Lo scudetto della Reyer Venezia. Dopo 74 anni il leone è tornato a ruggire!

reyer venezia 2017-06-23

Quanti brividi possono esserci per un tifoso oro-granata sulla frase “Reyer Venezia campione d’Italia”? Tanti, ve l’assicuriamo. Una frase che da martedì sera delle 23:15 circa del 20 Giugno 2017 è stampata nell’albo d’oro dello sport più bello del mondo. Se vogliamo escludere quel titolo vinto sul campo ma non assegnato nel 1944 dal Direttorio Federale della Fip, sono stati settantaquattro anni, 74!!!, di attesa prima che un giocatore della Reyer (in questo caso, Ariel Filloy) si sedesse sul canestro per tagliare la retina nel simboleggiare il trionfo, di vincere lo scudetto italiano. Perchè dopo la tripla sbagliata di Sutton sulla sirena, è stato un attimo rendersi conto che i 74 anni son passati e volati via in un lampo, che si è coronato un sogno inseguito tanto, troppo tempo. Reyer Venezia campione d’Italia 2017, sì. Tutto incredibilmente vero.

I MERITI: Un titolo consacrazione di un gruppo compatto di giocatori capitanato dal 36enne Tomas Ress, del coach livornese Walter De Raffaele e dal suo staff tecnico, del presidente-DS Federico Casarin, del vulcanico sindaco-proprietario Luigi Brugnaro, la sua apoteosi dopo 10 anni figli di investimenti e programmazione, 10 anni di crescita targato sponsor Umana con 16 titoli nazionali ottenuti con i settori giovanili maschile e femminile. E’ stato lo scudetto del popolo oro-granata della provincia di Venezia ma non solo, riversato in quasi un migliaio di persone davanti al PalaTaliercio in Via Vendramin che alle 3:33 del mattino di mercoledì ha esultato e gioito con la squadra arrivata assieme al trofeo direttamente dal PalaTrento dopo la vittoria decisiva in gara 6. E chissà quanti saranno a Venezia e a Mestre oggi 23 Giugno nelle celebrazioni…

LA STAGIONE: E’ stato un lungo cammino quello dell’Umana Reyer Venezia, partito ufficialmente il 2 Ottobre 2016 nella prima giornata di campionato a Desio con la vittoria su Cantù, ma dopo 6 partite il bilancio non soddisfa (3 vinte e 3 perse). Piovono critiche e tanti dubbi su una squadra nella fase tecnica, sull’asse play-centro Haynes-Hagins con il pivot ex Aris a infortunarsi nella trasferta di Pesaro e fermarsi per circa 20 giorni. La Reyer nel match successivo con Pistoia va sotto di 13 (all’intervallo la squadra è subissata di fischi) dopo 23′ di gioco e lì parte la riscossa della squadra che si compatta: vince la partita, prima di dieci vittorie consecutive stagionali culminate con l’affermazione su Milano per 88-84 l’11 Dicembre. Arriva il brutto scivolone di -40 in Turchia con il Pinar, ma il gruppo non si abbatte e chiude l’andata del campionato al secondo posto con 11-4 di record. Dopo la vittoria su Cantù nella prima di ritorno, ritorna il periodo difficile complici gli infortuni di Stefano Tonut (operato alla schiena per un’ernia), Ariel Filloy (problema muscolare) e Tyrus McGee (bronchite): cinque k.o. di fila compreso quello in Coppa Italia per mano di Brescia al primo turno. Dopo la sconfitta in casa di Cremona, la Reyer decide di pescare allora dal mercato con il cavallo di ritorno Julyan Stone e il pivot uruguaiano Esteban Batista. Arrivano così 9 vinte nelle ultime 10 di regular season con l’unica sconfitta ad Assago contro Milano e un secondo posto finale per la seconda volta in tre stagioni.

CHAMPIONS LEAGUE: Intanto in Europa, dopo aver chiuso il girone eliminatorio al secondo posto dietro Le Mans, la Reyer elimina i lettoni del Ventspils ai sedicesimi, Avellino nel derby italiano agli ottavi e il Pinar Karsiyaka ai quarti in un match di ritorno memorabile al PalaTaliercio rimontando il -3 dell’andata vincendo 74-66 il 29 Marzo ed accedendo così alle Final Four di Champions League. E’ storia, dopo il raggiungimento della Finale di Coppa Korac nel 1981 persa in modo rocambolesco contro Badalona. Venezia in semifinale trova i padroni di casa spagnoli dell’Iberostar Tenerife venendo sconfitta 67-58 e poi abdica anche nella finale 3°-4° posto 91-77 dai francesi del Monaco. Ma è un traguardo che resterà impresso per sempre dai tifosi della Reyer.

PLAYOFF: La squadra di Walter De Raffaele si rituffa in campionato e chiude seconda nella classifica finale trovando Pistoia ai Quarti dei Playoff. Vince le prime due gare, scivola malamente in gara 3 ma trova lo spunto decisivo in gara 4 espugnando il PalaCarrara 79-92 guadagnandosi così l’accesso in semifinale. L’avversaria successiva è Avellino che sbanca il PalaTaliercio in gara 1 ribaltando il fattore campo. In Irpinia si scende sull’1-1, la gara chiave è la 4 con il canestro decisivo di Ariel Filloy a pochi secondi dalla fine per il 2-2 nella serie. Venezia vince gara 5 al PalaTaliercio e vince al PalaDelMauro in gara 6 andando così in Finale Scudetto per la prima volta nella sua storia. Arriva così lo scontro Nord-Est contro Trento che ha eliminato la grande favorita Milano ed è ormai storia recente: una finale diventata storica che rimarrà nella mente e nei cuori degli appassionati oro-granata. Contro una squadra che ha lottato con le unghie e con i denti come l’Aquila Trento, arriva il Tricolore vinto con merito in una gara 6 giocata sul filo dei nervi contro molte chiacchiere e ostilità rispondendo con i fatti.
La Reyer Venezia è campione d’Italia e per un tifoso oro-granata sono brividi.

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