Road to Final8 – I campioni d’Italia della Reyer Venezia a Firenze per essere protagonisti e vincitori.

Dopo l’incredibile vittoria a Giugno dello Scudetto, coach Walter De Raffaele va a caccia del suo secondo trofeo del suo ciclo da allenatore con l’Umana Reyer Venezia. La Reyer andrà di scena a Firenze da quarta testa di serie contro la quinta, la Fiat Auxilium Torino. Nonostante una stagione di alti e bassi dal punto di vista delle prestazioni, la compagine lagunare ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter in gara secca essere superiore a qualsiasi avversario.

STORIA

Quinta partecipazione consecutiva per il team oro-granata, sesta negli ultimi sette anni. Finora si è sempre fermata alla prima partita nei Quarti di Finale (2012 contro Pesaro, 2014 e 2015 contro Brindisi, 2016 contro Milano, 2017 contro Brescia).

LO STATO DI FORMA

Dopo un pessimo Dicembre frutto di sei sconfitte di fila stagionali, gli oro-granata hanno trovato la sveglia con la vittoria su Sassari a Santo Stefano, la prima di sette affermazioni in otto partite di campionato, e arrivano a Firenze forti del primo posto in coabitazione con Avellino e Milano. Ma la Reyer ha assaporato anche la sorprendente eliminazione dalla competizione europea FIBA Champions League dove l’anno scorso raggiunse le storiche Final Four ed è stata “retrocessa” a giocare la Fiba Europe Cup. Se la vedrà nel Round of 16 a Marzo contro gli ungheresi dell’Egis Körmend Hivatalos.

PUNTO DI FORZA

Il principale è quello del gruppo per nulla stravolto dopo che nella passata stagione ha vinto lo Scudetto e la profondità dell’attuale roster è ai livelli di Milano e Avellino. Venezia ruota attorno al tiro da tre punti con un numero assoluto di specialisti di quantità e qualità come Michael Bramos, MarQuez Haynes e Dominique Johnson senza dover citarli tutti. Poi vi è la tenuta mentale, con l’estrema fluidità e coralità del gioco; non c’è giocatore che abbia dimostrato di essere il singolo trascinatore e un proprio go-to-guy ad eccezione fatta forse di Gediminas Orelik che fino al tragico infortunio patito a Milano era, se non il miglior giocatore della squadra, una pedina fondamentale nello scacchiere di Walter De Raffaele. Al suo posto è giunto Austin Daye, estremo talento offensivo ma che ha sacrificato per la formazione veneziana qualcosa in termini di circolazione del pallone. Le Final Eight di Firenze saranno un buon banco di prova per verificare la bontà di questa scelta.

PUNTO DEBOLE

Due sono i problemi maggiori di Venezia, difesa al ferro e la percentuale ai liberi: nella metà campo difensiva la squadra sta crescendo ma continua a concedere troppo, 78.6 i punti subiti per gara, molti dei quali concessi con troppa facilità in seguito a possessi difensivi blandi e mancanza di concentrazione; in lunetta invece i lagunari tirano con il 72.4%, una scarsa percentuale per chi vuole essere nei primi posti della classifica e già più volte nell’arco della stagione le imprecisioni a cronometro fermo sono costate diversi match giocati sul filo di lana alla Reyer. Non sempre, poi, la Reyer è in grado di superare le difficoltà che le si presentano nell’arco della gara e giocare sotto al suo ritmo.

OBIETTIVO

Quello minimo è cercare finalmente di superare “la bestia nera” del Quarto di Finale, mai oltrepassato da quando la Reyer partecipa alle Final Eight. Per farlo, gli oro-granata devono sconfiggere Torino che non sta attraversando un periodo non semplice, ma che comunque non è da prendere sotto-gamba. La squadra oro-granata ha comunque tutte le possibilità per assicurasi il primo trofeo stagionale a Firenze.

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