QR Eurolega: Cantù stacca il biglietto per il ‘piano di sopra’

Impeccabile. Solo così si può descrivere la partita con cui la Mapooro batte il LeMans 80-66 nella finale dei Q-Rounds di Desio e stacca il biglietto per l’Eurolega 2012/13. Cantù gioca la sua partita più continua per concentrazione ed applicazione difensiva, controllando il ritmo partita per tutti i 40’, senza mai lasciare la minima illusione agli avversari. Vittoria di squadra, a riprova di quella mentalità comune evocata ieri da coach Trinchieri, dove ogni giocatore contribuisce alla causa, mantenendo costante l’intensità a prescindere dal quintetto in campo.

Primus inter pares, senza dubbio MVP della partita, un Maarty Leunen (15, 6/7 dal campo e 5 rimbalzi), che nel secondo tempo diventa il punto di riferimento della squadra, nonché killer dalla mano fatata per la sua precisione dal perimetro (3/4). Con lui un Pietro Aradori (12, 5/8 dal campo, 4 assist) che sembra tornato quello dei bei tempi di Biella, chirurgico da fuori e bravo ad usare il fisico spalle a canestro ed un Jerry Smith (7 con 2 assist), meno protagonista in attacco, ma lucidissimo, insieme a Jonathan Tabu (9 con 2 assist e 5 falli subiti) nella gestione della squadra e nella difesa su Khalid El-Amin. Complessivamente solidi Cusin (11, 5/6 dal campo, 3 rimbalzi) e Tyus (8 con 4/4 dal campo e 4 rimbalzi), sempre pronto ad affondare le mani nel canestro avversario, mentre capitan Mazzarino illumina il parziale che chiude la partita a fine terzo quarto con l’immancabile tripla e le sue letture in attacco. Da segnalare i 10 con 4 rimbalzi e 3 assist di un Markoishvili, che lotta con le percentuali tutta sera (4/15), ma non tralascia di mettere un paio dei suoi autografi sul successo canturino.

Gli uomini di coach Jackson hanno provato a metterla sul piano a loro più congeniale, quello muscolare, sprecando però dalla lunetta (17/29) i benefici ottenuti e non riuscendo mai ad impensierire Cantù sul perimetro (1/12 da tre), finendo per giocare la partita che voleva Trinchieri. Batista chiude a 15 (ma 6/16 dal campo) e 6 rimbalzi, ma l’asse con Khalid El-Amin (8 con 2/10 dal campo e ‘solo’ 2 assist), che aveva permesso ai francesi di abbattere Kazan, non si ricrea e l’attacco arancione si riduce ad una serie di isolamenti ben arginati dalla difesa avversaria. Fuori partita Long, impreciso persino dalla lunetta, Charles Kahudi e Cuthbert non incidono e la panchina produce troppo poco per coltivare qualsiasi ambizione.

In cronaca . Avvio sprint di Cantù, con Aradori che non perdona dalla distanza e Smith che lascia sul posto El-Amin e piazza una schiacciata terrificante, costringendo Jackson al time-out sul 9-4 interno. Batista prova a sfruttare la sua tecnica sotto canestro, ma Cantù apre il gas con le triple di Leunen a rimorchio e Markoishvili in transizione e vola via con il primo vantaggio in doppia cifra, 17-6 dopo 6’. Cantù protegge l’area e, quando può, corre in contropiede, con Tyus che scalda il pubblico con la jam a una mano, ma tenendo sempre bene in mano il controllo del ritmo. I biancoblu cominciano a caricarsi di falli, con Brooks che si vede fischiare un tecnico non capitalizzato da LeMans (0/4 dalla lunetta e tripla sbagliata sull’extrapossesso), ma chiudono il quarto con una perla di Markoishvili per il 23-12 di fine periodo.

Ancora contropiede per Cantù ad inizio secondo quarto, con un brillante Tabu, timida reazione dei francesi con Long e Sy, poi Aradori, canestro e fallo, e Cusin scrivono il +15 di metà frazione, 34-19. I biancoblu seguono alla lettera il piano partita, concedono il minimo sindacale all’atleticità degli arancioni, pagando qualcosa al metro arbitrale, con i tre falli a testa di Leunen e Brooks e i due di Smith e Tabu. Ai francesi manca però totalmente il tiro pesante e le orride percentuali ai liberi non aiutano. La Mapooro rimane in controllo della gara, potrebbe addirittura avere margine più ampio, considerando gli errori aperti dal perimetro di Mazzarino e Brooks, ma chiude comunque avanti 44-28 il primo tempo, con gli squilli di Tyus e Aradori.

E’ ancora il bresciano ad aprire il terzo quarto con un pregevole isolamento spalle a canestro, Smith da tre e Brooks con il canestro e fallo tengono Cantù a +16, 52-36 dopo 4’, scontando però il quarto fallo di Cusin ed il terzo dell’ex-Louisville. I problemi di falli alterano le rotazioni di Trinchieri, i biancoblu accusano un passaggio a vuoto, con i francesi improvvisamente più reattivi sulle 50/50 balls e a rimbalzo d’attacco, cosa che permette loro di riavvicinarsi sul 52-44, grazie ad un parziale di 8-0. Tabu interrompe la siccità con una coraggiosa tripla da fermo, poi è la volta della vecchia guardia: Markoishvili trova il capitano in angolo per l’unica, ma quanto mai pesante tripla della sua partita, poi è lo stesso Mazzarino, in penetra e scarica , a trovare Leunen due volte sul perimetro per il long two e la tripla che spezzano in due la partita. Il rocambolesco canestro di Tabu, con il salvataggio-assist acrobatico di Tyus dalla linea di fondo, è il segno che il dado è tratto.

Cantù si inerpica fino al +22, in apertura di quarto periodo, sul pick’n’roll Smith-Cusin, chiuso dal 2+1 del friulano. Stavolta i biancoblu risparmiano al proprio coach l’arrabbiatura della semifinale e quando i francesi tentano di rialzare la testa sul –14, 73-59 dopo un parziale di 7-0, ci pensa un sontuoso Leunen, con la tripla in faccia a Victor allo scadere dei 24” a chiudere ogni discorso. Il resto è garbage time, con LeMans che aggiusta il punteggio nell’ultimo minuto fino all’80-66 finale. La Mapooro festeggia in mezzo al campo il raggiungimento del proprio secondo obiettivo in sei giorni, in questo avvio di stagione denso di emozioni, un traguardo che mantiene la società nell’elite del basket continentale. Senza dimenticare che qui siamo in Brianza: domani giorno di (meritato) riposo, poi subito al lavoro. Martedì arriva Venezia dell’ex-Marconato e di coach Mazzon e sarà già tempo di pensare al campionato.

Stefano Mocerino

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