Una Milano più solida si prende il derby. Johnson esordio col botto, finale in panchina

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E’ dell’EA7 Milano il derby n° 156, più cinica e quadrata in un finale che decide una partita equilibrata, estremamente fisica e ad alto tasso agonistico, di cui nessuna delle due squadre riesce a prendere possesso. Ancora priva di Gentile, la squadra di coach Repesa trova i protagonisti giusti e la distribuzione di responsabilità ideale per sfruttare la propria maggiore profondità, contro un’avversaria che fatica quando deve ricorrere alle rotazioni dalla panchina. La grande partita di McLean (15 con 9 reb e 3 assist per 24 di valutazione) sotto canestro e la regia di un Lafayette (18 e 2 assst) illuminato danno all’EA7 quella sicurezza che permette di trovare le giocate decisive, in un finale che sembrava destinato a prendere la strada di Cantù. L’Acqua VitaSnella si complica però la vita fin dalle scelte iniziali, con la rinuncia di Corbani a Hasbrouck, leader emotivo e difensivo del suo back court (oltre a coprire di fatto tre ruoli) e di dare fiducia a Ross, nel giorno del debutto di JaJuan Johnson in biancoblu. Il roster rimane così ebidentemente corto nel back court, la power unit con Abass da guardia fatica a far girare la palla e quando Hodge deve necessariamente rifiatare, né il capitano, né Heslip sono una valida alternativa nel playmaking. Il canadese oltre tutto incappa nella sua peggior serata (6 con 1/8 da tre), specie quando Cerella (8, 2/3 da tre, +14 di plus/minus) gli si incolla addosso, finendo per sbagliare anche tiri aperti. Ma nonostante un terzo quarto quasi tutto ad inseguire, i brianzoli riagguantano il match trascinati da un Johnson devastante (28, 11/12 da due, 2/5 da tre e 7 reb), è la sua inspiegabile sostituzione a 6 minuti e mezzo dal temine a spalancare la porta per il parziale decisivo di Milano: un Simon (11, 5 reb e 5 assist) non impeccabile per percentuali ma chirurgico, firma il sorpasso dall’arco, perfezionato dalle due triple di Lafayette e da un McLean che abusa di Ross nei pressi del canestro, quando Corbani se ne accorge rimettendo Johnson la partita se ne è già andata.
Peccato per una Cantù che dimostrava di avere tutte le carte in regola per fare suo il confronto, con un inizio travolgente per ritmo e intensità e un Hodge che faceva girare la testa a Cinciarini, con 12 dei suoi 16 punti (anche 5 assist) nei primissimi minuti. Brava Milano a non perdere la testa sul 19-8 interno, anzi sono i padroni di casa a farsi trascinare dalla frenesia che premia gli ospiti, oltre al cambio in regia con un Lafayette subito concentrato. Proprio l’ex Olympiacos e McLean, 16 punti loro sui 25 di Milano nel secondo quarto, girano la partita nel secondo quarto col parziale di 6-18 in 5′, che prepara il vantaggio 36-41 all’intervallo lungo. Cantù inizia ad accontentarsi troppo del tiro pesante – 1/10 nella seconda frazione, 7/30 alla fine – va al riposo avendo tirato,e male, più da tre che da due e soprattutto avendo concesso un insostenibile 10/12 in area agli ospiti nei secondi 10 minuti.
Tutt’altra faccia mostrano i canturini al ritorno dagli spogliatoi, con Berggren (10 più 5 reb) a coprire l’area, sfidando il tiro da fuori di una Milano lontana dal suo 41% abituale (9/28 EA7 dai 6.75). Con Johnson che diventa il primo terminale offensivo, colpendo dalla media e da oltre l’arco oltre a spostare gli equilibri in vernice i biancoblu si rifanno sotto e sorpassano subito, entrando nel quarto di coda. La seconda tripla del lungo da Purdue porge il +4, rintuzzato dalla tripla di Cerella, che aveva interrotto dai 6.75 anche il parziale casalingo nel primo quarto, nel quintetto alto di Corbani. Ciò che non si poteva pensare è che proprio Johnson fosse il sacrificato per lasciare spazio a un Ross abulico e avulso dalla squadra, specie quando si trova per le mani palloni importanti. Evidentemente scarica, l’Acqua VitaSnella non ha le energie per risollevarsi dal -8 cui sprofonda sul 63-71 a 2 minuti dalla sirena, tanto meno dopo il secondo siluro di Lafayette e la schiacciata di McLean che mandano i titoli di coda.
Milano coglie dunque un’affermazione importantissima in campionato, per fiducia e peso specifico giocando senza capitan Gentile, Cantù dimostra di essere tutt’altra squadra con i nuovi innesti, ma paga la panchina corta e male assortita, dubbi che torneranno sicuramente d’attualità già Domenica prossima, dove facilmente si rivedrà Hasbrouck a cambiare gli esterni.
MVPOliver Lafayette (18, 4/5 da due, 3/8 da tre, 1/2 TL, 2 reb, 2 recuperi e 2 assist, 17 val.) gioca la sua migliore partita per approccio e leadership. Mette un limite all’Hodge dominante dell’inizio e sale pian piano in cattedra anche in attacco, sia per gestione di un ritmo che non fa più correre Cantù, sia per i canestri decisivi che segnano il finale. Un playmaker così può cambiare parecchio il destino della stagione di Milano

Statistiche e tabellini:
Tiri da due: Cantù 21/33, Milano 20/35
Tiri da tre: Cantù 7/30, Milano 10/24
Tiri liberi: Cantù 8/10, Milano 12/12
Rimbalzi: Cantù 34 (7 off.), Milano 38 (8 off.)
Assist: Cantù 13, Milano 19
Palle perse: Cantù 10, Milano 18
Palle recuperate: Cantù 4, Milano 3
Stoppate: Cantù 4, Milano 4
Punti quintetto: Cantù 64, Milano 44
Punti panchina: Cantù 7, Milano 34
Valutazione Cantù 79, Milano 84
Acqua VitaSnella Cantù – EA7 Milano 71-78 (24-16, 36-41, 53-54)
Acqua Vitasnella Cantù: Berggren 10,Abass 4, Heslip 6, Ross 3, Zugno ne, Nwohuocha ne, Wojciechovski 2, Cesana, Johnson 28, Tessitori 3, Hodge 16. All.: Corbani
EA7 Milano: McLean 15, Lafayette 18, Amato ne, Cerella 8, Pecchia ne, Magro ne, Cinciarini 7, Jenkins 4, Hummel 8, Barac 7, Simon 11. All. Repesa.
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