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A2 Gold – L’orgoglio di Napoli contro la forza di Casale

Givova Napoli, Nunzio Sabbatino Doveva essere una stagione diversa quella della Givova. Votata ad alti traguardi, alle posizioni nobili. E’ diventata un giorno alla volta una guerra di nervi, di resistenza in una tormenta di guai. Un’odissea, con punte drammatiche, nobili tentativi di risalire la china, la fuga degli americani, il rischio di una chiusura anticipata; ora, con il campionato nel suo ultimo quarto, rimane il valore più importante. Il senso di appartenenza, la consapevolezza di esistere ancora.

E di lottare insieme per avere un futuro. Sono rimasti in sei agli ordini di coach Calvani, e questi sei stanno rendendo la vita difficile a chi incontrano ogni domenica, ben oltre quanto sarebbe lecito aspettarsi in condizioni di tale disagio. Tecnico e fisico. Una grande mano, nelle partite casalinghe, la sta dando il pubblico, e infatti Napoli, pur nelle ristrettezze attuali, rimane un avversario da prendere con i guanti e le pinze. Per non essere azzannati o bruciati vivi dall’ardore dei suoi sostenitori. 
Nel post-partita dell’amichevole con Varese, Marco Ramondino, il coach della prossima avversaria Casale Monferrato, si è proprio soffermato sulle insidie “ambientali” della trasferta: “Il campionato di quest’anno non può essere analizzato solo dal punto di vista tecnico, ma va considerato anche l’aspetto emotivo. Come è successo per Barcellona, come è accaduto anche a noi quando abbiamo subito molti infortuni, e ora a Napoli, le situazioni di difficoltà hanno portato a una forte reazione. Di questo dovremo tenere conto”.

L’ENERGIA DEL PALABARBUTO – Napoli, quindi, sarà anche penultima e decimata, ma non è mai doma. La Givova è capace di clamorosi colpi di coda, prestazioni imponderabili, fiammate inconcepibili alla luce della classifica e del livello medio delle prestazioni. Senza volerci soffermare più di tanto sulla netta vittoria contro Verona nel girone d’andata, quando i partenopei avevano comunque tutt’altro organico rispetto a quello attuale, basti ricordare la strenua resistenza contro Agrigento (sconfitta per 61-69), una delle formazioni più brillanti nel girone di ritorno, o la vittoria di misura contro Casalpusterlengo (82-80); la stessa Casalpusterlengo vittoriosa nell’ultimo turno in casa di Ferentino, con 17 punti di margine…
Visto che piove sempre sul bagnato, non ci sarà capitan Malaventura, squalificato per una giornata a causa di un gesto di frustrazione negli spogliatoi di Trieste, dov’era rientrato anzitempo a seguito di una brutta botta alla mano sinistra già fratturata. Lanciando a terra la borsa del ghiaccio, avrebbe danneggiato la porta d’accesso al tunnel degli spogliatoi. Non sarebbe stata comunque la squalifica a fermare capitan Malaventura – ci sarebbe la possibilità di commutarla in multa, ndr -. “Al 99,9% non sarò della partita – ha dichiarato il capitano Malaventura ai microfoni di Radio Van D’A -. Dopo il colpo preso a Trieste sulla mano già fratturata avevo deciso, insieme al dottore, di fermarmi per riprendermi del tutto poi è arrivata anche la squalifica. Sappiamo di affrontare una squadra molto forte ma, come stiamo già facendo da diverse partite a questa parte, metteremo in campo tutto quello che abbiamo”. A dare fiato al quintetto base provvederanno quindi, nell’evenienza, i ragazzi delle giovanili. Non mancherà il pubblico, sempre stoicamente a fianco dei suoi cestisti, sostenuti a gran voce in ogni incontro e applauditissimi per l’impegno e la professionalità finora dimostrata. Da un punto di vista squisitamente tecnico, gli uomini più in forma sembrano essere Traini e Brkic, ma tutti i superstiti del roster, in blocco, andrebbero presi ad esempio per l’abnegazione e lo spirito di sacrificio.

L’ORA DELLA VERITÀUmore euforico sulla sponda ospite. Passata la vertigine dell’entusiasmante ribaltone contro la prima della classe, trascorsa un’altra gratificante settimana all’ombra della prestigiosa, e fatale (per gli sconfitti) amichevole contro Varese, arriva il momento del rush finale. Casale ha davanti a sé sei partite: sente il fiato sul collo di Agrigento (quasi appaiata dopo il forfait di Veroli, con cui aveva perso), vede da vicino la schiena di Biella, Ferentino e Torino. Le deve ancora affrontare – la prima in trasferta, le altre due in casa – e non può più pensare di nascondersi e volare basso. Arrivare terzi od ottavi sarà questione di sfumature, finali sul filo di lana, lotte su ogni pallone. In Campania esiste allora un solo risultato per Martinoni e compagni: la vittoria. Rassicura la ritrovata efficacia dei lunghi, con Martinoni tornato ad essere straripante come a inizio stagione prima dell’infortunio, e la rifioritura nel tiro da fuori. Tutto il roster è abile e arruolabile, anche Fall, precauzionalmente a riposo contro Varese per un indolenzimento al ginocchio. Serve invertire un trend che ha visto i monferrini soccombere lontano dalle proprie terre in sei delle ultime sette giornate. Il primo tempo di Brescia, con 55 punti segnati, ha indicato la via: attaccare con coraggio, giocare in rapidità e mettere piede in area con frequenza,. come accade quasi sempre al PalaFerraris. Una nuova battuta d’arresto fuori casa sarebbe imperdonabile.

Rispetto al normale orario di inizio, la partita comincerà in anticipo, con palla a due alle ore 17.

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