore per scrollarsi di dosso tutti i cattivi pensieri legati a fallimenti, mancati pagamenti, personaggi di dubbio gusto a inquinare l’ambiente. Verona-Brescia è stata invece un mirabile spot per la pallacanestro, nobilitato dalla diretta su Sky e da un palazzetto occupato quasi per intero. E’ stata una sfida vissuta col cuore in gola, palpitante e dalle mille emozioni, andando rapidi come Speedy Gonzalez da ambo le parti del campo almeno per tre quarti, e poi gestendo le residue energie nell’ultimo. Ha vinto Verona, meritatamente, davanti per tutta la partita ma con Brescia sempre col fiato sul collo: gli ospiti non si sono mai persi d’animo e non hanno dato segni di resa fino al 40’, riaprendo la gara più volte. 84-76 il finale, figlio soprattutto della maggiore fisicità veronese. Il rientro di Ndoja e Gandini ha ridato alla Scaligera la forza d’urto sotto le plance che era drammaticamente mancata a Casale. Gandini 5 punti, marginale come minutaggio ma fondamentale per far rifiatare Monroe, mentre Ndoja con 7 punti nei primi due quarti è stato decisivo per alimentare l’azione offensiva e portare fuori i difensori avversari, concedendo tiri aperti ai compagni. Con Monroe addirittura eccessivo per fisicità rispetto ai lunghi ospiti, eccetto l’ultimo periodo, Verona ha giganteggiato a rimbalzo, chiudendo con un 36-25 in questa voce che non ammette repliche. Il maggior numero di assist (15 a 9) e il contenimento delle palle perse (11 a 16) dicono che Verona è stata più squadra. E questa compattezza, questa reazione nei rari momenti di empasse offensiva, ha pesato enormemente nell’economia della gara. La continuità d’azione, l’attenzione sui dettagli hanno scavato il solco finale. Per Verona è stato un po’ opaco De Nicolao, buono all’inizio, così così nella seconda metà, mentre Umeh e Monroe, a turno o in tandem, hanno punito ogni piccola disattenzione ospite. Brescia avrebbe forse avuto bisogno di più minuti da Fernandez, in campo per 26’ e sempre in grado di dare gli strappi per far rientrare i suoi, oltre che autore di 9, importantissimi, punti. Senza la sua regia, Brescia ha pasticciato, concedendo quegli allunghi ai rivali rivelatisi poi decisivi. Loschi per i primi due quarti, Alibegovic nel terzo e Cittadini nell’ultimo hanno dato man forte a un devastante Brownlee per tenere a galla la Leonessa, ma non è bastato. Mentre Nelson, con soli 5 punti e letture difficoltose quando ha portato, è stato la grande delusione dell’incontro.

La cronaca spicciola racconta di un primo tempo spettacolare, dove in un’atmosfera caldissima Brescia, forte degli ultimi risultati, ha iniziato fortissimo, trovando Verona pronta a reagire. Una sarabanda di tiri in pochi secondi e di lotte all’arma bianca sotto i tabelloni, con Monroe a ergersi come totem e a guidare i suoi sul 16-9, con una tripla da posizione centrale e un contropiede fulminante. Il 2+1 di Brownlee riporta a contatto la Leonessa sul 19-17, Umeh schiaccia il 21-17 ma l’entrata in campo di Fernandez dà la brillantezza agli ospiti che era mancata con Passera in regia. Il regista mette una bomba centrale per il 27-23, prima che Gandini produca perentoriamente un altro 2+1 che chiude il quarto sul 30-25.

Nella seconda frazione la musica non cambia, si corre a perdifiato e Brescia affretta troppo i tiri; è il suo gioco, è vero, ma con un pizzico di ragionamento si potrebbe evitare a Verona di scappare. I pick’n’roll centrali con Monroe a chiudere da sotto sono il tema del quarto, a cui gli uomini di Diana non riescono a trovare risposte credibili. Ma anche Verona non riesce a proseguire lo slancio fino in fondo: nella girandola di cambi, utile soprattutto a far rifiatare gli acciaccati Ndoja e Fernandez, si perde un po’ di fluidità di manovra, ma l’efficacia offensiva ne risente di poco. Brownlee risponde al 2/2 di Ndoja ai liberi e porta i suoi a -5 sul 44-39, con 2’ circa ancora da giocare. Il 44-41 di Nelson in contropiede viene ribattuto da un tiro dietro l’arco di Reati dopo una finta spiazzante sul suo difensore, e se Loschi commette un sanguinoso 0/2 dalla lunetta, Boscagin si unisce alla festa e piazza il tiro pesante del 50-41, con cui si va al riposo. A metà gara, nel tiro dalla lunga distanza Verona è 7/10, contro il 5/13 ospite.

