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Salta ancora il fattore Pianella. Roma a un passo dalla semifinale

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Mbakwe Trevor RomaDoppio shock sulla collina di Cucciago. Cade ancora il Pianella, violato 62-64 in gara 2 di quarti di finale dall’Acea Roma, che da Sabato avrà il doppio match point sulla racchetta per eliminare l’Acqua VitaSnella Cantù dai playoff. Partita “brutta, sporca e cattiva”, con un secondo tempo a chi sbaglia di meno (23-25 pro Virtus il parziale di terzo e quarto periodo), che i capitolini portano a casa grazie in primis ad un linguaggio del corpo decisamente più aggressivo e ad uhna esecuzione del piano partita difensivo che replica quella di Gara 1, impedendo a Cantù di correre per 40′ e chiudendo sistematicamente con gli aiuti le penetrazioni degli esterni canturini.

Con VitaSnella che muove la palla con una lentezza easaperante (12 assist e 13 perse), priva di idee ed esegue tutto con un secondo di ritardo (dato riflesso dalle pessime percentuali, 41.9% da due e 29.2% da tre), la squadra di Dalmonte, pur non bella in attacco (18 perse), ha buon gioco nel rimanere attaccata alla partita fino ai possessi conclusivi, dove i canestri di Jones in transizione da rimbalzo difensivo e Hosley in 1vs1 segnano i punti cui Cantù non riesce a replicare. Imbarazzanti gli ultimi 5′ della formazione di Sacripanti, con l’attacco ingessato e preda dell’ansia, letteralmente immobile fino alla soluzione estemporanea dei singoli, che non sa capitalizzare neppure gli extra possessi dell’antisportivo a Baron e soprattutto del tecnco a Mbakwe a 2′ dal termine. 

Quinton Hosley, Acea RomaEmblematici i due possessi per pareggiare/vincere il match, con Gentile che consegna letteralmente la rimessa dal fondo ai giallorossi e l’ultima azione dove in 15 secondi VitaSnella non riesce a produrre un tiro logico.

Sui 40′ si è trattato di un match molto simile a gara 1, con i padroni di casa che non riescono a trovare mai ritmo offensivo, grazie alla pressione di una Virtus che manda subito Lollo D’Ercole sulle tracce di Ragland (17, 2/6 da tre, 4 assit) per togliere lucidità al playmaker biancoblu. Il mancino da WSU risponde con un primo tempo di pura voglia (13 i suoi punti all’intervallo), dove però è l’unico dei suoi a vedere il canestro con continuità, eccezion fatta per i 10 punti di Uter (che non segnerà nella ripresa ma aggiunge 12 rimbalzi) a cavallo dei primi due quarti, dopo che un Cusin del tutto fuori partita commette il 2° fallo dopo 2′. Roma però non si fa sorprendere, esegue un attacco con molto più movimento di palla giocando con 4 esterni tra cui il rientrante Mayo (7 e 2 assist in 18′) e trova spesso i tagli in backdoor dal lato debole, che la difesa canturina non identifica per tempo. In vernice Mbakwe è dominante (15 e 11 rimbalzi di cui 6 offensivi) e se c’è una squadra che dà l’impressione di poter prendere in mano il match è proprio l’Acea, più precisa sia dal perimetro (5/13, con le triple che arrivano tutte nei primi 20′) che da due (20/37, 54.1%). Baron (6 con 2/5 da tre) stavolta non è un fattore, Jones lascia il segno in difesa, ma non morde di là, oltre al centro da Minnesota è Quinton Hosley (16, 7/11 da due e 3 reb) a far pendere la bilancia dalla parte capitolina, mettendo in crisi un Aradori (14, 3/5 dal campo) che si segnala per un paio di triple a cavallo del riposo, ma soffre per tutta la partita la superiore fisicità dell’ex-Sassari.

La Joe Ragland, Acqua Vitasnella Canturipresa consegna un match davvero bruttino, spezzettato tra l’altro dalla terna guidata da Sabetta che mostra subito di avere poche idee riguardo al metro da adottare, e per giunta pure confuse, finendo per scontentare tutti. Mbakwe si mangia letteralmente Cusin costringendo Sacripanti a toglierlo di partita, Cantù ha il suo momento migliore quando Gentile (11, 2/4 da tre e 2 assist) si accende, ma soprattutto quando Sacripanti, all’inizio del quarto di coda gioca la carta dei 4 piccoli togliendo un Leunen (0 punti n 34′, con 0/7 dal campo e solo 2 reb) per dire poco anonimo, per schierare da 4 un Abass che non produce tantissimo statisticamente, ma porta in campo una grinta che non si è vista in tanti compagni. Ma VitaSnella non ha la lucidità per azzannare la partita alla giugulare, è il tema della serie finora, il coach canturino rinuncia al quintetto piccolo e nei 5′ finali va a segno solo con 4 liberi di Aradori, mentre Mbakwe pareggia a 58 con la schiacciata in tap in e Jone s e Hosley metton i punti del successo finale.

La serie non è chiusa, ribadirà Dalmonte in conferenza stampa, ma Cantù è qualcosa più che con le spalle al muro, costretta a vincere due volte nella Capitale, in un momento in cui appare priva di idee e di mordente per poter ribaltare l’andamento stagionale in trasferta. Roma, col suo basket di pura volontà, anche senza avere una stabilità tecnica tale da imporre il proprio gioco, si trova servita la possibilità di accedere ad una semifinale cui pochi credevano prima del via alla postseason. Se non sarà VitaSnella dare una scossa tecnica alla serie, leggi ritmo più elevato e gioco in transizione, l’impressione è che la stagione dei brianzoli sia destinata a chiudersi nella Città Eterna.

MVP: Quinton Hosley (16, 7/11 da due, 0/1 da tre 2/2 ai liberi, 3 reb, 14 di valutazione) interpreta da par suo i due spot di ala, stravincendo il duello sia contro Aradori che contro Leunen

Acqua VitaSnella Cantù – Acea Roma 62-64 (19-22, 39-39, 52-52)

Acqua VitaSnella Cantù: Abass 2, Uter 10, Rullo ne, Leunen, Jenkins 5, Marconato, Ragland 17, Buva 3, Aradori 14, Cusin , Gentile 11. All. Sacripanti

Acea Roma: Goss 4, Jones 8, Reali ne, Tonolli ne, Righetti ne, D’Ercole 3, Hosley 16, Baron 6, Szewczyk ne, Moraschini 3, Mbakwe 15, Kanacevic 2. All. Dalmonte

Punti quintetto: Cantù 36, Roma 46

Punti panchina: Cantù 26, Roma 18

Tiri da due: Cantù 13/31, Roma 20/37

Tiri da tre: Cantù 7/24, Roma 5/13

Tiri liberi: Cantù 15/18, Roma 9/11

Rimbalzi: Cantù (27, 11 off.), Roma (32, 10 off.)

Assist/perse: Cantù 12/13 , Roma 10/18

Valutazione: Cantù 60, Roma 63

 

Stefano Mocerino

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