L’orgoglio di Cantù stende il Khimki

La Mapooro Cantù rinasce in Eurolega sconfiggendo il Khimki 67-54 al termine di una partita durissima sul piano fisico, grazie alla migliore prestazione difensiva stagionale. Gli uomini di Trinchieri girano il match dopo un primo quarto di chiara marca gialloblu, concedendo la miseria di 33 punti agli avversari nei tre periodo successivi. Cantù domina anche la battaglia a rimbalzo, 40-26 il dettaglio, e porta a casa lo scontro in vernice, grazie al ritorno di un Marko Scekic (8 e 3 rimbalzi) che, aldilà delle cifre, mette su un clinic difensivo contro i lunghi ospiti, non rinunciando a farsi trovare pronto quando i compagni lo cercano sul pick’n’roll.

Con lui protagonista un grande Pietro Aradori, che fornisce l’abituale fatturato offensivo (13 con 2/3 dai 6,75 e ben 8 rimbalzi), oltre ad una prova generosa in difesa sul temuto Planinic (10 con 7 assist), che incide davvero soltanto nel primo quarto di gioco. Maarty Leunen (9 con 3/4 da tre e 5 rimbalzi) e Jerry Smith (10 con 4/6 da due) forniscono le risposte di cui la squadra aveva bisogno, il primo con una prestazione chirurgica al tiro e di grande sostanza in difesa, oltre a ritrovare il ruolo di playmaker occulto nella metà campo d’attacco, il play da Louisville con una partita di grande concentrazione in regia, superando con carattere le difficoltà iniziali, pur non trovando la misura dall’arco (0/4). Ogni uomo in campo porta il suo mattone, Markoishvili (6 punti, 2/10 dal campo) e Tabu (3 con 1/5), entrambi in una serata problematica al tiro, smazzano 4 assist a testa, Brooks (6 e 3 rimbalzi), molto bene da numero tre assieme a Leunen e Scekic, con l’abituale iniezione di energia nei momenti chiave della partita.

La squadra moscovita, orfana di coach Kurtinaitis rimasto in patria per un lutto familiare, regge in sostanza per un quarto, quando può imporre la fisicità di Loncar (8 e 5 rimbalzi) e Augustine (8 più 6) contro Cusin e Tyus oggi sotto tono, e sembra poter sfruttare la fisicità di Fridzon e K.C. Rivers (10 e 7 punti, entrambi con 3/9 dal campo), che sbatteranno contro la difesa biancoblu nel resto dell’incontro.

In cronaca. Cantù parte lanciata con le triple di Mazzarino e Leunen, poi si scatena Planinic, che illumina l’attacco gialloblu facendo contenti tutti i compagni. Fridzon e Rivers allargano il campo dall’arco, facilitando il lavoro dei lunghi. Entra Monya e un paio dei suoi lampi fissano il parziale del primo periodo sul 14-21 esterno.

Aradori scuote l’attacco di casa con la tripla all’inizio del secondo quarto, aprendo il 13-0 che ribalta la partita. Il coast to coast di Brooks impatta a 23, la tripla di Leunen mette avanti Cantù, che con Scekic in campo riprende il controllo in vernice e a rimbalzo. Il centro serbo scrive il +4 dalla lunetta prima di uscire tra gli applausi del PalaDesio. Torna Planinic e rivitalizza l’attacco gialloblu, ma la Mapooro tiene la testa avanti, grazie anche all’ingenuo tecnico per proteste preso da Loncar. All’intervallo lo score dice 35-32 Cantù.

L’avvio di ripresa vede l’unico lampo offensivo di Cusin, con il 2+1 a spese di Rivers, prima di commettere il 4° fallo uscendo sostanzialmente dalla partita. I biancoblu muovono discretamente la palla, colpendo dall’arco ancora con Leunen e con l’unica tripla di Tabu, ma pagano con i troppi falli in difesa. Trinchieri ripropone il quintetto ‘big’, con Brooks da ala piccola ed è la zingarata al ferro dell’ex Penn State a scrivere il primo vantaggio interno in doppia cifra, 51-41 al 28’. Ancora il suo jumper da centro area ed il buzzer beater di Tyus consegnano il 55-43 di fine terzo quarto.

Il Khimki prova a scuotersi in avvio di quarto periodo, trovando il –8 sulla tripla di Vyaltsev. Cantù pensa troppo prima di eseguire, entrando tardi nei giochi d’attacco, ma tiene alla grande dietro, fino alla fiammata generata dal bruciante 1vs1 di Smith e dalla tripla di Markoishvili per il 61-48 a 4’ dalla fine. I biancoblu controllano il ritmo, sigillando di fatto il match sul 2+1 di Smith imbeccato da Leunen sotto canestro. Finisce 67-54 con Cantù che può sorridere, anche alla luce degli altri risultati che consegnano al girone una classifica apertissima.

Stefano Mocerino

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