Walter De Raffaele: “La Reyer Venezia è obbligata a essere protagonista. Sarà l’anno di Tonut”.

E’ appena rientrato dalle vacanze in California negli U.S.A. con la famiglia e sta trascorrendo gli ultimi giorni di riposo nella sua Livorno, ma coach Walter De Raffaele è già proiettato per l’annata che sta per iniziare con la sua Umana Reyer Venezia. A cinque giorni del raduno del 20 Agosto al PalaTaliercio, in un’intervista sull’odierna edizione de Il Gazzettino, l’allenatore campione d’Italia nel 2017 inquadra la prossima stagione degli oro-granata.

“La società è stata molto brava a riconfermare il nucleo dell’anno scorso nonostante richieste importanti in Europa. Partiremo con otto conferme, non dico sarà un vantaggio ma ci sarà una conoscenza più profonda”.

Le caratteristiche del nuovo roster.
“Duttilità, capacità di cambiar faccia a gara in corso, importante matrice difensiva, intercambiabilità nei ruoli. La poliedricità di Stone sarà al servizio della squadra poi sulla carta potrebbe sembrare tutto semplice, ma non è così.”

Due nuovi arrivati, Marco Giuri e Valerio Mazzola, hanno dichiarato che alla Reyer non si arriva per fare bene ma per provare a vincere.
“Vuol dire che in questi anni si è seminato bene, che gli italiani arrivano per misurarsi in un club cresciuto tanto. Sapendo che prima di tutto viene la squadra. Marco lo conosco bene, si è fatto da solo e ci darà molto. Quest’anno mi aspetto una grande stagione da Stefano Tonut. L’infortunio è alle spalle e, Nazionale a parte, sarà con noi dall’inizio. E’ chiamato a essere protagonista.”

Capitolo Julyan Stone: con il suo innesto che potrà offrire maggiori libertà d’attacco a Haynes, Bramos, Daye e Watt.
“Sappiamo tutti cosa garantisce Julyan ai compagni, il suo altruismo. Lui può ‘rubare’ minuti a tutti, può giocare cinque ruoli di cui quattro pieni e sempre al servizio della squadra. Avremo quintetti altissimi con lui play e piccoli con lui pivot, con Haynes in guardia, Washington da tre. Tutti equilibri da costruire in preseason.”

Ci saranno alte aspettative sulla Reyer.
“Dobbiamo accettarlo. Nei confronti di club, tifosi e città abbiamo la responsabilità di essere protagonisti in tutte le competizioni. Non ho mai amato porre obiettivi ma la Reyer è cresciuta tanto, normale la si guardi con attenzione. Dove ci collochiamo sulla griglia di partenza? Sta agli altri darci una dimensione. Milano è davanti a tutti, forse una delle squadre più forti degli ultimi anni. Dietro Trento per i risultati delle ultime due stagioni e Brescia. Poi Avellino, Bologna, Sassari. Saranno 10-11 in corsa per i playoff.”

Età media di 29,5 anni, 1.626 gare di A alle spalle. Avete guardato anche all’esperienza?
“Abbiamo voluto un roster profondo, di qualità, intercambiabile. L’anno scorso gli infortuni ci hanno ucciso.”

Formula pluriennale nel rinnovare i giocatori, si pensa già alla stagione 2019-2020?
“La solidità di proprietà e presidenza ci permette di programmare. Cerchiamo di muoverci in anticipo. L’obiettivo è creare un linguaggio comune senza mai creare assuefazione. In fase di rinnovo dobbiamo percepire stimoli e motivazioni dai giocatori. Prendiamo Bramos: che giochi in Eurolega o il 3contro3 lo fa sempre con lo stesso impegno, un modello. Il suo 2+1 firmato a 31 anni deriva dalla volontà comune che possa finire la carriera alla Reyer.”