Il terzo quarto è quello dei rimpianti per Brescia: subito il 53-41 da Umeh, inizia a coprire meglio il ferro e a mettere piede in area con frequenza quando attacca. Il primo pick’n’roll da una vita completato con successo da Cittadini dà fiducia ai biancoblu, che con l’accoppiata Brownlee-Fernandez (meravigliosa la schiacciata al volo del primo su assist del secondo per il 55-49) si riportano sotto, mentre Cittadini si produce in una doppia stoppata da urlo su Monroe. Il tiro dal palleggio di Fernandez porta sul -2, ma lo strappo prodotto da Umeh e Boscagin ridà fiato a Verona, che si issa sul 61-53, prima di essere di nuovo riagguantata da un terzo tempo da fuori area di Alibegovic per il 61-58 sulla sirena.

Nella palude degli ultimi 10’, con gli attacchi che si fanno ragionati e ogni possesso diventa cruciale, mentre Ramagli osa qualche minuto senza Umeh e Ndoja in campo, Brownlee trova un altro gioco da tre punti. Alibegovic con una penetrazione da ballerino porta i suoi a -1 (63-62). Il palazzo rumoreggia, i decibel sono quelli di un aereo al decollo o di un concerto metal. A 6’30” dalla sirena Passera gestisce la palla del sorpasso, ma la perde nel traffico. E’ l’attimo fuggente, la coincidenza col destino che la Centrale Del Latte perde e non ritrova più. L’entrata sul parquet di Fernandez stavolta non produce gli effetti sperati, Boscagin prima da fuori e poi un terzo tempo passando dietro il tabellone riporta Verona al 68-62, bissato dal taglio in area di Umeh in terzo tempo su assist di Monroe. Sul 70-62 a 5’23” sembra finita, ma Brescia si rialza per l’ennesima volta: Alibegovic con due numeri e Cittadini in schiacciata tengono accesa la fiammella della speranza, per il 76-71 a 2’40”. Ramagli chiama time-out, e al rientro Umeh, quasi senza opposizione, appoggia l’80-73. Non c’è più tempo per i miracoli, uno sfondamento dubbio fischiato a Brownlee a 1’30” mette al sicuro il risultato per Verona.

BasketItaly.it Mvp: Darryl Monroe, con 20 punti, 12 rimbalzi e il 9/18 dal campo, condito da 1 assist, 2 palle perse e un 1 recupero, è il giocatore che più ha fatto male alla Centrale Del Latte. Con lui in campo Brescia ha dovuto girare al largo dal ferro e dietro ha lavorato bene per limitarlo solo in qualche passaggio del terzo e del quarto quarto. Avesse commesso il quinto fallo, forse la partita sarebbe terminata diversamente…

TEZENIS VERONA-CENTRALE DEL LATTE BRESCIA 84-76 (30-25, 50-41; 61-57)

Parziali: 30-25, 20-16, 11-16, 23-19

Tezenis Verona: De Nicolao 11 (3/6, 1/2, 2/2), Umeh 19 (5/8, 2/4, 3/3), Boscagin 10 (1/6, 2/4, 2/2), Ndoja 9 (2/4, 1/2, 2/2), Monroe 20 (8/16, 1/2, 1/2); Gandini 5 (2/2, 1/1 tl), Reati 5 (1/2, 1/3), Giuri 5 (1/2, 1/3). Ne.: Mazzantini, Bartolozzi. All.: Ramagli.

Centrale del Latte Brescia: Passera 3 (1/1, 0/1, 1/2), Nelson 5 (1/3, 1/4), Loschi 13 (2/3, 3/8, 0/3), Brownlee 21 (8/12, 0/2, 5/6), Cittadini 14 (5/6, 1/2, 1/2); Benevelli (0/2), Fernandez 9 (1/3, 2/3, 1/2), Alibegovic 11 (4/5, 1/4), Giammò. Ne.: Tomasello, Bolis. All.: Diana.

Arbitri: Masi, Ciani, Pepponi.

 

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