Raduno Reyer, parla coach De Raffaele: “Lo Scudetto ci deve dare umiltà e fame per affrontare la nuova stagione.”

Walter De Raffaele, Reyer Venezia

Per coach Walter De Raffaele il primo giorno di scuola da capo-allenatore con l’Umana Reyer Venezia è sempre speciale, ma quest’anno in modo diverso perchè si difende lo Scudetto.

“Si inizia in un modo diverso dal solito perchè dietro c’è stata una stagione fantastica con lo scudetto vinto e una buonissima stagione europea, quindi una stagione complessivamente indimenticabile. Si inizia con una carica e una responsabilità diversa, ma bisogna cominciare con le stesse umiltà e fame perchè sarà una stagione molto difficile livellata con molte squadre importanti verso l’alto. L’anno scorso in tanti non ci davano favoriti, noi dovremo portarci dietro la fame e l’umiltà con l’obiettivo di competere ad alto livello e di essere protagonisti. Il campo come sempre darà tutte le risposte, a me non piace fare proclami o grandi discorsi, ma mi rendo conto che il campionato sia di livello molto più alto con almeno sette-otto squadre in grado di fare bene: Trento, Torino, Milano che è un passo davanti a tutti, Sassari, Virtus Bologna, Reggio Emilia… più le solite sorprese. Sarà un campionato tosto.”

Si può dire che sia stato cambiato il giusto in questa Reyer 2017-2018? “Aldilà di chi ha scelto di andare via abbiamo cambiato nella struttura, la squadra sarà secondo me meno fisica e un po’ più tecnica, abbiamo un pacchetto lunghi diverso e intercambiabile dove il sistema di gioco e lo sviluppo dei giocatori singoli porterà delle modifiche durante la stagione perchè credo che il modo di giocare aiuti a fare delle buone stagioni e questo ci aiuterà a cambiare delle cose, così come il pacchetto dei piccoli non sarà più lo stesso dello scorso anno e dovremo valutare le condizioni di Stefano Tonut. E’ una squadra tutta da scoprire secondo me e da allenare in questo primo mese, si evolverà tecnicamente.”

Manca l’ultimo giocatore… “Con la società siamo molto attivi, credo che sia importante valutare quelle che possono essere occasioni dove si possa fare investimenti sui giocatori che poi possono essere utili a livello di situazioni pluriennali ma soprattutto credo sia importante ora che c’è la possibilità, non avere fretta di valutare ciò che serve realmente a questa squadra perchè sia da quello che si è creato e dalla situazione di Tonut, c’è il pericolo di fare le cose con molta fretta. Bisogna capire gli incastri, i giocatori non sono figurine e gli equilibri possono essere anche messi con un semplice crack.”

Hai menzionato Tonut un paio di volte… “ Stefano non sta bene, è uscito male dalla Nazionale. Lo staff medico relazionerà sulle sue condizioni e sulle scelte che saranno fatte su di lui, certamente non è una situazione felice. Purtroppo è sempre il problema dell’ernia a cui si è operato a inizio di Gennaio.”

Per Walter e la squadra non sarà un inizio facilissimo: le deficitarie condizioni di Tonut, manca sempre l’ultimo acquisto, non si sa quando arriverà Biligha… “E’ la storia della mia vita… Non c’è mai niente di facile, dobbiamo trasformare in positivo le cose che succedono. Il positivo è la possibilità di capire se può servire un giocatore anziché un altro, sul discorso di Biligha siamo tutti contenti che possa partecipare agli Europei per lui e per noi, includiamo anche Filloy che ha raggiunto la Nazionale dopo la stagione passata con noi. Per il resto, magari non saremo al 100%, non ci sarà la chimica giusta, ma non posso far niente di diversamente… si aggregheranno con noi per il ritiro di Alleghe tre giovani giocatori lituani per darci una completezza di squadra e cercheremo di portare più avanti le nostre cose. Sul resto non si può far niente. Inizio difficile, cercheremo di farlo nel migliore dei modi.”

Alla domanda dei giocatori che hanno lasciato la Reyer e che hanno cambiato maglia nel corso dell’Estate anche in modo burrascoso (ad esempio Julyan Stone), il coach oro-granata precisa. “Lo dico ora poi non ci torno più: su chi c’è stato io penso che non ci sia peggiore o migliore, ognuno ha scelto di sua spontanea volontà di lasciare il progetto Reyer di quest’anno e liberissimi chi per un motivo chi per un altro di farlo. La scelta è stata dei giocatori perchè la società ha fatto di tutto per proporre delle cose ai giocatori che se ne sono andati, abbiamo firmato giocatori che per noi erano comunque prime scelte e che seguivamo negli anni passati c’è stata la possibilità di prenderli e poi ognuno fa la propria strada, questo è un lavoro dove ci sono occasioni professionali e umane, si valutano come meglio si crede. Sono giocatori diversi quelli che abbiamo preso, saremo forse una squadra diversa rispetto allo scorso anno con meno atletismo, ma scopriremo durante le prime giornate e le prime amichevoli e i tornei di riuscire a prendere qualcosa di diverso da loro: faccio l’esempio di Ejim arrivato da noi come ala piccola, è andato via che giocava anche da n°5. Normale che nell’evoluzione dei giocatori ci siano dei cambiamenti. Comunque siamo contenti di chi è rimasto e di chi ha sposato questo progetto, contenti di chi è arrivato perchè l’abbiamo voluto fortemente. Adesso bisogna valutare attentamente queste situazioni perchè portano a dei tipi di scelte. Stone è un giocatore difficilissimo da replicare dal punto di vista tecnico, giocatori uguali non ce ne sono ed è quindi importante capire effettivamente dove serve il nuovo acquisto. Niente frenesia per firmare giocatori che potrebbero dare letture diverse.”

Si cercherà di dimenticare lo scudetto vinto a Giugno? “Ognuno deve sentirselo un po’ suo per come preferisce, ognuno si gestisce come vuole. Come ho già detto nessuno ce lo leverà mai, deve riempire i cuori e le menti dei nostri tifosi per i prossimi 20 anni, deve portarci responsabilità, orgoglio perchè lo portiamo sulla maglia almeno fino a Giugno del prossimo anno e ci deve dare carica e umiltà per essere più affamati di prima che è un po’ una contraddizione ma in realtà è quello che i giocatori che ci sono stati passino ai giocatori appena arrivati. La forza qui è quella di non sacrificare il gruppo per nessuno, all’interno ognuno ha fatto il protagonista. Da noi non c’è mai sempre stato un singolo Mvp, ma sempre diversi. Alla fine il campo dirà la verità.”

Obiettivi per la stagione? “Non me ne pongo e non mi riesce darne. L’obbligo è essere competitivi.”

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