Giorgio Valli a Basketitaly.it: Avellino progetto importante

Durante il torneo Galeo al PalaMaggiò di Caserta la nostra redazione ha avuto il piacere di incontrare l’allenatore della Sidigas Avellino Giorgio Valli, che ha vinto talaltro il torneo svoltosi sul parquet casertano in finale contro i padroni di casa della JuveCaserta.

 

Coach ritorna in Campania, dopo la felice parentesi della promozione dalla Legadue alla massima serie con Scafati nella stagione 2005/06, ad Avellino in una società con un nuovo assetto dirigenziale, e con grande voglia di fare bene nel prossimo campionato.

Ad Avellino c’è un progetto importante dopo i grandi sforzi fatti dalla nuova società, ho approcciato con grande entusiasmo con questa mia nuova avventura professionale. Ora fare pronostici per la prossima stagione è impossibile, le indicazioni delle partite amichevoli lasciano il tempo che trovano perché le partite sono condizionate dai diversi carichi di allenamento che hanno svolto le squadre in campo, ed inoltre si gioca con molta meno tensione, il pallone tra le mani pesa molto di meno. Inoltre bisogna dire che noi non possiamo ancora realmente conoscere il nostro valore, perché abbiamo lavorato finora senza play titolare, quando inseriremo il nuovo regista potremo effettivamente giudicare e quantificare il nostro valore in campo.

Playmaker che almeno di colpi di scena imprevisti sarà Mustafa Shakur, giocatore sul quale lei ha puntato, quando la società ha visto che Marques Green si è accasato al Cedevita Zagabria.

Noi abbiamo provato a riconfermare Green , ma il giocatore ha preferito l’offerta del Cedevita, non ha resistito alle sirene di una squadra che farà la prossima Eurolega. Allo stesso tempo, comunque, credo che Shakur sia un ottimo play, io non lo definirei un giocatore egoista, un così detto mangia palloni, se uno va a leggere con attenzione le sue cifre si accorge che l’anno scorso a Casale ha servito circa cinque assist a  partita.

Coach, probabilmente, la bravura maggiore, che dovrà dimostrare Shakur sarà quella di innescare le vostre tante bocche da fuoco come per esempio Hardy, Richardson,Warren e etc.

Parto col presupposto che ho trovato un gruppo con tutti ragazzi molto disponibili cha hanno capito quale deve essere il loro ruolo all’interno della squadra, ti faccio un nome su tutti quello di Warren, che fin dal primo giorno ha capito le mie scelte. Poi ti faccio l’esempio di Hardy, un ragazzo dall’incredibile disponibilità, che avevo già notato nei scorsi play-off quando lui giocava a Pistoia, ed io ancora non sapevo di venire qui ad Avellino, e quindi era prematuro che io osservassi Hardy come giocatore potenzialmente da acquistare, ma del ragazzo mi è piaciuto, a parte il grande talento, l’umiltà con la quale stava in campo.

Poi le vorrei chiedere un giudizio sul giovane Crow, che anche qui al Torneo di Caserta si è disimpegnato con grande personalità.

Crow è un ragazzo dal grande talento, lo stesso discorso che ho fatto con lui in estate l’ho fatto anche a Biligha, ho spiegato loro che avevano davanti sette giocatori nel roster, ma chiedevo da loro grandissimo impegno, e voglia di lavorare e sudare in allenamento per conquistarsi ogni minuto che io gli concederò in campo.

Coach l’ultima domanda è più una curiosità, che sensazione le da il ridimensionamento nel basket italiano della sua Bologna, la Basketcity che dominava nel basket continentale ad inizio ventesimo secolo non c’è più.

Secondo me l’eclissi del basket bolognese è coincisa con il declino, ed il fallimento della Fortitudo Bologna. Perché quando c’erano entrambe le realtà ad alti livelli, l’una era motivata a superare l’altra con grandi investimenti. Ti faccio un esempio c’erano gli anni che ci si contendeva Ginobili sul mercato, il giocatore andava su una sponda, ma sull’altra veniva acquistato Andrea Meneghin, la grande rivalità che c’era tra le due squadre era alla base della crescita di entrambe, ma ora vista la mancanza ad alti livelli di una delle due viene a mancare tutto questo.

Un ringraziamento a coach Valli ed all’ufficio stampa della Sidigas Avellino che ci hanno reso possibile quest’intervista.