Cantù col brivido, battuto il Lukoil 87-79

Come era nelle aspettative, c’è voluta la Cantù concentrata, reattiva in difesa che si era vista nel secondo tempo di Rimini, per avere ragione di un Lukoil Sofia che ha fatto correre più di qualche brivido lungo la schiena dei biancoblu. La Mapooro si impone 87-79, al termine di una partita dai due volti. Ad un primo tempo giocato a ritmi alti da tutte e due le parti, chiuso avanti 48-47, ha fatto seguito una ripresa dove le difese hanno preso il sopravvento, con Cantù molto più efficace nel proteggere la propria area.

Alex Tyus e Jerry Smith i protagonisti principali della serata. Il centro israeliano investe letteralmente il match con la propria energia straripante, scrive 18 punti con 8/9 dal campo, con 4 rimbalzi, segnando tutti i momenti importanti del match. Il play, che, come lui stesso ha raccontato, coach Pitino vedeva solo da guardia, fornisce una prova a tutto tondo, con 13 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 2 recuperi, senza perdere un solo pallone. Soffre parecchio in difesa, inseguendo Brandon Heath (21 e 5 assist, ma anche 4 perse), ma, come in Supercoppa, si dimostra in grado di rimanere mentalmente in partita, qualità non indifferente per una point guard. Cantù però vince perché ognuno porta il proprio mattone alla causa: capitan Mazzarino mette due triple fondamentali a cavallo degli ultimi due quarti, Cusin, oltre ai 12 e 3 rimbalzi, rifila 4 preziose stoppate, Aradori (12 con 2/4 da tre) tira fuori il meglio nel secondo tempo, Maarty Leunen (5 con 8 rimbalzi) in una serata magra in attacco, nel finale ‘ruba’ un fallo, prende un rimbalzo offensivo decisivo, lascia il proprio segno sulla partita, per finire con un Markoishvilli cardinalizio da 15 con 3 assist.

Il Lukoil si dimostra degnissimo avversario, trascinato dalla coppia di guardie, Heath e Avramov (14 con 3 assist), con il giovane talento bulgaro che impressiona per la personalità che mette in campo. Peccato che Watkins, rebus irrisolvibile per la difesa biancoblu nei primi 20’ (18, 7/16 dal campo, 15 rimbalzi per il centro ex-Syracuse), cali alla distanza, lasciando i suoi senza quella dimensione interna di là incarnata da Tyus. Discorso analogo per Devin Green (8 e 3 rimbalzi), scomparso dalla partita nell’ultimo quarto.

In cronaca. Parte bene Cantù, con la tripla di Leunen e trovando punti in transizione da rimbalzo e da palla recuperata. Il gioco da tre di Smith e il tracciante di Mazzarino sengano il 15-10 dopo 5’. I biancoblu però faticano a proteggere l’area con i pick’n’roll Heath/Watkins a produrre dividendi con punti o tiri liberi guadagnati (11 nel solo primo quarto). La Mapooro spende molti falli, soprattutto perde il controllo del ritmo partita.. Ci vuole Tyus per rivitalizzare i padroni di casa: sequenza impressionante schiacciata-stoppata-schiacciata nel giro di 20 secondi, ma Heath dalla lunga tiene in partita i suoi, 26-25 alla prima sirena.

Secondo periodo che si apre con gli stessi problemi in difesa. Anche Massamba crea grattacapi alla difesa, Watkins mostra anche una mano vellutata dalla media, costringendo Trinchieri al time-out dopo 3’ sul 31-36 per gli ospiti. Una tripla assurda di Markoishvili apre 5 minuti di trance agonistica del georgiano, che dipinge un ‘Picasso’ dopo l’altro, ben coadiuvato da Smith, che sguazza nel ritmo ora frenetico del match. Si va la riposo sul 48-47 Cantù, che però non ha ancora trovato il modo di fermare Heath e Watkins.

La ripresa si apre con facce diverse in difesa per i bianco blu. Si fa vedere Aradori, trovando la misura dalla distanza e la Mapooro prova ad allungare sul 55-49. Cresce Avramov per il Lukoil, prima innesca Watkins, sfrutta il fisico un paio di volte contro Mazzarino e quando Abukar segna dalla media chiude un parziale di 9-0 che riporta avanti i bulgari 55-58 con 4’ da giocare. Cantù batte in testa contro la difesa schierata, ma tiene dietro con Tyus e Brooks (però non pervenuto in attacco) e grazie alla predominanza  a rimbalzo. Tabu riporta un po’ d’ordine e i biancoblu confezionano il controparziale, pure di 9-0, chiuso dalla tripla di Mazzarino, interrotto da Heath che fissa il 64-60 di fine terzo quarto.

Un’altra tripla del capitano apre gli ultimi 10’, prima che 5 punti in fila di Cusin porgano il +9 interno, 71-62. Qui Cantù commette l’errore di non chiudere la partita, Avramov e Heath si prendono la squadra sulle spalle ed è merito di Tyus, che trasforma in punti tutto quello che tocca, se i bulgari non chiudono il gap. Aradori, a poco più di 3 dalla fine, restituisce il +9 ai suoi dal perimetro, ma le guardie di Dokuzovski vanno all’assalto all’arma bianca e le due triple in fila dell’ex San Diego State riaprono incredibilmente il match, 80-77. Due giocate di Leunen (fallo procurato più un rimbalzo d’attacco a 1’ dalla fine) e i liberi di Smith mettono al sicuro il punteggio, mentre la quarta stoppata di Cusin su Watkins spegne le ultime velleità biancorosse.

Cantù chiude 87-79, si scrolla di dosso le paure e va in semifinale contro i cechi del Cez Nymburk, vittoriosi 83-64 sul Telenet Oostende, dopo una partita equilibrata per quasi tre quarti e nonostante l’assenza dell’ex-Biella Aubrey Coleman.

 

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