EA7, pratica Avellino archivita

Sidigas Avellino- EA7 Milano (77 – 90)
Milano conquista la sua quarta vittoria consecutiva sul campo della Sidigas, mostrando i muscoli quando serve, facendo vedere lampi in cui dimostra il talento a disposizione ma sopratutto mettendo in campo tutti i suoi giocatori. Avellino prova più volte a restare nel match, d’orgoglio e sospinta dal suo solito indomito pubblico, ma l’Armani è determinata a non lasciarsi scappare i due punti e con un Hairston che sembra tornato quello di un tempo(27 pt. finali) e un Fotsis implacabile dalla distanza (60% da 3pt.; 17 pt. Finali) espugna il PalaDelMauro e prosegue concentrata verso la prossima trasferta di Roma a metà settimana.

Si parte con un primo quarto a singhiozzo, con un Armani che sembra voler scappare e piazza un 8 a 2 nei primi minuti, slavo poi lasciar rientrare la Scandone che nel finale di tempo riesce addirittura ad impattare con il solito Marques Green dalla distanza (23 – 23).
Nella seconda metà del primo tempo una Milano non sempre bellissima riesce comunque a riallungare e mantenere le distanze sugli Irpini, puntando sull’energia di Radosevic e Gentile e sull’affidabilità di un Omar Cook visibilmente padrone del gioco in regia. Squadre a riposo con l’Olimpia avanti di otto punti (42 – 50).
Si riprende dopo la pausa lunga e con l’Hairston delle grandi occasioni e Mancinelli che ritrova la mano dalla lunga l’Emporio Armani riprende le distanze allungando anche fino anche al più 14, i bianco verdi però non mollano e con Gaddefors, migliore dei suoi alla fine (19 pt.) ricuciono il margine chiudendo il quarto fino a meno sette.
Nell’ultima frazione la classe operai targata EA7, responsabilizzata dalla fiducia datagli dal coach, tiene a bada gli avversari con il sempre encomiabile capitano Rocca e il redivivo Jacopo Giacchetti mantengo le distanze e consegnano ai titolari la pratica di chiudere definitivamente il match. I liberi di Fotsis archiviano la trasferta campana per Milano. (77 – 90)

Un Olimpia operaia, magari non eclatante ma concreta, che resta fredda e mantiene le redini della partita. Fa giocare tutti e trova ottime risposte anche dalla panchina. Una Milano che magari non è ancora uno schiacciasassi come Siena o una macchina ben oliata come Cantù ma che lavora, fatica  e dimostra che sta costruendo un organico forte e coeso nella ricerca degli obbiettivi prefissati. Una EA7 in piena crescita e vicina alla maturità, quella maturità che dovrà portare con se per risultare competitiva nei play-off che si fanno ogni giorno più vicini.

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