White e Jones affossano Cantù: Scavolini in semifinale

La sorpresa sembrava nell’aria e puntualmente è arrivata: la Scavolini compie l’impresa ed espugna il Pianella per la seconda volta in stagione, nella decisiva gara 5 della serie dei quarti di finale. Pesaro gioca la partita perfetta, soprattutto in difesa e trainata dai suoi USA, ma con l’apporto determinante del resto del cast, elimina la Bennet, volando in semifinale, dove l’attende una Olimpia Milano che deve guardare con preoccupazione alla sfida con la Dalmonte-band.

Cantù ha dato l’impressione di terminare la serie sulle ginocchia, non più in grado di imporre la propria difesa, come nei primi due episodi e prevedibile in attacco, con gli uomini di Dalmonte capaci di togliere ai tiratori canturini le loro letture abituali.

E’ stato James White (doppia-doppia per lui a 21pt col 60% dal campo e 10 rimb., più 4 assist per un 28 di valutazione) il protagonista assoluto di serata, ben coadiuvato da Hickman (15pt con 4/8 da tre e 4 assist) e Jumaine Jones (17pt con 5/9 dall’arco e 7 rimbalzi), che ha giocato la partita migliore della serie, non a caso quella decisiva, mettendo triple tagliagambe per la difesa biancoblu. Il quadro non sarebbe completo senza citare un solidissimo Hackett, pur in una serata da 2/6 al tiro, da 8 rimbalzi e 8 falli subiti, un Lydeka da 10 punti e 7 rimbalzi e un Cavaliero che smazza 5 assist ed è fondamentale nel dare il cambio a Hickman gravato di falli.

Cantù si aggrappa a Leunen (14pt e 11 rimb) e Mazzarino (11pt con 2/6 da tre), con un Markoishvili volitivo da 15 punti con 7/13 dal campo, ma paga la differenza di fisicità e di energie rimaste, finendo sotto pesantemente a rimbalzo (28 a 43, con Pesaro che recupera 14 rimbalzi offensivi) e perdendo fluidità in attacco, dove un Perkins ostinato (6pt con 3/14 al tiro) finisce col fare più danni della grandine.

In cronaca: quintetti abituali per i due coach, con Trinchieri che già sa di dover fare a meno di Micov, ancora fuori per il ginocchio. Pesaro apre con l’inerzia positiva delle due sfide all’Adriatic Arena. Hickman due volte e Jones dal parcheggio colpiscono da tre e quando White vola per l’alley-oop in campo aperto dalle mani di Hickman, Trinchieri è costretto al primo time out, sul 4-11 ospite. La Bennet ne esce rinvigorita in difesa, Perkins fa spendere a Hickman il secondo fallo, mentre si mette in partita capitan Mazzarino con 5 punti consecutivi. L’elegante arresto e tiro di Markoishvili ed il contropiede chiuso da Leunen riportano avanti Cantù, 15-13 al 7’ ed il time out stavolta è per Dalmonte. Ritmo in calando nel finale di quarto, che termina in parità a quota 17.

Torna Hickman in avvio di secondo periodo e si fa subito sentire innescando White e segnando di suo. Cantù risponde con un grande Leunen, ma il ritmo è sempre più quello di Pesaro, che comincia a farsi sentire a rimbalzo d’attacco (5 nella frazione) e a 4’ dall’intervallo, sulla schiacciata ancora in campo aperto di White, è avanti di 5, 30-35. Dalmonte rispolvera la match-up zone, ma stavolta la Bennet l’attacca bene, innescando ancora Leunen da tre e un ispirato Markoishvili, che con due giocate di pregio riporta a contatto Cantù, 39-39 all’intervallo.

Ripresa che inizia con i quintetti di apertura. Cantù è molto aggressiva sulla palla, ma capitalizza poco sui recuperi. Per Pesaro Hickman (da 8 metri) e Jones (due volte) sono letali dall’arco, ma il fattore X del quarto diventerà Lydeka: sugli aiuti della difesa canturina, Pesaro punisce innescando il lituano – che ne mette 8 facili con 4/5 dal campo – e chiude avanti 55-60 la terza frazione. Cantù si aggrappa al match con Marconato e Basile, che ha anche il merito di trovare il quarto fallo di Hickman.

L’inizio di quarto periodo divide in due la partita. La Scavolini trova subito inerzia con la tripla di White, che poco dopo regala la terza jam di serata in contropiede per il +10 esterno. Trinchieri toglie Perkins e schiera Markoishvili da play, poco dopo rimette l’ex-Maccabi e va con Leunen da 5, ma Pesaro azzanna la giugulare con le triple di Cavaliero e Jumaine Jones, che brucia l’orologio dei 24” per il +13 a 5’ dalla fine. La Bennet non ne ha più, nonostante gli ultimi sforzi di Markoishvili e Basile, finisce 69-78, con la Scavolini che porta a casa la meritata semifinale.

Per Cantù si chiude una stagione agro-dolce, dalla cavalcata in Eurolega a questa precoce eliminazione, frutto anche del travagliato finale di stagione sotto l’aspetto fisico; ma per i bilanci occorrerà aspettare qualche giorno, il tempo per metabolizzare una sconfitta che, lo si percepisce nei corridoi del Pianella nel dopo gara, lascia tanta, tanta amarezza.

 

Stefano Mocerino

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