Cremona, con Avellino vietato sbagliare

Tre stagioni fa, l’epilogo del campionato era la sfida Cremona-Avellino; i biancoblu erano già matematicamente salvi, mentre gli irpini, con un successo, avrebbero avuto il pass per i play off. Vinsero i padroni di casa, che troncarono il sogno bianco-verde; domani sul parquet del PalaRadi, le due squadre si ritrovano faccia a faccia, con due stati d’animo diametralmente opposti; Avellino, dopo due sconfitte iniziali, si è ripreso alla grande, rullando l’Armani Milano, con una prova d’autorità incredibile, tra le mura amiche, ed una prestazione roboante sia in attacco, sia in difesa che ha galvanizzato l’entourage.

Cremona, invece, è il rovescio della medaglia; ancora a secco di vittorie in quest’inizio di campionato, tre prestazioni opache, e i primi malumori che serpeggiano, sfociati in alcuni diverbi durante gli ultimi allenamenti, che hanno “minato” la serenità della squadra e dell’ambiente, voglioso di conquistare il prima possibile i primi due punti del campionato. Vanoli Cremona che denota evidenti limiti in fase offensiva, dove manca un vero leader in grado di sopportare il peso dell’attacco; nelle prime tre uscite, infatti, i biancoblu di coach Attilio Caja, non hanno mai superato quota 70, fermandosi, nel migliore dei casi ai 69 punti realizzati contro Brindisi; un “handicap” non di poco conto, se si pensa che, segnando così poco, in difesa bisogna fare gli straordinari

 

Fase difensiva, decisamente meglio, con gli schemi più oliati; eccezion fatta per i 78 concessi a Brindisi, la Virtus ne ha infilati 74, mentre Caserta si è fermata a 63, indice di una buona attitudine nella retroguardia. Altra nota dolente, lo scarso apporto della panchina; contro Brindisi, solamente tre punti sono arrivati dalla panchina, tutti a firma di Kotti. E per una squadra che vuole giocare le sue carte salvezze, l’apporto delle seconde linee diventa imprescindibile. Avellino, dal canto suo, dovrebbe ritrovare il lungo Linton Johnson, dopo il permesso accordato al giocatore per correre in Usa al capezzale della madre; sempre in stand by, invece, la questione Hardy. Sembra impossibile tesserarlo come comunitari, per cui la società potrebbe optare per inserirlo in rosa come extracomunitario, profilando una staffetta con Shakur. Cremona ha assolutamente bisogno di centrare la prima vittoria, visto che ormai solo Reggio Emilia è rimasta a quota 0 a farle compagnia; Avellino, invece, vuole dimostrare che la vittoria maturata contro la corazzata Milano, non è stato un fatto isolato, e non vuole lasciare i due punti per strada, per non venir risucchiata sul fondo della classifica. Nei sei precedenti tra le due squadre, il fattore campo è sempre stato rispettato, mai nessun colpo esterno; così come Luca Vitali vanta cinque vittorie in altrettanti incontri nei match casalinghi disputati contro la Sidigas.

“C’è chi si fissa a vedere il buio. Io preferisco contemplare le stelle. Ognuno ha il suo modo di guardare la notte”, diceva Victor Hugo, il famoso romanziere francese che  dimorò, da bambino, presso il signorile Palazzo de Concilii. Per Cremona l’obbligo è contemplare le stelle, senza guardare ciò che è stato fino ad ora; sono state giocate solo tre giornate di campionato, e il cammino verso la salvezza è ancora lungo e impervio, ma non compromesso. Una curiosità accomuna le due città, Cremona e Avellino, e la si trova nell’ambiente dolciario; la zona dell’avellinese, infatti, è rinomata per la produzione artigianale di torrone, fra i più importanti in Italia. Chissà per chi, al termine dei quaranta minuti di gioco, l’epilogo sarà meno amaro o più “mielato”; anche in questo caso, è questione di come si guarda la notte.

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