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A2 Gold – Casale-Trapani, la sala stampa

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Coach RamondinoIl coach di Trapani Lino Lardo è mortificato: “Per me è difficile parlare, è stata forse la mia peggior sconfitta da quando alleno. Prima di parlare dei nostri demeriti, però, voglio dire due parole su Casale. E’ una grande realtà del campionato, sta giocando molto bene e oggi ci ha messo in serissima difficoltà. Tornando a noi, non è una scusante il fatto che non ci siamo mai allenati al completo in settimana, per una serie di piccoli infortuni. Mi aspettavo che saremmo andati in campo con maggiore volontà e grinta. Non abbiamo giocato come una squadra che è nella nostra situazione di classifica, che deve risalire a tutti i costi. Non riesco a capire cosa sia successo, ci hanno sovrastato in tutto, tecnicamente e fisicamente. Ci scusiamo con tutti, con società e tifosi, adesso dobbiamo guardare avanti, anche se il sogno dei playoff è quasi sfumato. Di solito ci fanno i complimenti anche quando perdiamo, tante sconfitte sono arrivate per pochi punti, per poca personalità nei momenti importanti, ma oggi è mancato proprio tutto”.

Non sa darsi una spiegazione di quanto visto in campo nemmeno Giancarlo Ferrero, che sperava in ben altro ritorno tra le mura che l’hanno visto crescere come giocatore: “Commento una non-partita. Casale è stata bravissima a metterci in difficoltà da subito e non siamo riusciti a fare niente, ci è mancata qualsiasi tipo di reazione. Chiedo scusa ai nostri tifosi, è stata una vergogna, i nostri supporter non si meritano una cosa del genere. Spiace venire a parlare in questo modo, per me è un grande dispiacere aver giocato così male. Avrei voluto commentare una partita molto diversa da quella che è avvenuta. Che è stata, ripeto, una non-partita. Due settimane fa avevamo giocato una buona gara con Barcellona, credevo che avessimo trovato il modo di imporci, di giocare bene. Prima del match, ora fa strano dirlo, avevo delle sensazioni positive. Purtroppo, e questo è successo spesso in stagione, quando andiamo in campo ci sciogliamo come neve al sole. Quando sembra che abbiamo trovato il piglio giusto per svoltare, cediamo completamente. E’ lo specchio di tutta la nostra annata”.

Ramondino dissimula a fatica un umore raggiante: “Partita molto bella, siamo molto contenti per il risultato e la prestazione. Noi non vogliamo mai disgiungere i due aspetti, ci siamo posti degli standard a inizio stagione e cerchiamo di mantenerli. Per un gruppo come il nostro, guardare solo al risultato può essere pericolo e fuorviante. Una prestazione del genere sicuramente ci ripaga di tutto quello che costruiamo in settimana. Ci ripaga dei sacrifici che fanno i giocatori, che mettono da parte il loro ego per metterlo al servizio della squadra. Questo è il tipo di sacrificio che mettono in atto dal giorno del raduno, il 20 agosto, questi ragazzi. Abbiamo cercato di essere aggressivi, se avessimo consentito a Trapani di giocare alla sua maniera, avrebbe messo in campo il suo atletismo e la sua tecnica e non saremmo riusciti ad arginarla. Dovevamo fargli fare dei tiri difficili, uno come Legion di solito tira col 70% da 2 e oggi ha fatto 5/13 dal campo con 14 punti. Dal punto di vista offensivo siamo stati molto disciplinati, loro sono aggressivi sul perimetro e si chiudono bene in area: per metterli in difficoltà abbiamo lavorato per mettere la palla dentro vicino a canestro, abbiamo dato ottimi passaggi a Martinoni e Samuels sotto i tabelloni. Abbiamo approfittato delle loro difficoltà fino a che la partita ha assunto una dimensione non reale. Chiunque è entrato in campo ci ha messo tanta aggressività, sono stati tutti bravissimi. Peccato dover pensare subito al prossimo impegno, l’unico limite del nostro lavoro è il non godersi la vittoria e dover guardare subito alla gara successiva”.

Riguardo alla difficoltà di riprendere il cammino dopo la sosta di Coppa Italia: “Abbiamo fatto una settimana di allenamenti molto gratificante, per me come allenatore. Non per forza ciò sfocia in una partita di livello, però questo è un gruppo che sta bene insieme e non abbiamo sofferto per la pausa della Coppia Italia, così siamo riusciti a partire forte e a condurre la partita che volevamo”.
Sui playoff, ormai a un passo per la sua squadra: “Arrivare a 13 vittorie a cinque giornate dalla fine, essersi garantiti almeno il 50% di vittorie, è un risultato importante. Essere una squadra operaia è l’unico modo di essere per una squadra come la nostra, nonostante la nostra posizione di classifica non dobbiamo mai dimenticare quale sia la nostra identità”.

Sull’applicazione della zona da parte dei rivali, spesso riproposta dagli avversari contro Casale, e il modo di affrontarla da parte di Casale, Ramondino ha speso le ultime battute della conferenza stampa: “Noi ci lavoriamo sempre, su come attaccare la zona. Sapendo che Trapani la usa molto l’abbiamo ‘richiamata’ in ogni allenamento. Quando la affronti, l’importante è il non avere pause nella nell’adeguamento da una difesa all’altra. Insisto molto coi ragazzi sul fatto di continuare a giocare alla stessa maniera sia contro la zona che contro la difesa a uomo. Non è facile, ma ci dobbiamo provare”.

Martinoni ribadisce i concetti già espressi dal suo allenatore: “Sicuramente abbiamo giocato la partita che volevamo: intendevamo partire forti, aggressivi, costringere Trapani ad adeguarsi al nostro ritmo e non adeguarci noi al loro. Nel primo tempo abbiamo giocato in maniera fantastica, poi abbiamo un po’ alzato il piede dall’acceleratore nella seconda parte, però abbiamo vinto facile. Ho avuto più occasioni di finalizzare del solito, questo è stato un merito della squadra, tutti quelli che sono entrati dalla panchina hanno dato il loro contributo”.
Richiesto di un commento sui playoff quasi raggiunti, il capitano rossoblu si esprime con la calma che gli è propria, ma con il piglio da condottiero: “Non siamo più una sorpresa, ma dobbiamo ragionare sul breve. Ora andiamo a Biella per vincere, come sempre. Non devo ricordarvi quanto ci teniamo noi e i nostri tifosi a questa partita. In ottica playoff, credo che nessuno vorrà affrontarci. Ripeto, non siamo più una sorpresa”.

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