Reggio Emilia, parla il vicepresidente Paterlini: C’è mancanza di coesione nello spogliatoio

aradori, needham, reynolds, kaukenas, williams reggio emilia 2017-02-21

Crisi Reggio Emilia? Ivan Paterlini, vicepresidente della Grissin Bon Pallacanestro Reggiana, analizza con Linda Pigozzi de La Gazzetta di Reggio, la difficile situazione della squadra dopo la sconfitta arrivata lunedì sera contro la Mia Cantù. Il dirigente inquadra nello spogliatoio le cause di un periodo non proprio roseo per la squadra emiliana.

Ecco l’intervista completa.

«Seguo gli allenamenti – spiega – ma non prendo più decisioni. Ecco perché ora non vorrei mai essere la presidente. So che oggi (martedì, ndr) Maria Licia Ferrarini incontrerà i giocatori per un colloquio, vediamo cosa ne uscirà e come andranno poi le cose».
Il momento è pessimo, inutile nasconderlo…
«Lunedì ho visto malissimo la squadra. Siamo ancora nel tunnel. Il team è insicuro ed è la brutta, bruttissima, copia di quello che all’andata era stato capace di vincere sette gare di fila».
Cosa è successo da allora?
«Non riesco a capacitarmi di questa situazione, né trovare una spiegazione soddisfacente. Tanti giocatori hanno perso smalto, non hanno più voglia di combattere. Bisogna andare nello spogliatoio e ribaltare tutto».
Il problema è nello spogliatoio?
«Sì, c’è qualcosa di grave e la squadra non riesce più a ripartire. Amedeo Della Valle viaggia a corrente alternata, Pietro Aradori, il nostro capitano, non è più lui. E i nuovi…ancora non si capisce».
Parliamo comunque di buoni giocatori…
«I nuovi mi piacciono entrambi, certo. Williams è un buon giocatore. Reynolds è un po’ falloso, ma ha tante potenzialità e andrebbe instradato. Non ho capito perché lunedì sera abbia giocato così poco».
Il problema è nel manico? Menetti sta rischiando?
«Non credo. E comunque spero di no. Non c’è solo lui a guidare la squadra. Allo staff ripeto sempre: “Siete in tre”. Speriamo in una reazione».
È la prima volta dopo anni che sembra aver perso l’ottimismo che l’ha sempre contraddistinta…
«Purtroppo non sono ottimista. Quella contro Cantù avrebbe dovuto essere la partita della scossa e invece ho visto ancora la squadra molle della gara precedente (con Trento, ndr)».
Cosa s’è rotto?
«Se solo lo sapessi…Il punto è che non lo sappiamo, davvero. Per saperlo dovrei parlare con tre-quattro giocatori, cosa che lascio fare alla presidente, sperando che ne venga a capo alla svelta».
Se ne sarà comunque fatto un’idea.
«A me sembra mancanza di carattere e soprattutto di coesione. Insisto su questo punto: sulla totale mancanza di coesione di questa squadra. Non tutti sono disposti a lottare per i compagni. Prima si compensavano, mentre ora….».
L’inserimento di Rimas Kaukenas è andato forse a spezzare qualche equilibrio?
«No comment. Dico solo che ho un profondo amore tanto per lui quanto per Della Valle e Aradori. Spero che la situazione si risolva perché qui anche i playoff sono diventati a rischio».
Dietro l’angolo c’è Avellino. Un big match il cui risultato potrebbe andare a inficiare il prosieguo della stagione. Come la vede?
«Non sarà una gara facile. Ci sarà da soffrire e spero non da piangere. Siamo a un punto di non ritorno, bisogna soltanto stare concentrati per centrare l’obiettivo. Anche Avellino non è in un buon momento, speriamo soltanto (sorride, ndr) che il suo sia anche peggiore del nostro ».
Lei è spesso presente agli allenamenti, c’è tensione?
«In realtà vedo bene i ragazzi durante gli allenamenti. Si impegnano, mettono energia e intensità. È in partita che poi la squadra si scioglie e continua a perdere».
E nel contempo in città le polemiche crescono, così come la delusione.
«La delusione è tanta, non la nascondo neppure io. Mi dispiace per Stefano Landi che mette tanti soldi e un’infinita passione nel club e che in questo momento sta raccogliendo amarezze. Siamo tutti delusi adesso. Ci vorrebbero un paio di vittorie e poi il pubblico tornerebbe ad affezionarsi alla squadra. Mi sento però di dire che non è ancora tutto perduto. Per questo vorrei mandare un messaggio ai nostri tifosi».
Quale?
«Li saluto dicendo loro di tenere duro e di non mollare. Di momenti difficili la squadra negli anni ne ha attraversati tanti. I nostri ragazzi però non ci hanno mai deluso e spero, spero tantissimo, che non lo facciano neppure stavolta. Voglio essere fiducioso».