Doping, Teodosic: “Non mi servono sostanze per i miei assist”

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Ancora palla a spicchi nel mirino del doping? Parrebbe proprio di sì, sebbene il condizionale sia d’obbligo, dal momento che si tratta di due parti che dichiarano parerei contrastanti. Milos Teodosic contro le regole? Sembrerebbe ci sia il suo nome nella terza lista diramata dagli hacker tramite la violazione dei server di Wada, l’agenzia mondiale antidoping. Vicino al suo nome ci sarebbe quello di Desametasone, sostanza proibita, ma approvata da Wada. Da che parte sta la verità? Impossibile svelarla in una situazione così delicata, ma il play serbo bandiera di Mosca, su Eurohoops ha dichiarato di essere pulito: “Nel gennaio 2016 ho subito un infortunio al collo, di cui tutti sono al corrente, ho anche indossato un tutore per questo motivo. Il medico del Cska mi ha sottoscritto il desametasone, naturalmente solo dopo aver acquisito tutti i permessi e le carte necessarie da Wada”. E alla fine ironizza: “Non ho bisogno di sostanza per fare i miei assists, sono genetici”.

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