Venezia vuole navigare tra i grandi, la Sutor cerca una scialuppa per tornare a correre per la salvezza.

Domenica alle 18.15 si disputerà la seconda gara interna dei veneti nel loro storico Palasport Taliercio.  Obiettivi diametralmente opposti per le due formazioni sin dall’estate: Play Off per Venezia, salvezza per Montegranaro. I padroni di casa faranno di tutto per conquistare i primi punti sul parquet amico, visto che quindici giorni fa, all’esordio nel palazzo appena ristrutturato e adattato agli standard richiesti in Serie A1, avevano perso contro la capolista Sassari.

Senza dubbio è la favorita e con distacco. Montegranaro non stà attraversando un buon periodo, arriva da quattro sconfitte consecutive, 3 delle quali in casa, dopo aver esordito alla grande in campionato con la vittoria ad Avellino.

Diverse le curiosità statistiche e non sul match. Nelle due squadre ci saranno 2 freschi ex: da una parte Ivan Zoroski, che l’anno scorso fu il miglior giocatore marchigiano, e uno degli artefici della salvezza raggiunta con Coach Valli. Dall’altra parte ci sarà Tamar Slay, reduce da due stagioni in laguna, la prima ha visto il grande campionato vinto dalla Reyer in Legadue, l’anno scorso invece nella tranquilla salvezza conquistata con Mazzon.

 

Quello di domenica sarà il centesimo incontro nella massima serie Italiana con 1052 punti segnati. Tra i veneziani ci sono tre giocatori che storicamente hanno fatto ‘male’ alla Sutor: Clark che l’anno scorso segno 40 punti nelle due gare disputate; Massimo Bulleri, che quando gioca in casa con i gialloblù non perde mai (7 a 0 il suo score) con ancora indelebile il canestro impossibile segnato in penetrazione nello scorso campionato con la casacca BiancoVerde della Benetton. Altra bestia nera è sempre stata Erik Williams che ha sempre spadroneggiato sotto le plance marchigiane. La chiave dell’incontro riguarderà la tenuta dei lunghi di Montegranaro. Ancora non è sicuro chi tra di loro verrà sacrificato nel turn-over degli americani, ma gli indiziati maggiori restano Andrews e Freimans. Se verranno concessi troppi rimbalzi offensivi come a Kotti domenica al PalaRossini, lo scarto al termine della gara potrebbe essere pesante. Tra le fila dei Veneziani non è ancora assicurata la presenza di Erik Williams, che ancora quest’anno non è riuscito a mostrare le sue qualità migliori.

Ecco le dichiarazioni dell’allenatore della Sutor, Carlo Recalcati, nella conferenza stampa della vigilia: “Venezia è una squadra da Eurolega, con un roster molto attrezzato, 3 esterni americani,  Zoroski e Bulleri a cambiarli, e una batteria di lunghi eccellente, anche se Williams forse non giocherà. Ho visto la gara di Cantù in Eurolega, e posso dire che la panchina di Cantù non è così lunga. Persino undicesimo e dodicesimo uomo sono giocatori importanti: uno è stato in Nazionale sperimentale, Magro, l’altro, Rosselli, è uno che lo scorso anno ha risolto diverse partite. Squadra lunga, forte, può sostituire giocatori sottotono e carichi di falli. In questo momento sta raggiungendo un buon rendimento dopo aver fatto fatica, per colpa anche di infortuni, come quello di Bowers, che li hanno limitati. È una squadra” continua, “che va affrontata con buon equilibrio in attacco. Loro amano andare a canestro subito, con pochi passaggi, quindi noi dobbiamo essere pronti a recuperare ed accoppiarci bene. Bisogna cercare soluzioni logiche, andare a rimbalzo offensivo per disturbare le loro aperture, cercare di vietare il contropiede, difendere schierati e alternare uomo e zona per togliere punti di riferimento, ricordandosi però anche della loro forza individuale. Per noi contro un avversario così sarà l’occasione di dimostrare la nostra crescita”.

Recalcati parla poi della situazione della propria squadra, a partire dall’ultima gara persa con Cremona: “Abbiamo giocato male” afferma “ma soprattutto  non siamo riusciti ad essere sotto controllo. Stiamo ancora cercando degli equilibri, abbiamo bisogno di avere la testa nella partita. Se vuoi salvarti e non vuoi recriminare a fine gara, devi giocare: puoi sbagliare, ci sta, ma bisogna mettersi nella condizione di non perdere la testa. Vedo che in squadra c’è difficoltà nel mantenere la giusta attenzione quando ci si presentano situazioni meno gradite, tipo un infortunio o un mancato fischio. Gli errori fanno parte del gioco, non è importante se li commetti tu o un compagno, comunque devi essere lucido, resettare e non farne altri. Speriamo di arrivare in breve tempo a questa preparazione mentale. Penso che una delle cause sia il fatto che diversi giocatori vengono da campionati con qualità molto più bassa e dunque meno pressione. Nel caso di Burns penso che per la prima volta si trovi reduce da un infortunio grave, non è ancora in buono stato e sta provando a convivere con questa realtà. Poi dipende dalla forza mentale di ognuno e lui deve ancora metabolizzare quindi sta soffrendo. Deve capire che a questo punto della carriera è un’occasione per lui che ha grandi qualità per dare una svolta e provare ad arrivare in squadre di prima fascia”.

Il coach conclude parlando della situazione fisica della squadra e quindi della decisione sullo straniero da lasciare fuori: “Ci siamo allenati bene come sempre, non ho nulla da rimproverare. L’unico ad avere problemi è stato Johnson che ha avuto mal di schiena da lunedì ma ci sarà. Per quanto riguarda gli stranieri da convocare” continua, ”Freimans non è escluso a priori ma devo valutare l’impatto che può avere e pensare anche che lavoriamo un po’ in proiezione. È chiaro che se ho in ballottaggio uno che avrò tutto l’anno (Andrews) e uno che va a scadere (Freimanis), devo guardare al futuro e cercare di far migliorare quello che avrò tutta la stagione. Anche Steele era in seria difficoltà dopo due gare, quindi diamo tempo. È chiaro però che se capisco che sulla carta Freimans mi può dare più di Andrews in partita chiamo lui. Se poi quello che scelgo non gioca come ci si aspetta, saprò sempre che la valutazione fatta sarà la migliore possibile”.

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